/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 30 giugno 2010

Al bél djalètt pramzàn -3-

ERCOLÉN AL RIBÉL
SU PRAMZANBLOG TV
Mentre hanno grande successo la trasmissione dialettale "Socuànt minùd in djalètt pramzàn" condotta da Enrico Maletti su Giovanni Paolo Tv, e lo spettacolo itinerante "Spéta ch' am' mètt a djéta", Achille Mezzadri, l'inventore di "Pramzanblog", presenta la terza puntata di "Al bél djalètt pramzàn" , la rubrica nella quale legge le più belle poesie dello sterminato panorama dialettale pramzàn - La poesia di oggi, che potete ascoltare su Pramzanblog Tv, è "Pärla un nonón", di Ercolén Manfredi (1878 - 1966)









Dopo una doverosa sosta e nel periodo in cui, su Giovanni Paolo Tv imperversa con grande successo la trasmissione Socuànt minùd in djalètt pramzàn di Enrico Maletti ed è partito alla grande il nuovo spettacolo itinerante Spéta ch'am' mètt a djéta dei "missionari del dialetto", per fare un ulteriore regalo (speriamo) ai patiti del nostro vernacolo, che deve essere assolutamente difeso, Pramzanblog, il nostro giornäl-bloggh tutt pramzàn, riprende la sua rubrica "Al bél djalètt" pramzàn", collegata a Pramzanblog Tv (il nostro canale video su YouTube) nella quale Achille Mezzadri, l'inventore di Pramzanblog, in compagnia della sua dolce cagnolina Cindy, legge alcune delle più belle poesie (e non solo) dello sterminato panorama dialettale pramzàn. Ovviamente diffidate dalle imitazioni e non confondete mai al méstor Malètt con il dilettante Mezzadri, ma la buona volontà, anche se la dizione dialettale del papà di Pramzanblog ha qualche limite, non manca e speriamo che anche la terza puntata di Al bél djalètt pramzàn possa essere di vostro gradimento. Questa volta Mezzadri legge una bella e delicatissima poesia di Ercolén Manfredi (1878 - 1966), Pärla un nonón.
(Nelle foto: 1) Il filmato su Pramzanblog Tv; 2) Ercolén Manfredi)

Quando i lettori collaborano

C'È POSTA PER NOI:
UNA POESIA SU PARMA
Attraverso Facebook un'affezionata lettrice di Pramzanblog, Marta Maestri, ci ha inviato una poesia dedicata a Parma. L'ha scritta, come lei spiega nel suo messaggio, una sua amica, Giovanna Zoni, durante una cena. È una composizione poetica semplice ma delicata e ci fa piacere che Marta abbia pensato proprio a Pramzanblog per farla conoscere. Proviamo sempre un grande piacere quando i lettori collaborano con noi, nello spirito più sincero e amichevole della parmigianità. Grazie Marta. Grazie Giovanna.

martedì 29 giugno 2010

Una foto, una storia -47-

COSÌ MARIANNA
CONQUISTÒ MODENA
Nel 1987 una bella parmigiana, Marianna Bonassi, decise di andarsi a trovare un posto al sole partecipando a un concorso di bellezza a Modena. Partì con le sue "armi" vincenti e vinse, sbaragliando la concorrenza. Ma quali erano queste "armi" che la portarono al trionfo? Giovanni Ferraguti, il curioso della cronaca, al rientro di Marianna a Parma volle scoprirlo e il risultato potete vederlo ora, dopo averlo visto a suo tempo sulla "Gazzetta di Parma", nella bella rubrica "Una foto, una storia", a firma di Gion Guti. Cliccate qui sotto e... buon divertimento.

lunedì 28 giugno 2010

Socuànt minùd in djalètt pramzàn -7.a puntata-

VIZI, VIRTÙ E GASTRONOMIA
SU GIOVANNI PAOLO TV
La settima puntata di Socuànt minùd in djalètt pramzàn, il prezioso programma tutt pramzàn di Giovanni Paolo Tv, condotto da Enrico Maletti, al principp dal djalètt, è divertente e preziosa come tutte quelle che l'hanno preceduta. Chi ha già visto la puntata in Tv può ora rivederla, così come chi se l'è persa. Basta sintonizzare il vostro computer su YouTube, oppure su Parmaindialetto, oppure su Pramzanblog Tv o infine, per chi non ha voglia di girare per il Web, restare qui, su Pramzanblog e cliccare nella colonna di destra, dove, in alto, c'è lo spazio dedicato proprio al "Méstor Malètt". La settima puntata è dedicata nella prima parte, a "salumerja e ärta 'dla cuzén'na" e nella seconda, quella dei proverbi, a "vìssi e virtù". Ne citiamo alcuni: "Ai sant véc' nisón n' gh' pia pu 'l lumm", "L'èrba grama l'a n' móra miga", "Da 'n cul a n' s' preténda 'na romanza", "Magna col forsén'ni ch'a t'à fat to mädra". Anche oggi, buon apprendimento del pramzàn. E, come dice al méstor Malètt, tgnèmmos vìsst.
(Nelle foto: alcuni momenti della settima puntata)
CLICCARE SULLE FOTO PER INGRANDIRE

