/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 29 aprile 2010

Al bél djalètt pramzàn -2-

L'É TÉMP ÄD POEZIA
SU PRAMZANBLOG TV
Mentre cresce l'attesa per la trasmissione dialettale "Socuànt minùd in djalètt pramzàn" che sarà condotta da Enrico Maletti dal 16 maggio su Giovanni Paolo Tv, Achille Mezzadri, l'inventore di "Pramzanblog", presenta la seconda puntata di "Al bél djalètt pramzàn" nel quale legge le più belle poesie dello sterminato panorama dialettale pramzàn - La poesia di oggi, che potete ascoltare su Pramzanblog Tv, è "Témp éd primavéra", di Enrico Iori
Non ci arrendiamo. Noi che siamo malati di parmigianite acuta, noi che viviamo a pane, acqua e parmigianità, non ci arrendiamo all'idea che il nostro bel dialetto un giorno possa morire. Così è partita, come avete capito, "l'offensiva di primavera". Dopo l'annuncio che il gruppo di "Stasìra parlèmma in djalètt" ha già pronto il nuovo spettacolo Spéta ch'a m mètt a djéta (del quale è già andata in scena con successo l'anteprima alla Famìja Pramzàna) Pramzanblog, il nostro giornäl-bloggh tutt pramzàn, è partito con la nuova rubrica "Al bél djalètt" pramzàn", collegata a Pramzanblog Tv (il nostro canale video su YouTube) nella quale Achille Mezzadri, l'inventore di Pramzanblog, in compagnia della sua dolce cagnolina Cindy, legge alcune delle più belle poesie (e non solo) dello sterminato panorama dialettale pramzàn. E tutto questo mentre cresce l'attesa per Socuànt minùd in djalètt pramzàn che "al profesór" Enrico Maletti condurrà da domenica 16 maggio su Giovanni Paolo Tv. Un programma di cui parleremo spesso, nel quale Maletti, come il maestro Manzi degli albori della Tv che insegnava l'italiano agli analfabeti, insegnerà a leggere e scrivere in djalètt pramzàn. In attesa del "professionista" Maletti, il "dilettante" Mezzadri, per la seconda puntata di Al bél djalètt pramzàn, legge, sempre in compagnia della cagnolina Cindy, una bella poesia di Enrico Iori, L'é témp äd primavéra. Come già detto in occasione della prima puntata, ci scusiamo per il nostro dialetto non perfetto, tipico di uno "strajè", ma speriamo egualmente che il nostro sforzo e la nostra passione pramzàna meritino la pazienza e l'affetto dei lettori.

Una foto, una storia -21-

LA FABBRICA DEL PROFUMO
I parmigiani la chiamavano "la fabbrica del profumo". Sapevano che da lì usciva uno dei prodotti più famosi, più "simbolo" di Parma. Un profumo. Intenso e inconfondibile, come il fiore che fin dai tempi di Maria Luigia è legato indissolubilmente all'immagine di Parma. La "violetta di Parma". L'ineguagliabile Giovanni Ferraguti, il nostro "Gion Guti" di "Una foto, una storia", volle andare a vedere, tanti anni fa, come veniva prodotto quel profumo, come veniva confezionato. Scoprì che... Pensiamo di avervi sufficientemente incuriositi. Per il seguito andate a cliccare qui sotto....

mercoledì 28 aprile 2010

Dedicato a tutti i parmigiani interisti


STASERA AL CAMP NOU:
BARCELLONA - INTER
Con un pensiero in particolare al Vescovo Enrico Solmi e (in ordine alfabetico) ad Umberto Brindani, Angelo Mezzadri, Carletto Nesti, Mauro Raschi

martedì 27 aprile 2010

La quarta puntata della rubrica di Elvis Piovani

PARMA DA RISCOPRIRE:
IL PARCO DUCALE
Elvis Piovani ci accompagna sui sentieri della nostra città che non c'è più, alla riscoperta di monumenti, chiese, palazzi, intere vie, spesso capolavori che sono stati cancellati o spostati, o divisi in più parti e spesso "nascosti" in qualche angolo - Oggi ci fa la storia del Parco Ducale, scelto quest'anno per ospitare la rassegna "Sotto il cielo di Parma"
Blowing in the wind del magico Bob Dylan romperà la quiete antica, il 18 giugno, del Parco Ducale. Quella sera infatti andrà in scena il primo spettacolo della rassegna "Sotto il cielo di Parma", ospitata in precedenza, invece, alla Pilotta. Sindaco e assessore alla cultura hanno mostrato gioia e convinzione di far bene, annunciando la scelta. Ma non tutti sono d'accordo. C'é chi arriccia il naso al pensiero che i decibel impazziranno nello storico giardino. Tra questi anche il nostro Elvis Piovani, che approfitta della situazione per fare la storia, nella sua rubrica "Parma da riscoprire", del Parco Ducale.
(Nelle foto: 1) Elvis Piovani; 2) Il logo di "Parma da riscoprire"; 3) La statua di Boudard "Gruppo del Sileno", dove si trovava nel secolo scorso)

