/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 23 aprile 2010

Dopo la prima: la recensione

UN GRANDE “WERTHER”
perché quei
“buuu” per la regia?
Francesco Meli, che ha meritato le ovazioni del pubblico, non ha fatto rimpiangere il grande Alfredo Kraus, che del personaggio di Werther è stato il punto di riferimento degli ultimi quarant’anni - Successo personale di Sonia Ganassi, già inteprete di Charlotte diverse volte - Ottimi Serena Gamberoni e Giorgio Caoduro, così come il resto del cast - Incomprensibili i dissensi per lo staff tecnico e segnatamente per il regista Marco Carniti
Testo e foto di PAOLO ZOPPI

Werther, ultimo titolo della stagione ducale è andato in scena ieri sera al teatro Regio preceduto da qualche mormorio e da qualche fantasma. Le voci che si rincorrono e i “sentito dire” sono il sale di un evento e ne misurano in qualche modo l’attesa: le poche prove effettuate e il debutto in un ruolo così complesso e impegnativo da parte del protagonista Francesco Meli, erano le più serpeggianti unitamente all’ombra di Alfredo Kraus, beniamino del pubblico del Regio, che del personaggio è stato il punto di riferimento degli ultimi quarant’anni e il cui vivissimo ricordo della sua ormai “storica” interpretazione del 1981 è ancora ben presente nel ricordo dei melomani parmigiani. Ogni dubbio si è però dissolto molto rapidamente. Già al primo colpo di bacchetta il direttore Michel Plasson, navigatissimo testimone del.....

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