La nuova puntata di "Su il sipario"

ORESTE COSIMO
E LE "VERDISSIME"
Paolo Zoppi ci propone questa settimana, in "Su il sipario", l'intervista a un giovane tenore che studia al Conservatorio "Boito" da tre anni, Oreste Cosimo - Ha già cantato nella Corale Verdi, nel Coro del Regio ed ha appena debuttato nel Coro della Scala - Nella rubrica anche la presentazione del concerto "Si può morir d'amor" organizzato dalle "Verdissime" a Piacenza - L'Almanacco è dedicato al ricordo di Boris Christoff




Oreste Cosimo è un giovane tenore di Crotone che ha scelto il Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma per i suoi studi di canto e che a Parma sta muovendo i primi passi della sua carriera. Ha già cantato nella Corale Verdi, nel Coro del Regio e ha appena debuttato nel Coro della Scala. Paolo Zoppi l'ha intervistato per la puntata di questa settimana di "Su il sipario". Nello stesso numero c'è anche la presentazione del concerto "Si può morir d'amor", organizzato dalle Verdissime nel cortile di Palazzo Farnese a Piacenza. L'Almanacco di questa settimana è dedicato al ricordo del basso bulgaro Boris Christoff, scomparso il 28 giugno 1993.
(Nella foto: 1) Oreste Cosimo; 2) La locandina del concerto di Piacenza)

domenica 27 giugno 2010

Domani sera all'Auditorium del Carmine

MUSICA IN FAMIGLIA
Gli amici della lirica del Cral Cariparma propongono un nuovo interessante concerto: si esibirà il soprano Cristina Cappellini, accompagnata al pianoforte dal marito, il maestro Martino Faggiani, direttore del coro del Teatro Regio
Come dire, musica in famiglia. Ma di assoluto prestigio, con due interpreti di grande valore. Domani sera infatti, sul palcoscenico dell'Auditorium del Carmine, si esibirà il soprano Cristina Cappellini, accompagnata al pianoforte dal marito, il maestro Martino Faggiani, direttore del Coro del Teatro Regio e pianista di straordinaria raffinatezza. Il concerto è organizzato dagli Amici della lirica del Cral CariParma. Il programma della serata, che sarà presentata come di consueto da Paolo Zoppi, prevede musiche di Liszt, Donizetti, Bellini, Verdi e Rossini.

Cristina Cappellini - Soprano di Roma, inizia precocemente lo studio della musica con la chitarra classica per poi passare al canto lirico che approfondisce con illustri docenti quali: Renata Scotto, Leo Nucci, Fiorenza Cedolins, Giovanna Canetti, William Matteuzzi, e altri ancora. Pratica anche il repertorio barocco approfondendone lo stile. Da anni tiene un'intensa attività concertistica che l'ha portata in prestigiosi teatri e sale da concerto come il Teatro Regio di Parma, l'Accademia Nazionale di S. Cecilia, il Teatro Valli di Reggio Emilia, il Teatro comunale di Bologna, il Teatro Bonci di Cesena, il Teatro Fabbri di Forlì e molti altri. Ha preso parte a numerose manifestazioni quali il Festival di Edimburgo, l'Emilia Romagna Festival, il Festival Barocco di Viterbo, il Festival di Bad Kissingen. Tra i suoi personaggi annovera Leonora del Trovatore, Violetta, Desdemona, Susanna e la Contessa delle Nozze di Figaro, Nedda, Donna Elvira e Donna Anna del Don Giovanni. Ha cantato con illustri direttori tra cui: Bartoletti, Muti, Pretre, Pappano, Masur e molti altri. Tra i suoi impegni più recenti si ricordano: una tournée ad Edimburgo e Glasgow in duo con il liutista-tiorbista Luca Marconato, diversi concereti, il Te Deum di Verdi al Manzoni di Bologna e all'auditorium di Santander, l'incisione del dvd per la casa discografica Bongiovanni del Pastore di Corinto di Scarlatti nel ruolo di Niso, recite di Pagliacci al teatro sociale di Mantova nel ruolo di Nedda.