Caterina Farnese: dalla Corte al chiostro

UNA CAPRICCIOSA
IN CONVENTO
La puntata odierna di "Storia e Memoria - Per non dimenticare", di Carletto Nesti, è dedicata a Caterina Farnese, la figlia del duca Odoardo I, scomparsa il 27 aprile 1684, all'età di 47 anni - Bizzosa, capricciosa, imprevedibile, a 25 anni entrò nel convento delle Carmelitane Scalze di borgo Tanzi - Morì 22 anni dopo in odore di santità
Bella questa storia di oggi che trovate in "Storia e Memoria - Per non dimenticare" del nostro amico Carletto Nesti. Bella perché è la storia antica di una principessa Farnese, Caterina, figlia del duca Odoardo I e di Margherita de' Medici, che a 25 anni entrò nel convento delle Carmelitane Scalze di borgo Tanzi non per scelta di famiglia o, peggio, per imposizione (come era capitato alla sorella di suo nonno Ranuccio I, Margherita, che era stata costretta a entrare nel convento di San Paolo semplicemente perché non era riuscita a dare un erede al marito Vincenzo I Gonzaga). No, Caterina, dopo un'infanzia e un'adolescenza in cui aveva seminato scompiglio a Corte (bizzosa, capricciosa, imprevedibile) capì che il vero destino era il chiostro. E vi entrò felice, prendendo il nome di Suor Teresa Margherita dell'Incarnazione e rimanendovi per 22. Morì esattamente 326 anni fa, il 27 aprile 1684, in odore di santità.

Una foto, una storia -20-

VISITA INCONSUETA ALL'IRAIA
A Parma pioveva in un giorno d'ottobre del 1985 e i nonnini dell'Iraia ci rimasero male perché quel giorno.... Che cosa sarebbe dovuto succedere quel giorno? Che cosa aspettavano i nonnini dell'Iraia? Un qualcosa di bello, struggente e straordinario che li avrebbe fatti tornare bambini, almeno per poche ore. Ma non rimasero delusi. Se Maometto non va alla montagna, è la montagna che va a Maometto. Così... A Giovanni Ferraguti, il nostro Gion Guti, quella situazione così particolare, non sfuggì. E ora quelle foto sono qui, nella sua bella rubrica "Una foto, una storia". Non avete capito che che cosa si trattò? Allora cliccate qui sotto....

lunedì 26 aprile 2010

Presto in onda su Giovanni Paolo Tv

LE LEZIONI DI DIALETTO
DEL "PROFESÓR MALÈTT"
Ecco in anteprima lo spot di presentazione di "Socuànt minùd in djalett Pramzàn" che sarà condotto da Enrico Maletti, al principp dal djalètt - Andrà in onda alla domenica sera, dal 16 maggio
"Loro" non scherzano. Mentre Pramzanblog ha appena varato, quasi in sordina e in tutta modestia, la rubrica "Al bél djalètt pramzàn" (poesie e brani dialettali letti -al fa còll ch'al pól- dal "dilettante" Achille Mezzadri) "loro", i veri professionisti del nostro dialetto, sono pronti per far nascere una vera e propria trasmissione dialettale, che si intitolerà "Socuànt minùd in djalett Pramzàn" e sarà condotta ogni domenica sera alle 21, dal 16 maggio, da quel djavol dal djalètt che risponde al nome del simpatico e irresistibile Enrico Maletti, da Pramzanblog soprannominato "al principp dal djalètt". Su quale Tv? Sulla giovanissima emittente parmigiana Giovanni Paolo Tv (sede nell'oratorio di San Paolo Apostolo) in digitale, canale vhf 184,50. Ma anche su YouTube. Intanto siamo già in grado di presentarvi, in anteprima (se non c'è sinergia tra i malati del dialetto, che parmigianità sarebbe?) lo spot di presentazione del programma, che si vale della collaborazione di Davide Piccinini ed è realizzato da Nicola Gennari. E qui al profesór Malètt spiega di che cosa si tratterà. Allora d'accordo? Alla domenica sera, alle 21, tutti incollati a Giovanni Paolo Tv per imparare, in socuànt minùd, a lézor e scrivvor in pramzàn.

