/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 11 maggio 2010

Una foto, una storia -26-

L'ULTIMO SCRANÄR
Se ne vedevano parecchi in città. Erano omini modesti, seduti su una sediola e aggiustavano sedie, per due lire. Onesti, ma bravi, precisi. Con pazienza aggiustavano le sedie con l'imbottitura di paglia che i clienti portavano alla mattina e andavano a ritirare al pomeriggio. L'occhio di Giovanni Ferraguti, il nostro Gion Guti, non poteva ignorarli e così oggi nella rubrica "Una foto, una storia", vediamo uno di questi scranär in azione. Ma chi erano questi scranär e fino a quando è andato avanti questo mestiere povero e antico? Per saperlo basta cliccare qui sotto....

1 commento:

pramzanserass ha detto...

Altro che groppo in gola.
Viene anche un po' di rabbia a pensare che oggi,quel lavoro non lo fa' piu' nessuno.
di questi tempi ,le sedie da cucina, sono in materiale ultra sintetico,con design comune,a prezzo modico e senza alcuna onesta'.Un tempo, quelle persone ,riuscivano a essere dei validi professionisti e a mantenersi.Oggi non c'e' piu' bisogno di loro. Oggi abbiam i cinesi.Lavorano 14-15 h al giorno.Non scendono dalle nostre montagne ma in bui scantinati odorosi di muffa e di sudore.Non ti salutano con un sorriso e ti fanno battute in dialetto.Nemmeno sanno cos' e' il pramzano.
E non chiamiamolo "progresso".
Altro che groppo in gola.