Martino Faggiani - Nato a Roma, ha studiato pianoforte con Franco Medori, composizione con Nazario Bellandi e clavicembalo con Paola Bernardi. Si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia e ha iniziato l’attività professionale nel 1980 come direttore di varie formazioni corali. Nel 1992 è divenuto assistente di Norbert Balatsch, direttore del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, e per sei anni consecutivi ha affiancato il Maestro, coadiuvandolo in tutte le produzioni e dirigendone molte in prima persona. Nel medesimo periodo ha diretto il Coro giovanile di Santa Cecilia, creato da Bruno Cagli, collaborando con direttori quali Chung, Gatti, Sinopoli, Prêtre, Spivakov, Oren, Scimone, Gelmetti, Mazzola, Biondi, Alessandrini e altri, e incidendo per la prestigiosa casa discografica Opus 111. Tra i suoi maggiori successi, l’esecuzione di Oedipus Rex con Gianluigi Gelmetti, l’Aida al Teatro San Carlo di Napoli, Novae de infinito laudes di Henze e recentemente la tournée italiana della Juditha triumphans di Vivaldi diretta da Alessandro de Marchi. Nel settembre 2000 diventa Maestro del Coro del Festival Verdi e dalla Stagione Lirica 2001-02 è il Maestro del Coro del Teatro Regio di Parma.

sabato 26 giugno 2010

La tragedia di via Imbriani

ANCHE IN BRASILE PIANGONO
PER L'OMICIDIO-SUICIDIO
L'eco del dramma che si è consumato nell'appartamento dell'Oltretorrente è arrivato anche a Natal, in Brasile, dove vive Tamara Baroni, legata da vincoli di parentela e di amicizia con Luigi Soliani, il pensionato che, assillato da problemi economici e in attesa di sfratto, ha ucciso il figlio Maurizio, musicista e poi si è tolto la vita - L'ex attrice è rimasta molto scossa dalla tragedia e ha voluto inviare a Pramzanblog un suo scritto
Parma reagisce con sentimenti di dolore e di pietà alla tragedia che si è consumata ieri mattina in un appartamento al terzo piano di via Imbriani 69, all'angolo con via Cocconi. Ieri le fonti di informazione on line della città, e le televisioni, e le radio, hanno dato ampi particolari del dramma, causato da problemi economi e da un'ingiunzione di sfratto. E oggi la Gazzetta di Parma dedica, al fatto, quattro pagine. Quindi questo non è il luogo per rifare la cronaca di quello che è accaduto, se non un brevissimo cenno. Luigi Soliani, pensionato di 78 anni, rimasto vedovo otto mesi fa della moglie Sandra Fortuna, oppresso da difficoltà economiche e da un'ingiunzione di sfratto, ha ucciso con una calibro 22 il figlio Maurizio, 39 anni, musicista.
Questa almeno la prima ricostruzione degli investigatori, che ritengono appunto, che si tratti di omicidio - suicidio.
L'eco di questa tragedia familiare si è sparsa, appunto, in tutta la città, ma ha superato anche i confini nazionali, per arrivare fino in Brasile, a Natal, dove vive Tamara Baroni, l'ex attrice parmigiana, tornata recentemente agli onori delle cronache per la sua autobiogradia on line Tamara, la parmigiana. Tamara, che è legata da vincoli di parentela e di amicizia a Luigi Soliani, è rimasta molto scossa dal dramma che si è consumato in via Imbriani e ha voluto inviare a Pramzanblog una sua riflessione a caldo. Parola scritte con la morte nel cuore per la tragica fine di due persone che conosceva bene e alle quali voleva bene. Ecco il contributo di Tamara Baroni.
"Non so se riuscirai o potrai scrivere queste righe su Pramzanblog. Ho avuto la notizia orribile,ora, che un mio parente ed amico, Luigi Soliani, si é ucciso e ha ucciso il figlio Maurizio, per difficoltá finanziarie, incluso uno sfratto. Conoscevo molto bene Gigi e certo non sperperava soldi. Aveva sposato la sorella di mio zio Arnaldo, dato un lavoro a Viviana ed era una persona integerrima. Cosa lo ha spinto a questo, specialmente ad ammazzare il figlio con un colpo di pistola, resta fuori da ogni mia maniera di comprendere. Solo Dio giudicherá i nostri atti. Ma mi chiedo e vorrei chiedere a tanti italiani: non si ricordano del periodo di Mussolini, della guerra, del dopo guerra??!! Dove é finito il coraggio, il desiderio di lavorare, di riscattarsi??!! Dove sono quelli che si tiravan su le maniche e accettavano anche qualsiasi lavoro, pur di non arrendersi??!! Dove é finito il coraggio? Dove l'onore?! Non riesco a scrivere altro. Conoscevo troppo bene i due e sono scossa. Vorrei riuscire a dire cose migliori, piú importanti, ma non ce la faccio. Vedi tu, se vuoi, aggiungere qualcosa. Che il Signore ci benedica!! con affetto. Tamara".