Speciale Stagione Lirica - I protagonisti

GIORGIO CAODURO
“Sono autodidatta,
ma mi aiuta mia moglie"
Il giovane baritono triestino è Albert nel “Werther” di Massenet che va in scena al Regio – “Ascoltai il “Barbiere di Siviglia”, rimasi folgorato e decisi di fare il cantante - “Studio da solo, ma è Alessandra che mi accompagna al pianoforte – “Parma è molto bella, assomiglia a Trieste”
di PAOLO ZOPPI
Noi ci portiamo dentro il Ducato, Giorgio Caoduro, non meno importante, si porta dentro quel mondo culturale mitteleuropeo che fu di Svevo e Saba prima, di Magris e Tamaro ora, solo per citarne alcuni e sotto la fugace ma intensa testimonianza di James Joyce, che nella città alabardata compose diversi racconti. È un’eleganza non studiata, ma innata e sobria, che favorisce con spontaneità una piacevole chiacchierata. Vincitore nel 2000 di quella grande fucina di artisti che è il Concorso As.Li.Co. debutta nel circuito dei teatri lombardi nei ruoli di Schaunard (Bohème), Raimbaud (Le Comte Ory) e Papageno nel Flauto magico. Giorgio ma parliamo di dieci anni fa! " “Avevo 19 anni…". "Quando ti sei accorto di avere una voce “lirica”?". “Appena cambiata la voce.........

Consegnato il “Premio Pierangela Venturini”

LA VIOLETTA D’ORO
A ILARIA NOTARI,
LA “SIGNORA DELLA TV”










Nella Sala Savani della Provincia è avvenuta questa mattina la cerimonia di attribuzione delle “Violette d’oro” per la prima edizione del premio intitolato, tre anni dopo la scomparsa, all’avvocato Venturini, fondatrice dell’associazione “Centro Antiviolenza di Parma” - I due primi riconoscimenti, uno in ambito nazionale e uno in quello locale, sono andati a Livia Pomodoro, presidente del Tribunale ordinario di Milano e alla giornalista parmigiana Ilaria Notari, uno dei volti più amati delle nostre televisioni e conduttrice su TeleDucato del talk show di successo Woman, con il quale, in quattro edizioni, ha intervistato oltre 300 donne - “Mi occupo da anni dei problemi delle donne”, ha detto la Notari “e questo riconoscimento mi onora molto, tanto più che è abbinato a un grande personaggio, Livia Pomodoro, che ho citato più volte ad esempio nel mio programma del giovedì sera”
di ACHILLE MEZZADRI

La violetta è, fin dai tempi di Maria Luigia, un simbolo di Parma e l’amministrazione provinciale non poteva scegliere fiore più adatto per ricoprirlo d’oro e farlo diventare l’emblema del “Premio Pierangela Venturini”, intitolato alla mitica fondatrice delle associazioni “Forum donne giuriste” e “Centro Antiviolenza Parma”, scomparsa tre anni fa. Un premio annua-le, voluto dalla Provincia, per riconoscere il valore delle donne nella società: il loro lavoro, il loro, impe-gno, la loro attività. Un premio diviso in due sezioni: quella nazionale e quella in ambito locale. Questa mattina, nella Sala Savani della Provincia, proprio nel giorno dell’anniversario della scomparsa dell’avvocato Venturini, è avvenuta la consegna delle prime “Violette d’oro”, che sono andate, in ambito nazionale, a Livia Pomodoro, presidente del Tribunale ordinario di Milano (unica donna presidente di Tribunale in Italia) e alla giornalista parmigiana Ilaria Notari, uno dei volti più amati delle nostre televisioni locali e conduttrice su TeleDucato del talk show di successo Woman. Le donne informate sui fatti, in onda ogni giovedì sera in diretta, dalle 21, giunto alla quarta edizione. Commozione da tagliare a fette questa mattina nella........

La nuova puntata di "Su il sipario"

"CENERENTOLA", "MANON"
E "LUISA MILLER"

In questa puntata di "Su il sipario" Paolo Zoppi si occupa di tre opere: "Cenerentola", che è stata contrastata al Valli di Reggio Emilia, una deludente "Manon Lescaut" a Piacenza e "Luisa Miller" che invece ha avuto successo al Regio di Torino
Applausi per i cantanti, ma "buuu" e fischi per la regia di Daniele Abbado al Teatro Valli di Reggio Emilia, dove è andata in scena "Cenerentola" di Rossini. Modestissima la "Manon Lescaut" di Puccini a Piacenza, nonostante abbia ben figurato la protagonista, Amarilli Nizza. Successo invece al Regio di Torino della verdiana "Luisa Miller". Delle tre opere fa le recensioni il nostro Paolo Zoppi nella rubrica "Su il sipario" di questa settimana.
(Nella foto: La "Cenerentola" al Valli)

Festa in famiglia a Noceto

NONNE, MOGLIE E FIGLI
SIETE CONTENTI?
Dopo la vittoria contro il Colorno, che ha significato l'accesso ai playoff della serie A di rugby, l'allenatore Filippo Frati ha voluto festeggiare in famiglia e si è fatto fotografare con le sue tifosissime nonne, Franca (a sinistra) e Wanda. Ma anche con la moglie Elisa e i due gemellini Jacopo (a sinistra) e Tommaso. La coppia ha un altro figlio, Marcello, di 7 anni.
☛☛☛ IN FONDO A QUESTA HOMEPAGE TROVATE UNA RICCA GALLERIA FOTOGRAFICA DEL DERBY, CON 24 FOTO

