O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 5 maggio 2010

150° Anniversario della spedizione dei Mille

QUEI GARIBALDINI PARMIGIANI
In questi giorni sono in corso le celebrazioni per ricordare la storica avanzata dei “Mille” di Giuseppe Garibaldi, che si imbarcarono a Quarto il 5 maggio 1860 e sbarcarono a Marsala l’11 maggio - Tra i Mille (in realtà furono almeno 1089, c’erano anche 17 parmigiani – La lettera scritta di Eligio Bozzani al padre prima della partenza da Quarto
















Impresa patriottica o invasione? Qui molti storici si dividono. Non tutti, in Italia, sono convinti che la Spedizione dei Mille di Garibaldi (5 – 11 maggio 1860) sia stata un’impresa di cui andare davvero fieri. Ma non è questo il contenitore adatto per disquisire sul tema. Resta il fatto che l’Unità d’Italia è una conseguenza diretta di quell’impresa, che è diventata una delle pagine più significative della storia del nostro Paese. Impresa alla quale hanno dato un contributo anche diciassette parmigiani. I più giovani, Luigi Bacchi, Eugenio Piscina e Oreste Terzi, avevano 17 anni. Bacchi, per la verità, non li aveva ancora compiuti, perché era nato in settembre. Il più anziano, Ferdinando Scaccaglia, ne aveva 36. Di varie estrazioni sociali, ma soprattutto braccianti. Il più noto di questi fu il langhiranese Faustino Tanara, tenente della Quinta Compagnia comandata da Anfossi, che si coprì di gloria a Calatafimi e che fu ampiamente citato da Cesare Abba nel suo “Noterelle di uno dei Mille”. Ma Abba ha descritto anche il valore di un altro parmigiano, Eligio Bozzani, nato a Fontanellato e residente a Parma, che allora aveva 21 anni. Di Bozzani la Gazzetta di Parma, già il 23 maggio 1860, pochi giorni dopo lo sbarco a Marsala, rese nota una sua lettera scritta al padre prima di imbarcarsi a Quarto. Eccone il testo:
“Genova 5 maggio 1860. Mio amatissimo padre, gli ultimi pensieri.......
(Nelle foto: 1) Garibaldini langhiranesi, con al centro Faustino Tanara, che partecipò alla spedizione dei Mille; 2) Il supplemento della Gazzetta di Parma del 1860 con le offerte per un milione di fucili richiesti da Garibaldi per la spedizione)

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