In agosto il 100° anniversario della nascita

I CENT’ANNI
DI MADRE TERESA

La celebre suora albanese scomparsa tredici anni fa e proclamata Beata nel 2003, nacque il 26 agosto 1910 - Alla vigilia della ricorrenza la religiosa viene ricordata da libri, articoli e da film - documento come Madre Teresa, la piccola di Dio, andato in onda su Raitre ieri sera - Una delle testimonianze più toccanti è il libro Madre Teresa mi ha detto, di Renzo Allegri, il giornalista e scrittore “quasi parmigiano” (vive da molti anni nelle colline di Salsomaggiore), noto anche ai lettori di Pramzanblog per la sua rubrica State Allegri - Madre Teresa è rimasta per sempre anche nel cuore dei parmigiani: indimenticabile la sua visita del 25 settembre 1987 quando mezza Parma si raccolse in piazza Duomo per vederla e ascoltarla
di ACHILLE MEZZADRI











La Beata Teresa di Calcutta, l’indimenticabile Madre Teresa, nacque cent’anni fa (il 26 agosto 1910) e tutto il mondo, in vista di questa ricorrenza, la ricorda. Libri, articoli di giornale, documentari, film - documento come Madre Teresa, la piccola di Dio, trasmesso ieri sera da Raitre. E anche Parma non può dimenticare questa piccola grande donna, dall’apparenza fragile e invece dotata di straordinaria energia, tutta dedicata ai poveri, ai moribondi, ai derelitti. Certo, non può dimenticare quel 25 settembre 1987 quando Madre Teresa venne a Parma. Mezza città era lì, in piazza Duomo, stipata all’inverosimile. A pendere dalle labbra di quella santa vivente che parlava dei suoi amici lebbrosi, dei suoi amici disperati, dei suoi amici senza speranza. Un’umanità sofferente alla quale lei aveva dedicato la sua vita e che la faceva amare da tutto il mondo. Grande giornata, e magica, rimasta nel cuore di quei parmigiani che ebbero la fortuna di trovarsi a tu per tu con quella suorina di ferro, di ascoltare la sua voce, di apprendere i suoi messaggi d’amore per i più poveri tra i poveri. C’era naturalmente anche Giovanni Ferraguti, quel giorno, tra i fotografi che.....
(Nelle foto: 1) La copertina del libro "Madre Teresa mi ha detto"; 2) Madre Teresa di Calcutta a Parma il 25 settembre 1987 (by Giovanni Ferraguti); 3) Renzo Allegri nelle colline salsesi, dove abita da 13 anni (by Nicola Allegri)

Oggi nella rubrica "State Allegri"

GIUSEPPE TADDEI:
LA SUA VOCE LO SALVÒ
DAI LAGER NAZISTI
Renzo Allegri ricorda Giuseppe Taddei, scomparso recentemente, uno dei più grandi baritoni della storia della lirica mondiale - Dopo l'8 settembre del 1943 fu deportato in un lager al confine con l'Olanda - I tedeschi lo sentirono cantare e vollero che andasse a esibirsi per loro e lo trasferirono poi in una tipografia di Berlino - A 69 anni debuttò al Metropolitan, che l'aveva ignorato per 34 anni per volere dell'amministratore generale
Giuseppe Taddei, uno dei più grandi baritoni della lirica mondiale, è scomparso il 2 giugno. Oggi, 26 giugno, avrebbe compiuto 94 anni. Trionfò in tutti i più importanti teatri del mondo, anche al Regio di Parma. Curioso il suo debutto al Metropolitan di New York, che avvenne quando aveva 69 anni. Il celebre teatro l'aveva ignorato per 34 anni, cioè dal 1951, quando l'amministratore generale del Met, Rudolf Bing, arrivato a Milano alla ricerca di nuovi talenti, lo invitò per un'audizione nel suo albergo. Taddei rispose che Bing avrebbe dovuto andare ad ascoltarlo alla Scala. E il dirigente americano, offeso, disse che fin che fosse rimasto in vita lui, Taddei non avrebbe mai cantato al Metropolitan. E così fu. Questi ed altri interessanti episodi della vita del celebre baritono rercentemente scomparso sono raccontati da Renzo Allegri, nella sua rubrica "State Allegri".

Una foto, una storia -46-

L'ULTIMA LINOTYPE
DELLA "GAZZETTA"
Molti linotipisti, cioè i tipografi che componevano i testi dei giornali usando piombo fuso con le linotype, hanno fatto una brutta fine, nonostante l'antidoto del latte bevuto regolarmente per limitare i danni delle inalazioni di piombo. E così tirarono un respiro di sollievo i linotipisti della "Gazzetta di Parma" (e quelli degli altri giornali, naturalmente) quando all'inizio degli anni Settanta dalla sede del giornale, in via Emilio Casa, uscì l'ultima linotype. Cominciava l'era dell'offset e dietro l'angolo c'era già la rivoluzione elettronica, l'era dei computer. Giovanni Ferraguti ovviamente testimoniò il pensionamento dell'ultima linotype della "Gazza" e ora la fotografia la potete vedere nella rubrica "Una foto, una storia", a firma di Gion Guti. Basta cliccare qui sotto.

