/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 26 giugno 2010

La tragedia di via Imbriani

ANCHE IN BRASILE PIANGONO
PER L'OMICIDIO-SUICIDIO
L'eco del dramma che si è consumato nell'appartamento dell'Oltretorrente è arrivato anche a Natal, in Brasile, dove vive Tamara Baroni, legata da vincoli di parentela e di amicizia con Luigi Soliani, il pensionato che, assillato da problemi economici e in attesa di sfratto, ha ucciso il figlio Maurizio, musicista e poi si è tolto la vita - L'ex attrice è rimasta molto scossa dalla tragedia e ha voluto inviare a Pramzanblog un suo scritto
Parma reagisce con sentimenti di dolore e di pietà alla tragedia che si è consumata ieri mattina in un appartamento al terzo piano di via Imbriani 69, all'angolo con via Cocconi. Ieri le fonti di informazione on line della città, e le televisioni, e le radio, hanno dato ampi particolari del dramma, causato da problemi economi e da un'ingiunzione di sfratto. E oggi la Gazzetta di Parma dedica, al fatto, quattro pagine. Quindi questo non è il luogo per rifare la cronaca di quello che è accaduto, se non un brevissimo cenno. Luigi Soliani, pensionato di 78 anni, rimasto vedovo otto mesi fa della moglie Sandra Fortuna, oppresso da difficoltà economiche e da un'ingiunzione di sfratto, ha ucciso con una calibro 22 il figlio Maurizio, 39 anni, musicista.
Questa almeno la prima ricostruzione degli investigatori, che ritengono appunto, che si tratti di omicidio - suicidio.
L'eco di questa tragedia familiare si è sparsa, appunto, in tutta la città, ma ha superato anche i confini nazionali, per arrivare fino in Brasile, a Natal, dove vive Tamara Baroni, l'ex attrice parmigiana, tornata recentemente agli onori delle cronache per la sua autobiogradia on line Tamara, la parmigiana. Tamara, che è legata da vincoli di parentela e di amicizia a Luigi Soliani, è rimasta molto scossa dal dramma che si è consumato in via Imbriani e ha voluto inviare a Pramzanblog una sua riflessione a caldo. Parola scritte con la morte nel cuore per la tragica fine di due persone che conosceva bene e alle quali voleva bene. Ecco il contributo di Tamara Baroni.
"Non so se riuscirai o potrai scrivere queste righe su Pramzanblog. Ho avuto la notizia orribile,ora, che un mio parente ed amico, Luigi Soliani, si é ucciso e ha ucciso il figlio Maurizio, per difficoltá finanziarie, incluso uno sfratto. Conoscevo molto bene Gigi e certo non sperperava soldi. Aveva sposato la sorella di mio zio Arnaldo, dato un lavoro a Viviana ed era una persona integerrima. Cosa lo ha spinto a questo, specialmente ad ammazzare il figlio con un colpo di pistola, resta fuori da ogni mia maniera di comprendere. Solo Dio giudicherá i nostri atti. Ma mi chiedo e vorrei chiedere a tanti italiani: non si ricordano del periodo di Mussolini, della guerra, del dopo guerra??!! Dove é finito il coraggio, il desiderio di lavorare, di riscattarsi??!! Dove sono quelli che si tiravan su le maniche e accettavano anche qualsiasi lavoro, pur di non arrendersi??!! Dove é finito il coraggio? Dove l'onore?! Non riesco a scrivere altro. Conoscevo troppo bene i due e sono scossa. Vorrei riuscire a dire cose migliori, piú importanti, ma non ce la faccio. Vedi tu, se vuoi, aggiungere qualcosa. Che il Signore ci benedica!! con affetto. Tamara".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ho capito cosa ha voluto dire la signora Baroni quando dice : ci siamo dimenticati il tempo del fascismo quando ci si tirava su le maniche? Quando parla di onore?
Io non sono parente del povero signor Soliani, ma apprendendo la notizia , mi sono subito chiesta quali grandi problemi lo avrannno spinto a un cosi' tragico gesto.
Forse la signora Baroni voleva dire che questo dramma al tempo del fascismo forse non sarebbe successo, perche' nell'oltre torrente cuore della Parma vera questa persona non l'avrebbero lasciato solo con i suoi drammi.Se la signora conosceva i suoi drammi perche' non li ha aiutati?

Tamara ha detto...

io non ho parlato solo del tempo del fascismo. ho detto del periodo post bellico, quando chi lavorava mangiava!io parlo d´onore perché non lo vedo negli italiani che si tirano indietro a qualche lavoro ,ritenendolo disonorevole, per lasciarlo agli stranieri, che sono quasi giá i veri padroni d´Italia!io non conoscevo ció che é successo a Soliani, perché vivo in Brasile, ma se avessi immaginato che avrebbe fatto una cosa cosí folle, gli avrei detto che il lavoro é una cosa onorevole e doverosa, che uno sfratto non é niente, che nella vita bisogna sempre combattere e non fuggire. se Lei mi avesse mai letta e puó farlo www.tamaralaparmigiana.com vedrá che ho affrontato molte battaglie, ma non mi sono mai data vinta!!!e sottolineo MAI!!!

Loredana Scianna ha detto...

Buongiorno,
sto ripercorrendo quanto detto su Maurizio e la sua famiglia, e mi sono imbattuta in questo post. Mi scuso per questo "off topic", come si suol dire, poiché non desidero commentare l'intervento in sé, ma solo dire due cose su Maurizio e il mondo in cui faceva parte. Mi ha fatto male leggere da qualche parte che aveva "l'hobby della musica", molte cose scritte su di lui non corrispondono per nulla alla passione che Maurizio metteva nel vivere la sua esistenza. La sua musica dipingeva vere e proprie visioni sonore, tutti gli artisti che hanno creato CON lui sono totalmente unanimi nel riconoscergli un genio particolare. Non siamo in un momento storico culturalmente felice, Parma non fa eccezione rispetto al panorama nazionale (nonostante i fronzoli...). Non è strano che il talento di Maurizio sia rimasto defilato rispetto ai grandi nomi. Ciononostante, i teatri e le compagnie con cui lavorava con tanto impegno svolgono una vera e propria - faticosissima - missione di "resistenza" rispetto a tutto ciò che culturalmente ci stanno sottraendo, plausibilmente nell'indifferenza (e quindi con la connivenza) di chi non vede più in là di quanto ci viene proposto. Tutto questo per dire che Maurizio era una persona estremamente lucida, conscia dell'importanza di ciò che portava avanti, con una volontà che abbracciava in modo sorprendente il suo grande talento, enormemente apprezzato nel nostro ambito. Vorrei chiedere a questa città di non dimenticare il suo lavoro, o meglio, di provare a conoscerlo. E di cominciare a considerare con grande serietà che l'atto creativo, vitale che lo ha mosso in tutti questi anni è un gesto indispensabile per non rinunciare alla parte più profonda di noi stessi. Creare è un atto "sovversivo", scompone la realtà, la analizza nei dettagli per poi ricomporla in altra forma. E' "pericoloso", è indice di una libertà estrema, ed è l'unica strada per evolvere. Maurizio ha sempre scelto, ha sempre avuto questo coraggio. Ma ci stanno portando via questa possibilità. Prima ce ne accorgiamo, meglio è.