O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 28 maggio 2010

A proposito della grande mostra del Panathlon

100 ANNI DI SPORT A PARMA
A M‘ARCORD, A M’ARCORD

Alla Galleria San Ludovico è stata inaugurata, e resterà aperta fino al 26 giugno, una straordinaria mostra fotografica, con prezioso catalogo allegato alla “Gazzetta di Parma”, su un secolo di sport nel nostro territorio - È la realizzazione di un sogno del piccolo grande presidente del Panathlon, Ruggero Cornini, resa possibile dalla passione e dalla professionalità (e da sette mesi di lavoro) di un altro grande dello sport parmense, il giornalista Giorgio Gandolfi - Trecento immagini per documentare i meriti (e i grandi risultati) di Parma sportiva

di ACHILLE MEZZADRI

Non per vanagloria, ma perché è un tema che calza perfettamente con la straordinaria mostra del Panathlon “Fotografie di cento Anni di sport a Parma” (Galleria S. Ludovico, 26 maggio - 26 giugno) ricordo il mio esame a Roma nel luglio 1969 per il passaggio al giornalismo professionistico. Il presidente della commissione era il compianto Maurizio Barendson, capo dei servizi sportivi della Rai. All’orale fu lui a farmi la prima domanda. “Qual è il campione sportivo più popolare a Parma?”. Lo guardai negli occhi, per cercare di capire se stava prendendomi in giro, se era stato preso da un colpo di calore o se, più semplicemente, voleva farmi fare un atterraggio morbido all’interrogazione. Il fatto che è non me la sentivo proprio di rispondergli “Vittorio Adorni” che a Imola, il primo settembre dell’anno prima, aveva vinto il titolo mondiale di ciclismo su strada. No, non volevo dargli la soddisfazione di rispondere con una banalità a una domanda banale. Mi sentivo, come parmigiano di 24 anni, perfino offeso. Ebbi l’ardire.......

1 commento:

Anonimo ha detto...

Complimenti vivissimi! Articolo bellissimo!
Angelo