giovedì 24 giugno 2010

Rugby: oggi la nuova società annuncia Lome Fa'atau

CROCIATI RUGBY:
ESORDIO CON
COLPO DI MERCATO
Al XXV Aprile l'ufficializzazione della società frutto del matrimonio tra Rugby Parma e Rugby Noceto: è il Crociati Rugby Fc - Dopo le visite mediche, la nuova squadra allenata da Filippo Frati svela il mistero sull'acquisto più prestigioso: quello dell'ala samoana Lome Fa'atau, nato in Nuova Zelanda - In arrivo anche il terza linea Roberto Mandelli, ex azzurro ed ex del Gran e della Rugby Parma
Due le notizie chiave di questa giornata importante del rugby parmigiano. La prima: la società nata dal matrimonio fra Rugby Parma e Rugby Noceto, ha finalmente un nome: Crociati Rugby Fc. Sì, Crociati, come i Crociati Noceto di calcio. Curiosa coincidenza, ma, sia chiaro, si tratta di due società diverse. E poi i nuovi dirigenti fanno notare che non è un nome così campato in aria: una delle squadre professionistiche più famose della Nuova Zelanda si chiama Cruders. Crociati, appunto. E poi la croce fa bella mostra di sé sia sullo stemma del Comune di Parma, sia su quello della Provincia. Il problema sarà quando la Gazzetta di Parma, al lunedì, annuncerà un trionfo, o una sconfitta, dei Crociati. E ci si domanderà: quali? Quelli del calcio o quelli del rugby?
Comunque, scherzi a parte, va detto che la tentazione dei dirigenti della nuova società era scegliere un nome che rieccheggiasse i trascorsi ducali di Parma. Ma qui sono stati preceduti dall'altra nuova società, il GranDucato Rugby, nata dall'unione di Rugby Colorno e Gran. Seconda notizia. la nuova società, presentata ufficialmente alla stampa allo stadio XXY aprile, apre le danze con un clamoroso colpo di mercato: l'acquisto dell'ala
Lome Fa'atau, nazionale samoano nato in Nuova Zelanda. Un grande campione.
Ha quasi 35 anni, ma è uno dei più grandi nomi del rugby mondiale. Famoso per i suoi vistosi tatuaggi sulle gambe, ma soprattutto per la sua indiscussa bravura. Molto popolare, al punto che su Facebook c'è perfino il gruppo degli "adoratori di Lome Fa'atau". Altro ottimo acquisto dei Crociati, il terza linea Roberto Mandelli, numerose presenze in azzurro, ex Gran (dove fu capitano), ex Rugby Parma.
(Nelle foto: 1) Lome Fa'atau e i suoi famosi tatuaggi alle gambe; 1) Il gruppo degli adoratori di Fa'atau su Facebook; 3) Roberto Mandelli ai tempi in cui era capitano del Gran)

Una foto, una storia -45-

IL SUPERSTITE
DI CEFALONIA
Adesso, splendido ultraottantenne, va nelle scuole di Parma a raccontare agli alunni che cosa accadde davvero nel settembre del '43 a Cefalonia, l'isola greca che fu tragico teatro di una delle pagine più nere della seconda guerra mondiale. Si chiama Mario Pasquali, è parmigiano, e ha la fortuna di poter raccontare quei giorni. Ma allora scampò per curo caso alla strage (furono sterminati dai tedeschi, dopo l'8 settembre, più di 9mila soldati italiani): era già davanti al plotone di esecuzione nazista, quando provvidenzialmente passò un camion e lui riuscì a fuggire. Per saperne di più di quei giorni basta leggere la pagina della rubrica di Gion Guti "Una foto, una storia", cliccando qui sotto.

