/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 11 ottobre 2010

SPECIALE FESTIVAL - La prima dei "Vespri"

TANTI APPLAUSI
MA ANCHE
TANTA TENSIONE
Non è stato il trionfo assoluto che ci si aspettava, forse principalmente per un calo di voce del tenore Fabio Armiliato, dovuto a un'indisposizione - Tensione in palcoscenico, ritardato l'inizio per... un mazzo di fiori omaggiato alla Dessì, grande prova di Giacomo Prestìa e Leo Nucci - I pareri a caldo di Gabriella Corsaro, Paolo Ampollini, Mauro Biondini, Martino Faggiani, Enzo Petrolini, Gigètt Mistrali - Oggi la critica del nostro Paolo Zoppi

L'opera non cominciava mai e si è capito subito che forse non sarebbe stata una serata trionfale, come si pensava dopo l'ottima anteprima. Prima dell'inizio dello spettacolo è successo che Daniela Dessì ha ricevuto in omaggio un mazzo di fiori ed è stata colpita da un crisi allergica, che ha costretto il direttore d'orchestra, Massimo Zanetti, a posticipare l'ingresso. Poi, nella seconda parte, Fabio Armiliato ha avuto un improvviso abbassamento di voce causato da un'indisposizione, ma è stato subito impietosamete "beccato". Insomma, non è stato trionfo (ma oggi vedremo il giudizio tecnico del nostro critico, Paolo Zoppi) e i maggiori applausi, anche ovazioni, sono andati al basso Giacomo Prestìa e al baritono Leo Nucci, beniamino del pubblico di Parma. Ecco il parere a caldo di Gabriella Corsaro, direttrice del Coro di voci bianche del Regio, Paolo Ampollini, presidente di Parma Lirica, Mauro Biondini, documentarista e commentatore di Tv Parma, Martino Fasggiani, direttore del Coro del Teatro Regio, Enzo Petrolini del Club dei 27 e Gigètt Mistrali, veterano dei loggionisti.
GABRIELLA CORSARO, direttrice del Coro delle Voci bianche del Regio: "L'opera ha avuto una resa non costante per tutti gli interpreti, ma nel complesso io l'ho trovata interessante, perché è molto difficile dal punto di vista tecnico e poi con un grande sinfonismo vocale e strumentale. Complessa per tutti. Un'opera che non ti lascia respirare mai. In altre opere per i cantanti c'è magari il tempo di recuperare, quest'opera invece non ti dà tregua. Per cui io la promuovo. Gli interpreti? In primis Nucci, a me piace molto anche la Dessì, la trovo adeguatissima, per la padronanza tecnica, dei filati, per il gusto. Mi è piaciuto moltissimo Prestìa. La direzione di Zanetti molto ordinata, nel senso che c'è stata una buona adesione tra palcoscenico e orchestra e soprattutto in considerazione delle difficoltà incontrate dal coro e dagli interpreti che si sono sparpagliasti per la platea. Straordinaria sinfonia, con delle sonorità da sinfonismo puro".
PAOLO AMPOLLINI, presidente di Parma Lirica: "A mio avviso non si può zittire uno spettacolo come questo. Il tenore, Armiliato, l'abbiamo sentito alcune sere fa e andava benissimo, stasera ha avuto un abbassamento di voce, che ha creato del nervosismo anche tra gli altri colleghi. A mio avviso si sta esagerando con questi buu, allora si deve chiudere il teatro a questo punto. Se si protestano spettacoli come questo allora il teatro deve finire. Alcune sere fa li ho sentiti, i cantanti, c'era un entusiasmo incredibile, come si può cambiare parere dopo da un momento all'altro. Il tenore ha avuto questo abbassamento di voce, l'hanno sentito tutti, ma non c'era da reagire così. Grande Prestìa, grande Nucci. Ma voglio ricordare che è una parte di una difficoltà enorme quella del tenore, e adesso si esagera davvero a essere così severi. Anche quel buu che hanno fatto al maestro io non l'ho capito. Ha tardato il rientro perché c'era il tenore che non stava bene... No, io non capisco".
MAURO BIONDINI, documentarista e commentatore di Tv Parma: Non cambio assolutamente giudizio su questa serata. Atti stupendi, ancora superiori alla prova generale. I lunghi intervalli e il ritardo all'inizio avevano fatto capire che qualcosa non andava. Fabio Armiliato ha avuto dei problemi, un calo di zuccheri diceva il medico, ma tutto questo non inficia assolutamente questa serata. E' stata un'occasione unica per una rappresentazione inusuale, di altissimo livello, e io sono contento di poter dire: Io quella sera c'ero".
MARTINO FAGGIANI, direttore del Coro del Regio: "Quella del tenore è una parte difficilissima e purtroppo Armiliato ha dovuto pagare per problemi di salute. Si è ritrovato con un abbassamento di voce e un abbassamento di pressione, ma nonostante tutto ha continuato. Io invito le persone che contestano i cantanti a considerare quanto è difficile cantare, quanto è difficile stare sul palcoscenico, e in un'opera come questa che è effettivamente così difficile. Insomma la reazione di alcuni mi è spiaciuta".
ENZO PETROLINI, del Club dei 27: "Per me lo spettacolo è andato bene. Primo, questa è un'opera che oggi è difficile trovare chi la fa. Secondo, probabilmente c'era qualcosa che non andava, il tenore qualche difetto vocale l'ha sempre avuto, adesso con la scuola di Bergonzi sta migliorando, ma ogni tanto ha quegli "ingolamént"... La Dessì forse comincia a sentire un po' la fatica... Prestìa è uno dei bassi verdiani più in gamba, una sicurezza".
LUIGI MISTRALI, detto Gigètt, il veterano dei loggionisti: "Non si può fare quest'opera in due atti, con un solo intervallo, anche se lungo. Non a caso Verdi aveva diviso i Vespri in cinque atti, mica a caso. Lo stesso basso, Prestìa, ha detto che un'opera così massacrante non l'ha mai fatta. E la parte del tenore è assolutamente ardua. Basti dire che dei grandi tenori del passato non l'ha mai voluta fare nessuno. E poi c'è da dire che adesso la gente ha delle esigenze pretestuose. Quest'opera qui fino adesso an l'aväva sentida nisón... in teatro, come fanno a giudicare?"




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