/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 9 giugno 2010

9 giugno 1859: l’ultimo giorno del Ducato

LA PROTESTA
DI LUISA MARIA

Proprio oggi, 151 anni fa, la sollevazione popolare indusse la Reggente, Luisa Maria di Francia e il figlio, l’undicenne Duca Roberto I, a lasciare per sempre il nostro territorio - Pochi giorni dopo, il 21 giugno, dal primo esilio in Svizzera, Luisa Maria inviò a tutte le Potenze europee un solenne atto di protesta e contemporaneamente un appello per “sostenere la causa del giovinetto Sovrano di Parma”

Che giorno quel giorno. Il 9 giugno 1859, giusto 151 anni fa, in piena atmosfera risorgimentale, Parma insorse e decretò l’ultima ora del Ducato di Parma e Piacenza. Il duca di Parma, l’undicenne Roberto I di Borbone, orfano del duca Carlo III assassinato in via Santa Lucia (l’attuale via Cavour) il 27 marzo 1854, e la madre, la reggente Luisa Maria di Francia, dovettero abbandonare il Ducato ed affrontare l’esilio. Alcuni giorni dopo, riparati in Svizzera con il seguito, la Reggente Luisa Maria, da san Gallo inviò alle potenze europee un documento di solenne protesta, che suonava contemporaneamente come accorato appello per “sostenere la causa del giovinetto Sovrano di Parma”. Ecco il documento:
“Egli è col più vivo dispiacere che, allontanata dal paese, che Noi reggevamo con vero affetto in nome dell’Orfano nostro figlio, veniamo a sapere i più gravi cangiamenti politici avvenuti.......

2 commenti:

e.piovani ha detto...

era meglio se ci tenevamo ben stretto il nostro bel ducato di Parma e Piacenza... A saperlo prima....

pramzanserass ha detto...

Visti i risultati odierni,come dar torto?
Sono convinto pero' che i parmigiani di allora ,vedessero l' anessione allo stato Sardo come una grande possibilita'.
Il Piemonte aveva combattuto diverse guerre per riunire l' Italia in un unico Stato.I parmigiani ed i parmensi ,parteciparono attivamente alla causa (di pochi giorni fa' l' articolo dedicato ai volontari partiti con Giuseppe Garibaldialla volta della Sicilia).
Ormai i Borboni si succedevano con personalita' mediocri ,rispetto ai loro antenati, alla guida del Ducato.Ceduta Guastalla per debiti di gioco, la credibilita' da loro dimostrata fu' sempre piu' minacciata.Tanto che per anni si credette che ad assasinare Carlo III ,non fu' un cospiratore ma un marito geloso .
Certamente nessuno dei Borbone avrebbe accettato di vedere cosi'ridotta S.Francesco del Prato...ne' San luca degli Eremitani.