mercoledì 23 giugno 2010

Rugby: domani nasce la nuova società

PARMA - NOCETO:
LE "NOZZE"
AL XXV APRILE
Domani a mezzogiorno, allo stadio XXV Aprile di Moletolo, subito dopo la firma in uno studio notarile, sarà presentata ufficialmente alla stampa la società frutto del "matrimonio" (non chiamiamola fusione) tra Rugby Parma e Rugby Noceto - Confermate le cariche: presidente Luigi Villani, vicepresidente Bernardo Borri, direttori sportivi Salvatore Sau e Giorgio Prati, allenatore Filippo Frati, affiancato da Leone Larini - Il nome sarà rivelato domani, ma non sarà "Rugby Ducale" e sarà un'assoluta sorpresa - La squadra è vicinissima all'ingaggio di un'ala samoana di assoluto valore internazionale - In arrivo anche un ex azzurro - Lavori ancora in corso per la maglia
Domani è il giorno. Finito il tempo delle parole, da domani è tempo di fatti. Dopo la nascita del Rugby GranDucato (l'unione di Gran Parma e Rugby Colorno), domani nasce ufficialmente la seconda società di Parma che parteciperà al Super 10, quella frutto del "matrimonio" fra Rugby Parma e Rugby Noceto. Dopo la firma in uno studio notarile di Parma, a mezzogiorno, nella tribuna dello Stadio XXV Aprile di Moletolo, avrà luogo la presentazione ufficiale alla stampa della nuova società. Il nome? Non possiamo annunciarlo fino a domani, ma sicuramente non sarà Rugby Ducale e comunque sarà una sorpresa. Potrà fare storcere il naso a qualcuno, comunque è linea con la storia e la tradizione della nostra città. Quello che è dispiace è che, in pratica, spariscono dal Super 10 sia lo storico Rugby Parma così come il Rugby Noceto. Per trovare il nome della squadra nocetana bisognerà scendere alla seconda squadra che militerà in serie C (sempre che la federazione non "regali" all'ultimo momento un posto in B). Detto del nome misterioso (e sorprendente), si può dare conferma di tutto lo staff dirigenziale: presidente Luigi Villani, vicepresidente Bernardo Borri, direttori sportivi Salvatore Sau e Giorgio Prati, allenatore Filippo Frati affiancato da Leone Larini. Che squadra sarà? Tosta. Prima di tutto perché manterrà l'intelaiatura del Rugby Noceto che ha centrato due promozioni in due anni (mancheranno solo gli uscenti Andrews e Roldan), ma sarà rafforzata da nomi importanti. Primo fra tutti un samoano di assoluto valore internazionale, un'ala, con il quale è stato ormai raggiunto l'accordo e il cui ingaggio sarà firmato domani mattina a conclusione delle visite mediche. In arrivo anche una terza linea italiana, ex azzurro: E il mercato non è finito.
Ancora nebbia per la maglia, visto che qui il discorso è legato agli sponsor. Almeno, però, il difficile cammino per questa unione è giunto alla conclusione. D'ora in poi si parlerà di rugby. Frati, che è un vincente, ha due obiettivi da centrare: un campionato da giocare da protagonista e una Challenge, in Europa, per ben figurare (e magari anche qualcosa di più). In bocca al lupo. (aemme)
(Nelle foto: 1) Filippo Frati, allenatore della nuova società, con moglie e gemelli; 2) Il presidente, il nocetano Luigi Villani; 3) Il vicepresidente, Bernardo Borri; 4) Uno dei due direttori sportivi, Salvatore Sau)

Chiedi chi era... Vincenzo Mistrali

RIASSESTÒ
LE CASSE
DEL DUCATO
Fu Maria Luigia ad affidargli il ministero delle Finanze e lui svolse l'incarico nel migliore dei modi - Parma gli ha dedicato una via in centro
Via Mistrali è quella piccola strada che da via XX marzo porta in via Cavour, passando per piazzale della Macina dove c’è la statua bronzea di Enzo Sicuri (per carità, che resti lì). Non c’è pramzàn dal sas che non sappia chi fu Sicuri. Forse non tutti però hanno le idee chiare sull’uomo al quale è dedicata la via, Vincenzo Mistrali, nato a Parma il 3 luglio 1780 (quindi 230 anni fa) e scomparso a Parma il 14 maggio 1846.
Eppure Mistrali lasciò un segno mica piccolo nella storia del Ducato di Parma e Piacenza, del quale fu prima governatore (dal 1815 al 1821) e poi riassestatore delle malconce casse dello Stato, chiamato alla bisogna dalla duchessa Maria Luigia. Fine politico, oculato amministratore, delicato poeta. Ce ne fossero, oggi, di uomini così. Nato da una famiglia operaia, a 22 anni ottenne un diploma in filosofia e poi si dedicò agli studi letterari, che però dovette interrompere per mettersi a lavorare, come scritturale, presso il banchiere Serventi. In seguito........
(Nel ritratto: Vincenzo Mistrali)

Dopo il Campus, esibizione a Busseto

PICCOLI SUONATORI
CRESCONO
Il 3 luglio nel cortile interno della Rocca di Busseto si terrà il tradizionale concerto ellas Banda Giuseppe Verdi, accompagnata dai ragazzi del Campus Musicale Concarena (tra di loro 16 bussetani) che approfondiranno le tecniche musicali dal 27 giugno al 2 luglio in una vacanza - studioin Val Camonica
Pramzanblog, i lettori lo sanno, non ama pubblicare i comunicati stampa, ma quello che segue lo pubblichiamo volentieri perché è la testimonianza di come a Busseto sia spiccata, e dura a morire, la passione per la musica bandistica. Ben sedici ragazzi bussetani infatti parteciperanno nei prossimi giorni a un Campus in Val Camonica e poi, il 3 luglio, si esibiranno con i loro "compagni di corso" in occasione del tradizionale concerto della Banda Giuseppe Verdi, il 3 luglio. Ecco il comunicato:
"Sabato 3 luglio alle ore 18 nel cortile interno la Rocca a Busseto si terrà il tradizionale concerto della locale Associazione Bandistica “Giuseppe Verdi” eccezionalmente accompagnata per l'occasione dall'esibizione dei ragazzi del Campus Musicale Concarena, stage estivo composto da circa 50 ragazzi under 18 provenienti da tutto il Nord Italia. Il Campus avrà inizio il 27 giugno e si protrarrà fino al 2 luglio ad Ono San Pietro in Val Camonica,qui i ragazzi avranno modo di approfondire ed affinare le tecniche strumentali gia apprese presso le rispettive scuole bandistiche. La settimana e le giornate sono infatti scandite da momenti ed orari ben precisi in cui i ragazzi sono chiamati a seguire lezione individuali di strumento, lezioni di teoria e solfeggio ed esercitazioni musicali d'assieme seguiti da insegnanti qualificati, diretti dal M° Guido Poni. A questa “full immersion” musicale partecipano anche 16 ragazzi dell'Associazione Bandistica “Giuseppe Verdi” di Busseto aiutati in questo anche dai comuni di Polesine Parmense e di Villanova sull'Arda che hanno voluto in parte contribuire alle spese di iscrizione. Alla fine della settimana il gruppo eseguirà un concerto conclusivo in Val Camonica e, come detto prima, visto il nutrito gruppo di ragazzi bussetani, eccezionalmente il 3 luglio a Busseto".
(Nella foto: il gruppo bandistico "Giuseppe Verdi" di Busseto)