domenica 25 aprile 2010

Quelli che il rugby - Serie A1

IL NOCETO AI PLAYOFF
Ha dominato il derby
contro il Colorno (34-8)
La squadra allenata da Pippo Frati ha fatto suo l'incontro decisivo contro i colornesi, per i quali la partita di oggi era "l'ultima spiaggia" - Presente anche il presidente federale Giancarlo Dondi
Bel derby, ma senza storia, perché il Vibu Noceto ha preso in mano le redini della partita fin dal primo minuto, con la meta di Tobia. Il primo tempo si è concluso 12 a 3, con l'aggiunta, per i nocetani, di una meta di Santillo. Nella seconda parte del match poi la squadra allenata da Pippo Frati ha dilagato, mettendo a segno altre tre mete (Majstorovic, Santillo e Orlandi). Risultato finale: 34-8. Domenica prossima, per l'ultima giornata della stagione regolare, il Noceto, attualmente secondo in classifica, a un punto dal Mantovani Lazio e con un punto di vantaggio sul Mogliano Rugby, renderà visita proprio al Mantovani, per disputarsi il primo posto. Nei playoff la prima del girone 1 giocherà il 9 e il 16 maggio contro la prima del girone 2 (ci sono buone possibilità che sia il San Gregorio Catania), mentre nelle stesse giornate si affronteranno la seconda e la terza classificata del girone 1.
(Nella foto: Parte del pubblico, con le nonne di Pippo Frati, Franca, a sinistra e Wanda).
I COMMENTI A CALDO DEI PROTAGONISTI
FILIPPO FRATI, allenatore del Noceto: "Commentare una partita come quella di oggi è sicuramente piacevole. La prima cosa che mi sento di dire è che è da un po' che cerchiamo di praticare questo tipo di rugby. Secondo me oggi una componente fondamentale è stata l'arbitraggio. Abbiamo avuto finalmente un arbitro di livello internazionale come il signor De Santis, che lascia giocare a rugby, e sicuramente questo ha giovato al nostro tipo di gioco. Questa partita l'avevamo preparata nei minimi dettagli. Abbiamo lavorato sulle loro touche, sui loro movimenti in attacco e penso che oggi alla fine i dettagli che ho tanto curato e richiesto durante la settimana hanno veramente fatto la differenza. Secondo me oggi Marco Anversa ha fatto una partita eccezionale, ha gestito tatticamente molto bene la partita. E tutti hanno rispettato le consegne, ognuno ha fatto il suo come richiesto. È bello vedere che vengono rispettate le consegne date in settimana. Penso che per un allenatore sia la soddisfazione più grande. Adesso i playoff. A Roma domenica prossima ci giochiamo il primo posto. Noi vogliamo vincere sempre, mi brucia ancora la sconfitta interna, per cui andiamo sicuramente là per vincere. E poi vediamo... Ci sono i playoff da giocare".
ANGELO BAROCELLI, presidente del Noceto: "Speranza rispettata, abbiamo centrato il bonus contro una diretta avversaria per i playoff , che abbiamo "tagliato fuori". Sapevamo che era una partita difficile però penso che i nostri giocatori si siano espressi al massimo. Il migliore dei nostri, escludendo Anversa che è certamente un fuoriclasse e lo dimostra in ogni partita, posso dire il ventenne nocetano Filippo Ferrarini".
MICHELE MORDACCI, allenatore del Colorno: "A parte qualche scelta sbagliata nostra, sinceramente secondo me il Noceto ha meritato di vincere. E quando giocano in casa sicuramente loro mettono qualcosa in più. In questa partita non c'è mai stato un equilibrio. Forse è dipeso dalle scelte di gioco, non è stato rispettato il nostro piano di gioco, che era diverso da quello che abbiamo praticato in campo. Avevo dato insomma delle disposizioni che non sono state rispettate. Forse potevamo rimanere ancora in partita dopo la fine del primo tempo, sul 12 a 3. Però abbiamo sbagliato tre o quattro piazzati, poi non c'è stato nessuno che si sia mai preso la responsabilità di chiamare la palla. E' andata così, peccato. Anche quest'anno non siamo riusciti a centrare i playoff, anche se la nostra è certamente una squadra competitiva. Siamo sempre lì ma per adesso manca ancora qualcosa. Forse oggi eravamo un po' carenti nei trequarti. Purtroppo eravamo all'ultima piaggia. O prendi in treno o... vai a piedi".
GIANCARLO DONDI, presidente della Federazione Italiana Rugby: L'importante è che almeno una delle due ce l'abbia fatta ad agguantare i playoff finali. Penso che il Noceto abbia anche buone possibilità di farcela a saliure nel massimo campionato, che a mio parere sarà più a dieci squadre che a dodici".
VIBU NOCETO: Gargiulli (Frati dal 40' del St); Passera, Majstorovic, Damiani, Tobia (Santillo dal 16' del Pt); Anversa, Alfonsi; Andrews, Orlandi (Mori dal 34' del St), Ferrarini; Boggiani (Delnevo dal 9' del St), Roldan (Minari dal 34' del St); Scarparo, Saccomanni, Maio (Pardeep dal 27' del St). All: Filippo Frati
BLUGEO COLORNO: Cook; Cantusci, Palumbo (Bressons dal 36' del St), Spadaro, Varrella (Lauri dal 30' del St); Canale, Brandizzi; Stead, Pascu, Falzone (Privitera dal 25' del Pt); Grimaldi (Vedrani dal 15' del St), Lopez (Nicol dal 14' del Pt); Golfetti (Turroni dal 1' del St), Privitera (Sanfelicidal 15' del St), Tripodi (Russo dal 25' del St). All: Michele Mordacci e Cristian Prestera
MARCATORI: Primo Tempo: al 1' mnt Tobia, (5-0); al 17’ cp Cook (5-3); al 22’ m. Santillo, tr. Anversa (12-3); Secondo Tempo: all'11' m. Majstorovic, tr. Anversa (19-3); al 23' cp Anversa (22-3); al 26’ mnt Santillo (27-3); al 29’ mnt Varrella (27-8); al 33’ m. Orlandi, tr. Anversa.
ARBITRO: De Santis

