/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

domenica 14 novembre 2010

La nona puntata della rubrica di Elvis Piovani

PARMA
DA RISCOPRIRE:
PIAZZA GHIAIA

Elvis Piovani ci accompagna sui sentieri della nostra città che non c'è più, alla riscoperta di monumenti, chiese, palazzi, intere vie, spesso capolavori che sono stati cancellati o spostati, o divisi in più parti e spesso "nascosti" in qualche angolo - Oggi ci fa la storia di Piazza Ghiaia
Mentre Piazza Ghiaia sta per avviarsi, non senza polemiche, alla sua nuova vita, Elvis Piovani nella sua bella rubrica "Parma da riscoprire", giunta ala nona puntata, ne scrive la storia. Una storia appassionante, che parte da lontano, precisamente dal Medioevo, e che l'ha vista svolgere numerose funzioni tra le quali anche quella, orribile, di luogo deputato per le condanne a morte. Piena di vita, di colore, di parmigianità, ma poi vittima, una dopo l'altra, di decisioni amministrative che ne hanno snaturato l'essenza. Piovani lo fa notare molto bene nella sua intelligente ricostruzione.
(Nelle foto: 1) Elvis Piovani; 2) Il logo di "Parma da riscoprire"; 3) Piazza Ghiaia in com'era, un dipinto di Giuseppe Drugman)

2 commenti:

pramzanserass ha detto...

Non è possibile. osservo le immagini, le fotografie della Ghiaia settecentesca, arrivo ad ammirare quella ottocentesca e proprio non riesco a digerire che oggi, Novembre 2011, quello spazio così ricco di vita, di arte e di colori possa essere diventato quell' infausto luogo che possiam vedere da via Mazzini. Se è comprensibile che gli architetti sfidino i loro colleghi passati con arguzie degne dei peggiori "ignoranti" che la città ha conosciuto posso capirlo. Non posso scusarlo però. Che fior di professionisti e valenti amministratori siano fieri di simili scempii, non dovrebbe essere tollerato. Non si conosce la storia dei luoghi, la vita che vi si svolgeva, le costruzioni presenti...nulla. Si conosce solo il nulla e l' interesse ( finanziario) per creare simil scempio. Sarebbe bastato guardare quadri e stampe d' epoca. Foto in bianco e nero. Leggere libri d' arte locale. Invece il nulla.Il così tanto comodo e guadagnoso NULLA. Aggiungo un' altra Piazza famosa oltre a quella citata da Piovani: Piazza Erbe a Mantova. Provate a far veder loro le foto della nostra Ghiaia nel classico giochetto " Prima e Dopo". Orgogliosi giustamente come sono i mantovani troverebbero la loro piazza degna dei riconoscimenti dell' Unesco e la nostra di esercitazioni di implosioni.
Che tristezza. E che male si sente a commentare la barbarie.

e.piovani ha detto...

è vero purtroppo. Parma rispetto ad altre belle città della zona ha distrutto tanta parte di sè. Basta prendere ad esempio le vicinissime Verona, Mantova o anche Ferrara e Bologna per rendersene conto.
E sono errori che si pagano per sempre. Chi ha saputo conservare il proprio patrimonio artistico adesso ha dei ritorni turistici e culturali grandissimi. E questo a tempo indeterminato, solamente per avere preso la decisione di salvaguardare quanto c'era di storico.
Parma spesso non l'ha fatto, anzi, e adesso ne paghiamo le conseguenze anche economiche, oltre a quelle di vivibilità e identità cittadina.
Il guaio più grande è che la cosa non è ancora stata capita e si trascura e distrugge ancora quello che andrebbe salvato e valorizzato.