/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 15 marzo 2010

Quando i lettori scrivono

QUELLA BARRIERA
CHE NON C'È PIÙ...
Dopo la pubblicazione della seconda puntata della rubrica "Parma da riscoprire" di Elvis Piovani, ci è arrivata una lettera ricca di considerazioni sull'ex Barriera San Michele - La pubblichiamo
Gentilissimo Mezzadri,
vorrei proseguire il discorso iniziato da Elvis Piovani, nella rubrica dedicata alla nostra Parma. ho voluto qui proporre un'immagine tratta da una cartolina di mia proprietà, raffigurante Barriera Repubblica nei primi anni ' 60. Come ben evidenziato anche da Steve Mezzadri nella foto pubblicata, si denota ampiamente il confronto tra i due lati di via Repubblica. Quello di destra con edifici non uniformi, nati in diverse epoche ma costituenti un insieme piacevole su cui spicca l' imponente mole del campanile di San Sepolcro. L'altro lato, chiuso da quell' obbrobriosa costruzione citata (e a ragione) dall'amico Elvis Piovani. Sarà che il bianco e nero evidenzia questa anomalia.Sara' che il campanile di San Michele dell' Arco riesce a stento a superare in altezza l' obrobrioso palazzo, ma i contrasti appaiono cosi' evidenti che nessuno puo' giustificare questo chiaro, totale esempio di mancanza di sensibilità. Sarà anche, che si vede un'aiuola priva di fontana in rigoroso cemento armato (altra forzatura in un contesto in cui il significato di Impatto Ambientale è rimasto schiacciato da interessi di bottega). E, che vuole che le dica ? Osserviamo attentamente le immagini di questo angolo di Parma. Chi potrebbe preferire ciò che si presenta oggi innanzi ai nostri occhi, dalle immagini riproposte da Elvis Piovani in Pramzanblog? (f.m.)
(Nelle foto dell'ex Barriera San Michele ora Barriera Repubblica: 1) Ieri l'altro (nella cartolina inviataci dal lettore); 2) Ieri; 3) Oggi)

15 commenti:

e.piovani ha detto...

che bello vedere che non sono l'unico a sognare la Parma di un tempo e a rimanerci male per certe schifezze che inspiegabilmente (...anche se una spiegazione c'è..) sono sorte in centro storico.
Anche perchè questa comunanza di idee mi fa pensare che ci sono altre persone che come me si intristiscono e arrabbiano parecchio quando si vede la creazione e la realizzazione di certi nuovi progetti... Mi basta pensare al mostro di Barriera Bixio, o agli edifici in vetro e cemento di cinque piani che dovrebbero sorgere in zona ex anagrafe, o ancora alla sede efsa di viale Piacenzache mi fa tanta paura perchè temo che guardando al palazzo ducale, d'ora in poi vedremo spuntargli dietro gli ultimi piani di quel grattacielo fatto a torta, rovinando per sempre la visuale... Spero di no...ma ho tanta paura di si...
Ma non possiamo accettare che la nostra città venga rovinata in questo modo, bisogna fare qualcosa affinchè quello che il posto dove viviamo ha di bello non venga colpevolmente rovinato...

pramzanserass ha detto...

...e come dimenticarsi del progetto riguardante l' Ospedale Vecchio.In quella zona ,piu' che un restauro, si sta' pensando ad un Hotel a cinque stelle.Volendo,si potrebbe insistere sul caso di S.Marcellino (ricordo anche che l' assessore Sommi l'aveva definita "importante per la citta'" ).L' immagine che ho inviato a Mezzadri e che questi ha comparato allineandole,dimostrano che esiste una critica costruttiva.La quale non si limita a segnalare brutture e/o tradimenti della nostra storia,ma bensi',propone correzioni di rotta importanti,prese di coscienza alle quali non possiamo sottrarci.Piovani carissimo,saprebbe dirmi che contiguita' puo avere la distaccata(?) facolta' di lingue all' angolo tra Borgo Carissimi e via del Prato con l' architettura storica della zona???
Il marmo (vero?) bianco di cui e' ricca questa costruzione, potrebbe avere a che fare con quale edificio dei dintorni???
Troppo radicale???
Cosa ne pensa Piovani???
E,mi creda,stiamo discutendo di voler spostare il "monumento" a Sicuri,quando intorno a noi si potrebbero spostare tante altre strutture.La sede di Banca Monte per esempio...

e.piovani ha detto...