Cór crozè - L'opinione di Michelotti

INCÓ L'É ANDÈ TUTT STÒRT

BOLOGNA - PARMA 2-1 Una sconfitta che ci può stare, però, se avessimo giocato tutta la partita in undici, a gh'avrìssom dè tri goll al Bològgna, parché l'é 'na scuädra äd becamort, con tutto il rispetto per il mio amico Luca Baraldi, che è il direttore generale della società rossoblu. A dizpjäz sempor perdor, ma oggi è stata una giornata particolare e la nostra partita è stata condizionata fortemente dall'espulsione di Zaccardo, nonché dall'infortunio di Paci.

Com'è andata in generale?

Era cominciata bene e eravamo anche andati in vantaggio, ma poi è andata arci-male. Nel senso che incó l'é andè tut stòrt. Prima l'espulsione, ingiustificata, di Zaccardo e poi l'infortunio di Paci. Così Guidolin ha dovuto far esordire un ragasén, Gigli, ch'al gh'à njént da vèddor con Beniamino, al tenór. Esordio non felice, parchè al putén al gh'à dil cólpi sul secónd goll. Peccato.

Mirante ?

L'à fat du béli parädi, mo gh'é sempor coll probléma: cuand al vén fóra dla porta al fa gnir i sgrizór.

La difesa?

Frastornati, ma penalizzati dalle defezioni forzate di Zaccardo e Paci. Non mi è dispiaciuto Dellafiore. Castlén al solit. Al dà sempor la bala a ch'j ätor. A m' dispiäz, a pära che mi gh'l'àbia sémpor con lu, mo ragas, a n' s' pól miga zugär al futbol a cla manéra chì.
Il centrocampo?

Questo Antonelli non mi è dispiaciuto. Bene anche Valiani. Galloppa invéci... ormäi al ne dura che vint minud... Al fa pet cme 'n patonén.

L'attacco?

Bojinov è stato poco in campo perché Guidolin l'ha tolto dopo l'espulsione di Zaccardo. Biabiany effervescente come sempre. Crespo al fa coll ch'al pól. Ha classe, è intelligente, ma non ha ritmo. L'é du an ch'al zuga miga.

Il migliore del Parma?

Incó a diriss Biabiany.

Il peggiore?

Non dite che ce l'ho su con Don Lurio, l'é un bräv ragas, però al me fa rabìr tutt il volti.

Un voto a Guidolin.

E diamogli la sufficienza, dai. L'à fat coll ch'ìlà podù. L'é andè proprja tutt stòrt.

Pramzan45

(Edizione "senza rete", cioè senza la supervisione delle parti dialettali di Giuseppe Mezzadri. Ci scusiamo per le inevitabili imprecisioni "linguistiche")

TABELLINO:
BOLOGNA - PARMA 2-1
BOLOGNA: Viviano; Raggi, Portanova, Moras (Britos dal 33' del St), Lanna; Buscè, Mudingayi, Casarini (Guana dal 17' del St); Adailton (Pisanu dal 16' del St); Zalayeta, Di Vaio. All. Colomba
PARMA: Mirante; Dellafiore, Paci (Lunardini dal 43' del Pt), Zaccardo; Biabiany, Valiani, Galloppa (Lanzafame dal 40' del St), Antonelli, Castellini; Crespo, Bojinov (Gigli dal 44' del Pt). All. Guidolin
MARCATORI: Pt: al 23' Biabiany; al 38' Di Vaio; St: al 5' Di Vaio

