/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 27 marzo 2010

Speciali Stagione Lirica - I protagonisti

TAMAR IVERI
"Il pubblico di Parma
mi faceva paura
ma adesso sono felice"
“Ero terrorizzata perché mi avevano detto che i parmigiani erano molto severi”, dice il soprano georgiano che ha debuttato al Teatro Regio in Simon Boccanegra "ma poi è andata bene, ho ricevuto molti applausi" - "Da bambina, in Georgia, cantavo 'O Sole mio" - "A 16 anni mio padre mi insegnò a cantare Casta Diva" - "Ileana Cotrubas ha subito creduto in me e mi ha dato lezioni a sue spese"
di PAOLO ZOPPI
Mettete un papà baritono di buona fama, una mamma insegnante di tedesco con trascorsi musicali e un nonno, basso, che cantava spesso le arie di Filippo II e del Mefistofele, è quasi un obbligo per la piccola di casa proseguire su queste orme. Quando alle pareti ci sono le fotografie di Leonard Warren, Tito Gobbi, Ettore Bastianini e sul giradischi si alternano centinaia di vinili da Cappuccilli a Merrill, da Caruso a Gigli, da Corelli a Björling e tutta quella schiera di cantanti che hanno impreziosito la stirpe canora, tutto diventa più facile. E allora, se c’è la passione e una bella voce tutto diventa più semplice, quasi obbligato. In questo clima, Tamar Javakishvili Iveri cresce e fin da piccolina, a sei, sette anni, gira per le case del quartiere a cantare le canzoni napoletane, Santa Lucia, ‘O sole mio guadagnandosi, oltre le simpatie dei vicini, dolcetti e caramelle e sgridate dalla mamma che la vorrebbe un po’ meno monella. Verso i 16 anni Tamar si innamora........

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