martedì 22 giugno 2010

La nuova stagione del cabaret pramzàn

SPÉTA
CH’ AM’ MÈTT
A DJÉTA
Prende il via giovedì 24 nel Quartiere Molinetto Area Orzi Verdi di Baganza la nuova “tournée” di “quelli del dialetto” che dopo il successo dell’anno scorso con
Stasìra parlèmma in djalètt, quest’anno, con un nuovissimo spettacolo, presentano il cabaret Spéta ch’ am’ mètt a djéta - Gli altri appuntamenti andranno in scena il 29 giugno, il 15 luglio, il 26 e il 31 agosto e il 3 settembre
di ACHILLE MEZZADRI

Li conosco bene. E alcuni di loro sono anche diventati amici cari. C’è perfino un mio omonimo. Sono “quelli del dialetto”, quelli che ora si sono dati addirittura una sigla ufficiale, GID (Gruppo Interassociativo per il Dialetto). Più semplicemente, quelli che l’anno scorso hanno dato vita alla serie di spettacoli Stasìra parlèmma in djalètt e con i quali ho avuto la fortuna di condividere una serata, in piazzale Pablo.
Fuori i nomi (in ordine alfabetico) di questi benemeriti del dialetto, che quest’anno porteranno in scena, ancora in sei quartieri, lo spettacolo Spéta ch’ am’ mètt a djéta, imperniato sull’eccellenza dei prodotti del nostro territorio e condotto con ironia sulle diete dimagranti: Mariangela Bazoni (Parma Musicale), Cristina Cabassa (Parmaindialetto), Giorgio Capelli (Famìja Pramzàna), Claudio Cavazzini (Circolo Guareschi), Anna Maria Dall’Argine (Famìja Pramzàna), Luigi Frigeri (Famìja Pramzàna), Ermes Ghirardi (Circolo Pertini), Maurizio Landi (Famìja Pramzàna), Enrico Maletti (Parma Nostra e Parmaindialetto), Giuseppe Mezzadri (Parma Nostra).......
(Nelle foto: 1) Anna Maria Dall'Argine; 2) Giuseppe Mezzadri)

Una foto, una storia -44-

LA ROZÄDA DELL'86
Una tradizione che unisce i parmigiani come la nazionale di calcio unisce gli italiani: la rozäda 'd San Zvàn, la Rugiada di San Giovanni, magica sera di inizio estate nella quale i parmigiani aspettano la rugiada ingozzandosi di tortelli d'erbette. Non a caso "l'evento" viene chiamato anche "tortellata". Di tortellate pantagrueliche sono pieni gli archivi, anche quello di Giovanni Ferraguti, che per la rubrica "Una foto, una storia", a firma di Gion Guti, ha trovato una magica "rozäda" del 1986, in borgo del Correggio, proprio sotto il campanile di San Giovanni. Per i particolari, e per vedere la foto, cliccate qui sotto.

lunedì 21 giugno 2010

Socuànt minùd in djalètt pramzan -6-

IL CORPO UMANO
SU GIOVANNI PAOLO TV










Tutta da seguire (e da imparare) anche la sesta puntata di Socuànt minùd in djalètt pramzàn, il prezioso programma tutt pramzàn di Giovanni Paolo Tv, condotto da Enrico Maletti, al principp dal djalètt. Chi ha già visto la puntata in Tv può ora rivederla, così come chi se l'è persa. Basta sintonizzare il vostro computer suYouTube, oppure su Parmaindialetto, oppure su Pramzanblog Tv o infine, per chi non ha voglia di girare per il Web, restare qui, su Pramzanblog e cliccare nella colonna di destra, dove, in alto, c'è lo spazio dedicato proprio al "Méstor Malètt". La sesta puntata è dedicata nella prima parte al corpo umano e la seconda ai proverbi parmigiani riguardanti il corpo umano e le malattie. Ne citiamo alcuni: "L'é méj sudär che tóssor", "La tésta la fa mäl cuànd al stòmmogh l'à fat carnväl", "In t il bòtti picén'ni a gh' sta al vén bón".Buon apprendimento del pramzàn.
(Nella foto: una scenetta della sesta puntata del programma, con Enrico Maletti)