La Liberazione nel ricordo di 4 parmigiani famosi

25 APRILE 1945: “IO C’ERO”
Riviviamo l’atmosfera di quel giorno memorabile di 65 anni fa attraverso le testimonianze di Bruno Rossi, una delle firme più prestigiose del giornalismo parmigiano, Tonino Fereoli, corista della Corale Verdi e inimitabile interprete della “Stornellata parmigiana”, Paolo Ampollini, presidente di Parma Lirica e Alberto Michelotti, famosissimo ex arbitro internazionale e icona della parmigianità oltretorrentina

di ACHILLE MEZZADRI

Sessantacinque anni. Sono trascorsi sessantacinque anni. Ma chi c’era ha fissato nella memoria quel giorno al punto che, ogni anno, sembra ieri. Sembra di ieri l’incubo della guerra. Sembra di ieri un ammassarsi tumultuoso di sentimenti, la paura, la speranza, l’incertezza, l’inquietitudine, la solidarietà. Sembra di ieri la gioia irrefrenabile per la fine di un’orribile guerra civile, italiani contro italiani, parmigiani contro parmigiani. Momenti straordinari che hanno accompagnato come macigni, per tutta la vita, chi c’era. Chi, in quei giorni, era bambino o adolescente. Chi ha visto aprirsi le finestre alla primavera, ma soprattutto alla libertà. Parma liberata. Come il titolo a tutta pagina della Gazzetta di Parma del 27 aprile. Sì, perché a Parma città la Liberazione avvenne il giorno dopo, il 26. Un giovedì. Gioia e lacrime. Lacrime e gioia. Abbracci, fiori, bandiere sventolanti, urla liberatorie in piazza Garibaldi, in tutte le vie cittadine, in tutti i paesi della provincia. La gran festa per i partigiani che scendevano trionfanti dalle montagne, l’astio rancoroso verso i tedeschi in fuga e verso i fascisti, ora tremanti di paura, che avevano fatto i gradassi fino a pochi giorni prima. I sentimenti di vendetta. Giorni indimenticabili, certo. E chi c’era li porta con sé, nell’archivio dell’anima. Pramzanblog, per ricordare quel giorno, quei giorni che aprivano all’Italia e a Parma un futuro di libertà e di pace, ha voluto ascoltare, appunto, chi c’era. Bambini e adolescenti di quei magici.......
(Nelle foto: 1) Bruno Rossi; 2) Paolo Ampollini; 3) Tonino Fereoli; 4) Alberto Michelotti)

sabato 24 aprile 2010

La cronaca degli ultimi giorni di guerra

LA LIBERAZIONE
NEL PARMENSE

Dal libro “Parma, vicende e protagonisti” (Edizioni Edison, Bologna, 1978) il racconto, a firma di Leonardo Tarantini (indimenticabile grande nome della Resistenza parmigiana), della fine dell’incubo e della conseguente liberazione del territorio della nostra provincia
di LEONARDO TARANTINI












Una breve carrellata delle operazioni finali, che condussero, il 25 aprile, alla liberazione di tutto il territorio parmense. Nella zona Ovest, dopo la liberazione della Valle del Taro, le brigate si proiettano verso la pedemontana e la pianura e, nell’imminenza del 25 aprile, effettuano la liberazione di Salsomaggiore, Fidenza e degli altri centri minori, dilagando poi verso la “bassa ovest”, ove procedono a una vasta operazione di rastrellamento contro i resti dell’esercito tedesco in ritirata. Un episodio di eminente rilievo è quello che è conosciuto sotto il nome di “Sacca di Fornovo”. In questa zona, allo sbocco della statale della Cisa in pianura, sei brigate par-tigiane si affiancano ad una unità alleata (brasiliani) per costringere alla resa un poderoso contingente tedesco, ad organici intatti, in ritirata dal fronte tirrenico. I tedeschi oppongono una strenua re-sistenza e impegnano a fondo la loro possente macchina bellica. Solo il giorno.......
(Nelle foto: 1) Leonardo Tarantini; 2) I partigiani liberatori in piazza Garibaldi)

La "Wunderkammer" del marchese Dalla Rosa

MERAVIGLIE
DAL CIELO
E DAL MARE

Oggi, a mezzogiorno, a TPalazzo, in piazza Duomo, viene presentata alla stampa la mostra "Wunderkammer", con gli oggetti raccolti nella sua vita avventurosa dal marchese Guidobaldo Dalla Rosa Prati e la loro reinterpretazione artistica realizzata da Dario Ghibaudo - La mostra sarà inaugurata il 7 maggio

