Da Pramzanblog a Mezzadri&Co.
/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 26 aprile 2010

Speciale Stagione Lirica - I protagonisti

GIORGIO CAODURO
“Sono autodidatta,
ma mi aiuta mia moglie"
Il giovane baritono triestino è Albert nel “Werther” di Massenet che va in scena al Regio – “Ascoltai il “Barbiere di Siviglia”, rimasi folgorato e decisi di fare il cantante - “Studio da solo, ma è Alessandra che mi accompagna al pianoforte – “Parma è molto bella, assomiglia a Trieste”
di PAOLO ZOPPI
Noi ci portiamo dentro il Ducato, Giorgio Caoduro, non meno importante, si porta dentro quel mondo culturale mitteleuropeo che fu di Svevo e Saba prima, di Magris e Tamaro ora, solo per citarne alcuni e sotto la fugace ma intensa testimonianza di James Joyce, che nella città alabardata compose diversi racconti. È un’eleganza non studiata, ma innata e sobria, che favorisce con spontaneità una piacevole chiacchierata. Vincitore nel 2000 di quella grande fucina di artisti che è il Concorso As.Li.Co. debutta nel circuito dei teatri lombardi nei ruoli di Schaunard (Bohème), Raimbaud (Le Comte Ory) e Papageno nel Flauto magico. Giorgio ma parliamo di dieci anni fa! " “Avevo 19 anni…". "Quando ti sei accorto di avere una voce “lirica”?". “Appena cambiata la voce.........

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