/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 26 giugno 2010

Oggi nella rubrica "State Allegri"

GIUSEPPE TADDEI:
LA SUA VOCE LO SALVÒ
DAI LAGER NAZISTI
Renzo Allegri ricorda Giuseppe Taddei, scomparso recentemente, uno dei più grandi baritoni della storia della lirica mondiale - Dopo l'8 settembre del 1943 fu deportato in un lager al confine con l'Olanda - I tedeschi lo sentirono cantare e vollero che andasse a esibirsi per loro e lo trasferirono poi in una tipografia di Berlino - A 69 anni debuttò al Metropolitan, che l'aveva ignorato per 34 anni per volere dell'amministratore generale
Giuseppe Taddei, uno dei più grandi baritoni della lirica mondiale, è scomparso il 2 giugno. Oggi, 26 giugno, avrebbe compiuto 94 anni. Trionfò in tutti i più importanti teatri del mondo, anche al Regio di Parma. Curioso il suo debutto al Metropolitan di New York, che avvenne quando aveva 69 anni. Il celebre teatro l'aveva ignorato per 34 anni, cioè dal 1951, quando l'amministratore generale del Met, Rudolf Bing, arrivato a Milano alla ricerca di nuovi talenti, lo invitò per un'audizione nel suo albergo. Taddei rispose che Bing avrebbe dovuto andare ad ascoltarlo alla Scala. E il dirigente americano, offeso, disse che fin che fosse rimasto in vita lui, Taddei non avrebbe mai cantato al Metropolitan. E così fu. Questi ed altri interessanti episodi della vita del celebre baritono rercentemente scomparso sono raccontati da Renzo Allegri, nella sua rubrica "State Allegri".

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