Wunderkammer, camera delle meraviglie. Si cominciò a parlarne nel sedicesimo secolo. Erano le raccolte di oggetti rari e straordinari che appartenevano a re, nobili e scienziati. Storie antiche. Ma di Wunderkammer ce ne sono ancora. E quella del marchese Guidobaldo Dalla Rosa Prati, nell'omonimo palazzo, in piazza Duomo, è davvero straordinaria, perché il marchese, classe 1926, quindi 84 anni ottimamente portati, ha fatto dell'avventura in cielo, in terra, sopra e sotto i mari (come recita il titolo di un suo libro) una ragione di vita. E in questa "vita spericolata", affascinante e meravigliosa, ha raccolto tutto quello che si può raccogliere. Oggetti rari e preziosi, oggetti minimi e curiosi. Ed è nata così questa sua straordinaria e unica "Wunderkammer", che è stata rivisitata da un artista, un grande artista, Dario Ghibaudo, per farne una mostra sfiziosissima, intitolata appunto "Wunderkammer - Meraviglie al cielo e dal mare", curata da Isotta Saccani, che, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura (Luca Sommi) e dall'Assessorato all0 sport (Roberto Ghiretti) sarà presentata ufficialmente oggi, a mezzogiorno, a TPalazzo, vale a dire a Palazzo Dalla Rosa Prati, con la presenza, ovviamente, del marchese Guidobaldo Dalla Rosa Prati. La mostra si terrà dal 7 al 26 maggio e vedrà la pubblicazione di un catalogo, di un libro di memorie del marchese Dalla Rosa Prati e di un video sulle sue avventure. Il 26 maggio, all'interno della mostra, si terrà poi la rappresentazione di una commedia, Lo zio Bernardo, tratta da un testo del 1881 del marchese Guido Dalla Rosa Prati, a cura di Labor Artis.
(Nelle foto: il marchese Guidobaldo Dalla Rosa Prati e l'artista Dario Ghibaudo)

Speciale Stagione Lirica - I protagonisti

SERENA GAMBERONI
“Francesco Meli,
che fior di marito"
Il giovane soprano fa parte del cast del “Werther” assieme al marito, Francesco Meli - “Non sono gelosa del suo successo” - “Ho fatto una scelta, prima la famiglia e poi il lavoro, ma non rinuncio ai grandi teatri e alle opere assieme a mio marito” - “Francesco mi aiuta moltissimo in casa”
di PAOLO ZOPPI














È proprio il caso di dire che il magico elisir reclamizzato da Dulcamara nell’omonima opera di Donizetti funziona davvero! E non solo per Nemorino, ma anche per Francesco e Serena. Galeotto fu il mai dimenticato mezzosoprano Franca Mattiucci, che all’Accademia della voce di Torino, disponendo di due coetanei bravi studenti, non ha trovato di meglio che farli duettare insieme nell’Elisir d’amore e si sa che spesso Dulcamara l’azzecca e così è stato. Il filtro d’amore ha fatto il suo effetto eccome!! Oggi i due studenti sono artisti affermati e contesi dai più importanti teatri del mondo, ma restano due innamorati che come il primo giorno, vivono con grande felicità il loro rapporto allietato dalla presenza di Melissa 9 anni e Giovanni Battista di uno. Sono Francesco Meli e Serena Gamberoni, ieri sera, entrambi sul palcoscenico del Regio nel Werther, dove Francesco ha avuto una vera e propria ovazione. “Serena, dimmi.......
(Nella foto: Serena Gamberoni con il marito Francesco Meli in "Così fan tutte" al Regio nel 2008)

Una foto, una storia -19-

ARIA DI ANTICO ORIENTE
Nel cielo di Parma spuntò, alla fine degli anni Ottanta, una struttura molto diversa da quella che i parmigiani erano abituati a vedere nel quartiere di San Benedetto. Aveva un'aspetto vagamente orientale, ricordava le antiche architetture giapponesi e cinesi. Ma che cos'era e che cosa stava succedendo? Se Gion Guti, con questa sua foto per la rubrica "Un volto, una storia", è riuscito a suscitare la vostra curiosità, non avete altro che da cliccare qui sotto....

venerdì 23 aprile 2010

Una nuova grande iniziativa di Pramzanblog

AL BÉL DJALÈTT PRAMZÀN
SU PRAMZANBLOG TV
Parte da oggi una rubrica collegata al nostro canale su YouTube: Achille Mezzadri, l'inventore di "Pramzanblog", legge le più belle poesie dello sterminato panorama dialettale pramzàn - La prima è "Primm pas", di Bruno Pedraneschi
Quando chiediamo ai nostri intervistati che cos'è la parmigianità, tutti, chi più chi meno, descrivono sfaccettature varie dell'essere pramzàn, ma nessuno dimentica che una delle anime, forse "l'anima" della parmigianità, è il dialetto. Così Pramzanblog ne ha studiata un'altra delle sue, sperando di fare cosa gradita ai suoi lettori. Una nuova rubrica, "Al bél djalètt" pramzàn", collegata a PramzanblogTv (il nostro canale video su YouTube) nella quale Achille Mezzadri, l'inventore di Pramzanblog, in compagnia della sua dolce cagnolina Cindy, legge alcune delle più belle poesie (e non solo) dello sterminato panorama dialettale pramzàn. La prima puntata è dedicata a Bruno Pedraneschi (1909 - 1981), del quale viene letta una poesia molto dolce, Primm pas, tratta dal libro La vriss ésor poezia (Azzali editori, 1995, trascrizione a cura di Enrico Maletti). Ci scusiamo per il nostro dialetto non perfetto, tipico di uno "strajè", ma speriamo egualmente che il nostro sforzo e la nostra passione pramzàna meritino la pazienza e l'affetto dei lettori.

