/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 1 ottobre 2010

I dieci anni dell’Associazione “I Nostri Borghi”

PALLINI: HO UN SOGNO,
FAR RIVIVERE
I BORGHI DI PARMA
COM’ERANO UNA VOLTA

“Quando, dieci anni fa”, dice Fabrizio Pallini, “creammo il comitato che poi si trasformò nell’Associazione ‘I nostri borghi’, eravamo considerati dei carbonari” - “Abbiamo avuto anche difficoltà, soprattutto con l’opposizione, ma ormai tutta la città è con noi” - “Abbiamo riportato nelle strade le tortellate e la musica: sono utili deterrenti contro il degrado e la criminalità” - “Resta ancora un problema irrisolto: la piaga della prostituzione” - “Sono un lasalliano doc e non ho mai digerito il trasferimento in via Berzioli” - Fino all’anno scorso suonavo e cantavo con gli LSD, Luzi Stéli Djamant” – “Sono arrivato secondo a un concorso con un racconto in dialetto” – “Come sarebbe bello tornär a mettor il scràni in méza a la sträda…”

di ACHILLE MEZZADRI
Se non ci fosse, e per fortuna, quel diavolo di Gabriele Majo, da me ribattezzato “il semplificatore” per la sua capacità di risolvere anche i problemi difficili con un battito di ciglia (ma come ha fatto il Parma calcio a privarsene?) difficilmente sarei riuscito, da Milano, a intervistare proprio oggi il dottor Fabrizio Pallini, classe ’52, responsabile dell’Agenzia comunale Politiche della Salute, nelle ore in cui sta preparando la celebrazione, assieme a tutti i suoi collaboratori, del decennale dell’Associazione di promozione sociale “I Nostri Borghi”, che ha fondato, appunto, nel 2000. Era da tempo, anche due anni, che mi ero posto l’obiettivo di incontrare il dottor Pallini, uno dei personaggi chiave nella lotta per i diritti dei cittadini parmigiani, almeno quelli del centro, nonché per la salvaguardia e il recupero delle nostre tradizioni. Fortunatamente Majo, che è coordinatore della Comunicazione dei “Nostri Borghi” e che è amico dal ’75 di Pallini, che allora fondò assieme al fratello Radio Emilia, mi ha spianato la strada e quindi con il presidente dei Nostri Borghi ho potuto parlare.......

1 commento:

e.piovani ha detto...

meno male che c'è ancora qualcuno che tiene a Parma e al suo centro storico. Purtroppo molto spesso la gente è rassegnata o peggio, del tutto indifferente verso le questioni che riguardano la nostra città. Si interessano solo per le cose che li riguardano direttamente, e ciò è molto triste perchè non si capisce che la bellezza e vivibilità di Parma ci riguarda assolutamente tutti.
Quello che credo di aver capito guardando la nostra città e la sua storia, è che per rivalutare una zona, bisogna renderla innanzitutto bella e tranquilla. Dove si sono compiuti errori urbanistici e si è rotta l'armonia e bellezza dei luoghi, ecco che automaticamente i parmigiani la snobbano e diventano zone in cui la gentaglia prende il sopravvento.
Per la zona attorno ai "Nostri Borghi" le cose da fare potrebbero essere parecchie. Come tutti sanno, uno degli obiettivi prioritari di Parma sarebbe quello di riaprire al culto San Francesco del Prato. In questo modo la si riaprirebbe anche ai turisti, che sono comunque sinonimo di vita e tranquillità per il nostro centro storico. Tra i miei "sogni" per la zona, ci sarebbero anche la riapertura di qualche canale attualmente interrato di cui la zona abbonda. Pensate come si differenzierebbe quell'area rispetto al resto della città. Per il monumento a Verdi, come già detto, io lo metterei proprio in piazzale salvo d'Acquisto. Pensato che bello arrivare dalla zona del duomo e vedere proprio al centro la testa di Verdi apparire, per poi scoprire una volta sulla piazza l'intero monumento. Sarebbe un percorso ideale che porterebbe alla casa del suono e della musica, nonchè per l'appunto a San Francesco del Prato. Comunque, ottimo lavoro quello dei "nostri Borghi" e speriamo che possano fare sempre di più, salvaguardando non solo le tradizioni ma anche la storia e il patrimonio della nostra città.

Elvis Piovani