Il trionfo della tradizione

ROZÄDA 'D SAN ZVÀN:
TEMPO DI TORTELLATE
Tortellate a go-go a Parma e provincia, nonostante l'inclemenza del tempo - Un'occasione per stare insieme e per mettersi a tavola per un "rito pramzàn"














di ACHI.ME.
Ricordo le mie tortellate d'infanzia, con famiglia, al Molinetto, con quei tortelli preparati in paradiso. In attesa della rugiada di San Giovanni. Che poi poco ci importava della rugiada cosiddetta "salvifica", scaccatrice di ogni male, ma di quei tortelli d'erbetta sublimi, e della torta fritta, e del tagliere coi salumi. Festa di tradizione, festa popolare che si rinnova con letizia perché riunisce amici e parenti con i piedi sotto una tavola, a gustare delizie e sentirsi, una volta di più, pramzàn dal sas. Anche quest'anno, come in tutti gli anni, il rito si rinnova, maltempo permettendo. Perché quando la pioggia si sostituisce alla rugiada, che rozäda 'd San Zvàn è? Comunque, imperterriti, tiriamo avanti e confidiamo nel buon dio dei buongustai. Non pensiamo alla pioggia. Pensiamo che le tortellate sono previste ovunque, nei quartieri di Parma ("storica" quella di borgo del Correggio) così come nei comuini della provincia. Per sapere dove e come, basta cliccare nei link qui sotto.

La nuova puntata di "Su il sipario"

PERTUSI E SALSI:
DUE "PRAMZÀN"
AL TEATRO REGIO
Successo di "Attila" in forma di concerto che non è andata in scena "sotto le stelle", come previsto, ma al Regio: Michele Pertusi e Luca Salsi hanno "giocato in casa" - Il maestro Rolli ha diretto l'Orchestra Giuseppe Verdi e il Coro Renata Tebaldi - Ne parla Paolo Zoppi nella sua rubrica "Su il sipario" , oltre a un servizio sull'anteprima di "Edgar" a Bologna e sulla premiazione del Concorso di canto del Carmine, con la rappresentazione de "La cambiale di matrimonio"



Sarebbe dovuta andare in scena "sotto le stelle" l'"Attila" in forma di concerto, invece, a causa delle perturbazioni atmosferiche, si è trasferita al Regio. Con un buon successo, come spiega Paolo Zoppi nella sua rubrica "Su il sipario". Successo che ha riguardato tutti i protagonisti, dai parmigiani Michele Pertusi e Luca Salsi, ad Antonio Corianò, Alessandra Rezza, Stefano Pisani e Massimiliano Catellani, all'Orchestra Giuseppe Verdi e al Coro Renata Tebaldi, diretti dal maestro Sebastiano Rolli. Nella puntata di oggi trovate anche l'ottima anteprima di "Edgar" al Comunale di Bologna e il resoconto della straordinaria serata all'Auditorium del Carmine, con la premiazione del Secondo Concorso di canto del Carmine: grande successo dei premiati, che hanno rappresentato "La cambiale di matrimonio"
(Nella foto: Luca Salsi e Michele Pertusi in "Attila", accompagnati dall'orchestra Verdi e dal Coro Tebaldi, diretti dal maestro Sebastiano Rolli)

domenica 20 giugno 2010

Nuova vita per l'ex allenatore del Parma

LA BUONA NOVELLA
DI PRANDELLI
Il settimanale "Chi", attualmente in edicola, ha pubblicato un servizio nel quale Cesare Prandelli, prossimo CT della Nazionale, è felicemente mano nella mano con Novella Benini, di 13 anni più giovane - Prandelli era rimasto vedovo nel 2007 della moglie Manuela Caffi
La vita può ricominciare, dopo un lutto, e può anche riservare grandi novità. È il caso di Cesare Prandelli, l'ex allenatore del Parma (dal 2002 al 2004, due quinti posti) e prossimo CT della Nazionale italiana di calcio, che il 26 novembre 2007 rimase vedovo della moglie Manuela Caffi, per assistere la quale, quando era il tecnico della Roma, abbandonò il calcio. Un grande dolore per aver perso la compagna della vita, la donna che gli aveva dato due figli, Niccolò, nato nel 1984 e Carolina (dell'86). Ma la vita può, deve, ricominciare, e ora Prandelli ha davanti a sé orizzonti professionali e privati importanti. La FIGC l'ha scelto come erede di Marcello Lippi alla guida della Nazionale e ora il settimanale "Chi" fornisce le prove di una sua nuova vita anche in campo sentimentale. Prandelli, 53 anni il 19 agosto, infatti si è lasciato fotografare sorridente e mano nella mano, con Novella Benini, 39, ex fidanzata storica del supermanager Chicco Testa.
(Nella foto: la pagina 30 di "Chi" attualmente in edicola, con il servizio su Prandelli e Novella Benini)