/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 21 ottobre 2010

Concerto del Coro del Teatro Regio in via Burla

VERDI TRA
I CARCERATI

Grande giornata di musica verdiana nel carcere circondariale di via Burla, dove il celebre coro diretto dal maestro Martino Faggiani, nell'ambito dell'iniziativa "In compagnia di Verdi", si è esibito per i detenuti - L'evento è stato organizzato dall'Agenzia dell'Associazionismo del Comune, diretta da Ferdinando Sandroni

Testo e foto di GABRIELE MAJO
Chissà se si sono “aggrovigliate le budella” come a Julia Roberts in Pretty Woman andando all’opera, ai cinquantacinque reclusi dell’Istituto di Pena di Via Burla, che oggi, giovedì 21 ottobre 2010, hanno assistito all’esibizione personalizzata del Coro del Teatro Regio di Parma, diretto dal maestro Martino Faggiani, nell'ambito dell'iniziativa "In compagnia di Verdi", organizzata dall'Agenzia all'Associazionismo del Comune di Parma, presente il delegato del sindaco Ferdinando Sandroni. Il maestro Faggiani ha saputo subito attrarre l’attenzione del particolare pubblico che aveva di fronte, creando una interazione perlomeno mentale: “Il fatto che abbiate apprezzato questo brano così difficile (Jerusalem, coro della processione, nda) rispetto ai precedenti significa che ci siete davvero. Bravi: uno spettacolo per riuscire ha bisogno di tre componenti: la musica, e c’è, il coro, e c’è, ed il pubblico, cioè Voi, e ci siete.”
È la terza volta che la Casa circondariale ospita il Coro del Teatro Regio: “Quello che i detenuti apprezzano di più", dice Lucia Monastero, vice direttrice del carcere " è proprio la particolare spiegazione che il Maestro sa dare loro su quanto sta per proporre, nota per nota, con esempi accattivanti che entrano subito nella mente.”
E questo facilita l’ascolto del coro – erano 32 gli elementi equamente ripartiti tra voci maschili e femminili – che con la propria potenza ha squarciato le mura del penitenziario regalando una mezzora abbondante di “libertà”. Brindando, alla fine, sempre metaforicamente parlando, nel nome di Giuseppe Verdi, con “Libiam nei lieti calici” dalla Traviata con la struggente performance dei solisti, il tenore Vincenzo Di Nocera e il soprano Chiara Pizzoli.
Il primo dei sei brani proposti era, invece, il coro degli Zingari dal Trovatore. “Non è semplice preparare questo tipo di compilation – spiega il Maestro Faggiani, che non ha esitato a paragonare Verdi a Renato Zero o alla Pausini – visto che nel repertorio verdiano fioccano violenza ed altre situazioni che potrebbero andare a riaccendere problematiche interiori, mentre il nostro intento è quello di far passare loro qualche momento di serenità.” Missione compiuta: e i 55 ascoltatori speciali lo hanno sottolineato con fragorosi e ripetuti applausi, con richiesta di bis che, però, proprio non si poteva concedere…
(g.m.)
(Nelle foto: 1) La sala dove si è svolto il concerto del Coro del Regio; 2) Il maestro Martino Faggiani dirige il coro; 3) Il maestro Faggiani durante il conbcerto si rivolge al pubblico; 4) Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi e corista del Coro del Regio, con Ferdinando Sandroni)
CLICCARE SULLE FOTO PER INGRANDIRE

Nessun commento: