/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 18 settembre 2010

Una foto, una storia -102-

NEL 1969 GLI STUDENTI
OCCUPARONO
IL MANICOMIO DI COLORNO
Non furono poche le polemiche, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quando l'assessore provinciale alla Sanità Mario Tommasini prese a cuore le sorte dei degenti dell'ospedale psichiatrico, perseguendo l'obiettivo di una modernizzazione dell'assistenza psichiatrica in Italia. La battaglia di Tommasini fu sposata dal movimento studentesco che, sulle ali della contestazione sessantottina, il 2 febbraio 1969 occupò il manicomio di Colorno. L'occupazione durò 35 giorni e questo evento portò poi alla nomina a direttore, nell'anno seguente, dello psichiatra Franco Basaglia, considerato il padre dell'antipsichiatria. Basaglia con la sua azione fu in pratica l'ispiratore della legge 180, che, promulgata nel 1978, dettò le nuove regole dell'assistenza psichiatrica. Giovannio Ferraguti fu in prima linea anche nel periodo delle contestazioni del Sessantotto e quindi non mancò di documentare la protesta studentesca anche a Colorno. Ora una delle sue foto di quei giorni la potete vedere nella rubrica "Una foto, una storia", che firma con lo pseudonimo di Gion Guti. Cliccate qui sotto.

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