Dopo la prima: la recensione

UN GRANDE “WERTHER”
perché quei
“buuu” per la regia?
Francesco Meli, che ha meritato le ovazioni del pubblico, non ha fatto rimpiangere il grande Alfredo Kraus, che del personaggio di Werther è stato il punto di riferimento degli ultimi quarant’anni - Successo personale di Sonia Ganassi, già inteprete di Charlotte diverse volte - Ottimi Serena Gamberoni e Giorgio Caoduro, così come il resto del cast - Incomprensibili i dissensi per lo staff tecnico e segnatamente per il regista Marco Carniti
Testo e foto di PAOLO ZOPPI

Werther, ultimo titolo della stagione ducale è andato in scena ieri sera al teatro Regio preceduto da qualche mormorio e da qualche fantasma. Le voci che si rincorrono e i “sentito dire” sono il sale di un evento e ne misurano in qualche modo l’attesa: le poche prove effettuate e il debutto in un ruolo così complesso e impegnativo da parte del protagonista Francesco Meli, erano le più serpeggianti unitamente all’ombra di Alfredo Kraus, beniamino del pubblico del Regio, che del personaggio è stato il punto di riferimento degli ultimi quarant’anni e il cui vivissimo ricordo della sua ormai “storica” interpretazione del 1981 è ancora ben presente nel ricordo dei melomani parmigiani. Ogni dubbio si è però dissolto molto rapidamente. Già al primo colpo di bacchetta il direttore Michel Plasson, navigatissimo testimone del.....

giovedì 22 aprile 2010

Dal teatro Regio

OVAZIONI PER MELI
"BUU" PER LA REGIA

Successo annunciato per la "prima" del "Werther" di Massenet. Un trionfo che si è maturato in crescendo. Ovazioni, come alla prova generale, per il tenore Francesco Meli e successo personale per il mezzosoprano Sonia Ganassi. Tanti applausi per il direttore d'orchestra Michel Plasson. Dissensi invece, con tanto di "buu", per la regia. Domani la recensione di Paolo Zoppi.

La prima del "Werther"

DOMANI RECENSIONE
E COMMENTI
Questa sera in occasione della "prima" dell'opera di Massenet non pubblicheremo le solite reazioni a caldo da palcoscenico, platea, palchi e loggione. Ci scusiamo con i lettori. Domani, come di consueto, metteremo in rete la recensione del nostro Paolo Zoppi e alcuni commenti

Le interviste di Pramzanblog: Nicole Fouquè

SUA ALTEZZA DELLA TV
È uno dei volti di Tv Parma - Alta 1,80, bionda, carina e brava: è una delle telegiornaliste più belle, simpatiche e apprezzate della città - “Ho due gatti, un cane, 25 pesci e un cavallo” - “Da piccola sognavo di diventare una ballerina”
di ACHILLE MEZZADRI

Quando, a novembre, mi intervistò per TG Parma all’hotel Stendhal, non immaginavo proprio che quella ragazza bionda bionda, alta alta e carina carina, Nicole Fouquè, fosse figlia di Giuliana, una mia amichetta d’infanzia, più giovane di me, ai tempi storici di via XX marzo, il borgo della mia vita. Poi l’ho rivista in pantaloncini e maglietta al PalaCiti alla recente partita di calcetto benefico, e infine ancora, elegantissima in abito da sera, al Teatro Regio, in occasione della “prima” del Simon Boccanegra. Ed è stato proprio lì che ho saputo di chi è figlia Nicole. Coincidenze. Ma ovviamente Nicole non entra nella galleria degli intervistati di Pramzanblog per questi motivi “privati”. E nemmeno perché è anche figlia di uno dei “padri” dell’equitazione italiana, Nicola Fouquè. Ci entra perché Pramzanblog ha aperto da tempo una piccola galleria dei volti delle tv locali. E così, dopo Ilaria Notari di TeleDucato e Manuela Boselli di Tv Parma, ora è la volta di Nicole. Che è, dicevamo, bionda bionda,........

Una foto, una storia -18-

E LA MITRIA BRILLÒ
Quando muore un Vescovo amato la città si veste di dolore, di partecipazione emotiva. Anche a Parma, naturalmente. Ma Giovanni Ferraguti, il curioso della cronaca, che regala ai lettori di Pramzanblog questa bella rubrica intitolata "Un volto, una storia", firmata con lo pseudonimo di Gion Guti, durante il funerale di un Vescovo di Parma, molto amato, ha saputo cogliere un attimo particolare, pieno di mistero. Il momento in cui, per uno strano gioco di luci, la mitria posata sulla bara del vescovo, cominciò a brillare.... Per saperne di più non basta che cliccare qui sotto....