/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 20 marzo 2010

Speciale Stagione Lirica - I protagonisti

ROBERTO SCANDIUZZI
"E pensare che sognavo
di diventare un veterinario"
Il basso veneto sarà Jacopo Fiesco nel "Simon Boccanegra" di martedì sera al Teatro Regio - “I ruoli che preferisco sono quelli con un cappuccio in testa, santi o demoni” – “Il mio modello è Cesare Siepi” - Ecco l’intervista concessa al nostro Paolo Zoppi
di PAOLO ZOPPI
Oltre 450 recite nei panni di Jacopo Fiesco non ne hanno certo smorzato l’entusiasmo, anzi, Roberto Scandiuzzi, corroborato dall’esperienza maturata in quasi trent’anni con i più grandi direttori d’orchestra vestirà con rinnovato fervore, martedì sera al teatro Regio, i panni dell’austero nobile genovese nel Simon Boccanegra verdiano. Figura imponente, barba autorevole e voce profonda incutono sul momento una certa soggezione, subito stemperata da una gagliarda e genuina parlata veneta. Mette subito da parte il “Maestro” e si lascia andare ad una chiacchierata che ripercorre le tappe delle sue relativamente modeste, ma pregiate, presenze sul palcoscenico del Regio, compreso lo splendido
Requiem diretto da Gergiev in Cattedrale. “Per essere sincero non ho legami particolari con la città se non una sincera stima professionale con il Teatro, dimostratami anche in questa occasione”. “Infatti, non è frequente poterla sentire, né a Parma e neppure tanto spesso in Italia”. “In effetti, da diversi anni......

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