/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 24 marzo 2010

STAGIONE LIRICA - "Simon Boccanegra"

LE REAZIONI A CALDO:
"NUCCI E MELI SUPERSTAR"










Questa volta eravamo anche noi al Regio e siamo stati testimoni dell'ottimo successo della "prima" del Simon Boccanegra. Pareri positivi all'unanimità per l'orchestra, per il coro e, ovviamente, per tutta la compagnia di canto, con qualche plauso in più per quelli che, per molti, sono stati i mattatori della serata, l'intramontabile Leo Nucci e un tenore sempre più meritatamente glorificato, Francesco Meli. Senza fare torto alcuno però agli altri interpreti, Tamar Iveri, Roberto Scandiuzzi e . Non tutti concordanti i pareri sulla scenografia. Però, davvero, un ottimo spettacolo, con la simpatica parentesi del neoparmigiano Leo Nucci che nell'intervallo, con il costume di scena, ha raggiunto il loggione, dove, accompagnato dal sindaco Pietro Vignali, è stato festeggiato dai loggionisti e ha ricevuto una targa ricordo. Come di consueto Pramzanblog ha raccolto le reazioni a caldo: dal palcoscenico (Andrea Rinaldi), dalla platea (Paolo Ampollini, Patrizia Monteverdi e Ilaria Notari) e dai palchi (Enzo Petrolini).
QUI PALCOSCENICO
Andrea Rinaldi, corista del Regio e presidente della Corale Verdi
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Quando le cose vanno così è una grande soddisfazione per tutti, anche per il coro anche se non ha una parte, diciamo, di primaria rilevanza. Comunque si tratta di una parte estremamente difficile, perché si canta soprattutto negli interni e non è semplice andare insieme con l'orchestra. E poi il "Simon Boccanegra" è un'opera che ha bisogno di una grossa componente registica: ma unire il canto alla regia non sempre è facile. Dietro alle quinte tutto ok, sì c'era quel pizzico di tensione che però aiuta a rimanere sempre concentrati. Poi sinceramente il nostro parmigiano Leo è stato ancora una volta uno straordinario distributore di emozioni. Direi che la differenza tra un grande cantante e un cantante come Nucci è che i grandi cantanti cantano bene e basta, mentre Leo oltre a cantare bene dà molte emozioni. Il tenore Meli? Ottimo. Ha meritato le ovazioni che ha ricevuto. ".
QUI PLATEA
Patrizia Monteverdi, Parma Lirica
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Bellissimo spettacolo in tutte le sue componenti. È raro vedere un'opera con un cast di livello così equilibrato. Il pubblico ha reagito come si deve, cioè con ovazioni per tutti. Anche la regia mi è piaciuta, anche se non ho gradito moltissimo lo zombie che è sceso per rappresentare Maria morta: era un po' ridicolo secondo me, avremmo capito lo stesso, anche senza lo zombie, che Maria era morta. I costumi non sempre all'altezza. Molto bella la scena del Senato con il doge in rosso e i senatori in viola e verde, mentre invece sugli armigeri avrei qualcosa da dire, gli armigeri in bianco dixan non mi sono molto piaciuti. Compagnia di canto eccellente. Meli splendido, quando canta si accende la luce. Sulla direzione devo dire che il maestro Daniele Callegari è stato coerente nelle sue scelte. Una direzione molto precisa, molto asciutta. Una cosa che mi è un po' mancata è però la tristezza di Simon Boccanegra. Mi è mancato un po' quel lasciarsi andare al respiro del mare".
QUI PLATEA
Paolo Ampollini, presidente di Parma Lirica
"Un buon spettacolo. Risultato ottimo da tutti i punti di vista. Giustificate anche le ovazioni per Francesco Meli. C'è da dire che a Parma la voce del tenore è sempre quella preferita. Indubbiamente abbiamo trovato un buon tenore, che comunque conoscevamo già, anche come Parma Lirica. Infatti l'abbiamo premiato l'anno scorso con il Premio Tosi. Nucci, anche dal lato interpretativo, è stato eccezionale.
Opera molto difficile, poco conosciuta, che non porta all'entusiasmo. E infatti l'entusiasmo del pubblico è venuto solo alla fine del primo atto con il tenore. In complesso buon spettacolo, non c'è niente da dire".
QUI PLATEA
Ilaria Notari, inviata di Teleducato
"Mi è piaciuto molto lo spettacolo, perché è stato rispettoso sia dei cantanti sia degli intendimenti di Verdi, che conosceva bene Genova. Non a caso scenografo e regista sono genovesi. Genova è la città dei contrasti, la città del sussurro, ecco nello spettacolo si nota tutto ciò. Le cose vengono dette nell'angolino buio e stretto, sempre. Poi lo squarcio del mare, la scena corale, insomma ho ritrovato tutto quello che ci si poteva aspettare. I cantanti? Nucci ok. Quest'uomo, che probabilmente si è anche gestito bene nell'arco della carriera, è un miracolo. E poi è bello vedere quanto si spende e si dà al pubblico di Parma. E poi Meli... Noi abbiamo bisogno di tenori così. Interessante anche questo soprano georgiano, che ha saputo imporsi all'attenzione. In tutta l'opera ho notato un ottimo equilibrio di insieme che non sempre c'è.".
QUI PALCHI
Enzo Petrolini, Vicepresidente del Club dei 27 ("Un giorno di regno"):
"Sèmma andè bén, via, non c'è nulla da recriminare, un bel Simone, nonostante le difficoltà dell'opera, tutti gli interpreti l'hanno portata in porto ottimamente, con un po' di fatica forse il Leo, non dimentichiamo che ha superato i sessanta da un po'. Giustificate le ovazioni per Meli, l'ha fatta bene. Noi siamo qui per sentir cantare bene. Hanno cantato bene tutti. Anche Scandiuzzi mi è piaciuto. Ha dei momenti forse un po' così, ma è una parte difficile. Tutta l'opera è difficile, ammesso che ci siano delle opere verdiane facili, però questa è particolarmente difficile".
IN GIORNATA LA CRITICA MUSICALE DI PAOLO ZOPPI

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