/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 26 luglio 2010

Chiedi chi era... Temilaluce

VENDEVA LE SUE POESIE
PER STRADA
A CENTO LIRE L’UNA

Bruno Cassi, classe 1913, fu soprannominato Temilaluce per una malattia agli occhi che lo condannò alla penombra – Scomparso il 17 gennaio 2009, fece mille mestieri e tra questi il trippaio e il domatore di un caprone, ma viene ricordato come poeta da marciapiede
Ma che belli gli stranomm che jerdlà venivano dati Dedlà da l’àcua. Tra questi Temilaluce è forse uno dei più immaginifici, dei più eloquenti, e diciamo pure, dei più pramzàn, che nello sterminato elenco di stranomm, sia mai stato inventato. Fu affibbiato a Bruno Cassi, classe 1913, pramzàn dal sas, oltretorrentino doc, costretto alla perenne penombra per una malattia agli occhi. Ma non sarebbe stato sufficiente questo stranomm per consegnare Bruno, scomparso il 17 gennaio 2009, alla storia minima della nostra città. Temilaluce di mestieri ne ha fatti trantissimi, e tra questi il trippaio e perfino il domatore di un caprone di nome Bosco, ma soprattutto viene ricordato perché, ai tempi in cui faceva il sorvegliante in un deposito di biciclette in piazzale Barezzi, vendeva… poesie. Sì, avete letto giusto. Da un borsone da postino estraeva......
(Nel ritratto di Giovanni Ferraguti: Temilaluce)

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