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/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

Profumo di mostarda

Profumo di mostarda

venerdì 24 settembre 2010

Speciale Festival Verdi -1- La storia parmigiana del Trovatore

E BRUSON INSEGUÌ
FERRAGUTI
CON UNA SPADA DI SCENA
Mentre si avvicina l’inaugurazione del nuovo Festival dedicato al Cigno di Busseto, con il “Trovatore”, ripercorriamo la storia della celebre opera al Regio, dove è stata rappresentata per ben 28 volte, con 131 recite – L’episodio più clamoroso risale al 1971, quando il baritono Renato Bruson, fischiato dal pubblico, inseguì Giovanni Ferraguti con una spada di scena – “Nel 1957 venne giù il teatro concessi il bis con Di quella pira”, ricorda Carlo Bergonzi “ma il meglio lo diedi con Ah sì, ben mio” – Paolo Ampollini: “Nel ’61 Manrico era il grande Franco Corelli, ma la reazione del pubblico non fu entusiastica e il sovrintendente Negri disse: “J én miga contént gnàn ‘d Coréli” – Paolo Zoppi: “Vincenzo Bello, nel 1977, fu un ottimo Manrico: tutti eravamo convinti che stesse nascendo una grande stella, ma poi ha un po’ deluso le aspettative”
di ACHILLE MEZZADRI







Mancano ormai soltanto sette giorni all’inaugurazione del nuovo Festival Verdi, che avverrà la sera di venerdì primo ottobre con Il trovatore, uno dei capolavori più amati e più rappresentati di Giuseppe Verdi. Una grande opera, che fa parte, con Rigoletto e Traviata, della celebre Trilogia. Sul palcoscenico del Regio, dove debuttò il 4 febbraio 1854 (il primo cast: Giacomo Galvani /Manrico/, Ruggero Pizzicati /Il conte di Luna/, Luigia Bendazzi /Leonora/ e Giulia Sanchioli /Azucena), è stata rappresentata per ben 28 volte, con 131 recite. Tantissimi i divi della lirica che hanno portato al successo il capolavoro verdiano sul palcoscenico del Regio. Certamente va segnalata l’edizione del 1882, molto pramzàna, perché il direttore d’orchestra fu Cleofonte Campanini e Manrico suo fratello, il tenore Italo. Oltretutto il 1° ottobre di quell’anno, oltre al Trovatore, fu eseguita anche la sinfonia dei Vespri Siciliani, la seconda opera verdiana che è in cartellone nel Festival di quest’anno. Un grande Conte di Luna fu, nel 1900, il baritono Titta Ruffo (1877 – 1953), così come un grande Manrico fu Aureliano Pertile (1885 – 1952) nel 1930 e una grande Leonora fu Gina Cigna (1900 – 2001) nel 1933. E tra i grandi del passato è impossibile dimenticare.......
(Nelle foto: 1) La celebre copertina della "Domenica del corriere" con l'episodio Bruson-ferraguti; 2) Bruson circondato e riportato alla ragione; 3) Carlo Bergonzi negli anni Cinquanta)

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