oibho...le schifezze a Parma abbondano...e sopratutto negli ultimi anni se ne sono aggiunte di nuove, tra cui quella che ricordava lei proprio accando alla chiesa di San Francesco del Prato.
Tra l'altro proprio la chisa, ha una delle sue particolarità proprio nei giochi di luce creati all'interno dai movimenti del sole, essendo allineata secondo i solstizi e gli equinozi e non con un semplice orientamento ad est come spesso succedeva all'epoca...
La chiesa pero' un tempo sorgeva su di un prato, praticamente in campagna... Costruendole cose nuove attorno si rischia di svalutarne anche l'interno, modificando la studiatissima luce del progetto originale. L'unica mia consolazione relativamente a quel palazzo di (finto?) marmo da lei ricordato è che almeno è basso... Rovina però la visuale della via, che comunque è da sempre bistrattata. Se a questo aggiungiamo che da li si arriverà al parcheggio sotterraneo di piazzale Salvo D'Acquisto (che mi chiedo come diventerà!) ...c'è da mettersi le mani nei capelli...
Quanto alla sede della Banca Monte (immagino si riferisca a quella di via Cavour..), come sempre erano piu' belle le antiche case che si trovavano al suo posto, che formavano una bella piazzetta, ma che sono state aihmè bombardate... Attualmente invece la stessa piazzetta è diventata insignificante e abbastanza monotona. Il guaio delle costruzioni moderne è che alla fin fine causano il degrado o quanto meno la desertificazione della zona in cui si trovano... Forse perchè le zone che hanno saputo mantenere la loro antica fisionomia rimangono comunque più attraenti di quelle colpite da certi piatti e freddi edifici... Gli esempi purtroppo non mancano...

pramzanserass ha detto...

Eh si' Piovani.L'ha azzeccata.Proporrei di trasferire nell' elenco degli "Innominabili" pure il palazzo che si affaccia sullo scarno monumento a Verdi in Piazza della Pace.Su un fianco abbiamo La Pilotta dall' altro questo ...esemplare che intervalla il colore giallo Parma a vetrate scure e impenetrabili.Comunque ,in questa piazza un lato postivo esiste.
Il verde con cui si sono attrezzate le aree adiacenti al Palazzo.L' immane spesa che qualche decennio fa' si paventava e' stata bocciata a favore di uno sviluppo piu' "sostenibile".Chissa' se anche per l' ex anagrafe ...

e.piovani ha detto...

eh..se dovessi fare una classifica top 10 delle costruzioni piu' brutte da vedere per il nostro centro storico la farei così...anche se purtroppo avrei l'imbarazzo della scelta:

1) i palazzoni e i portici di via Mazzini
2) palazzo Medioli di piazza Ghiaia
3) il primo palazzo sulla sinistra a barriera repubblica
4) la prima casa di via d'Azeglio a destra del ponte di mezzo.
5) Il grattacielo sul lungoparma di fianco al Romagnosi
6) L'hotel toscanini che ha preso il posto della piazza del Carmine
7) Tutta la fila di palazzi moderni di via d'azeglio appena passata la Annunziata8) Il condominio ad angolo di via Dante difronte al regio /steccata
9) Il condominio sorto tra la pilotta e viale Toschi
10)Il palazzo a specchio e giallo di piazzale della Pace....

Poi le menzioni speciali sarebbero infinite....

pramzanserass ha detto...

Commento chiaro e lineare.
Certo che il lato di via D' Azeglio dopo l' Annunciata sarebbe da demolire. In quel lato vi era una chiesa sempre chiusa di cui ignoro il nome,che ora e' diventata uno Store di Jeanseria.
Difronte all' ex Standa e a fianco del cinema D' Azeglio ,vi e' tuttora una chiesa sempre chiusa.Saprebbe indicarmi Piovani i nomi di queste chiese??
Vedremo prossimamente di parlare di S.Carlo,chiesa demolita nei primi anni del ' 900.

e.piovani ha detto...

Si si le conosco "bene".
La "jeanseria" è il negozio della Scout, e si trova all'interno di quella che era la chiesa di Santa Maria del Fiore, attualmente dipinta di bianco. Tra l'altro non si lasci ingannare dall'attuale facciata abbastanza povera della chiesa, perchè in origine era molto più decorata.
L'altra chiesa vicina al cinema d'azeglio, il cui campanile (una delle costruzioni piu' antiche di parma risalente circa all'anno 1000) è stato trasformato in una abitazione privata, è invece la chiesa di San Giacomo.
Effettivamente tutti la credono chiusa, ma non è così! C'è un gruppo di giovani ( meno di una decina) che al venerdi sera (ed un altra sera credo in settimana) più o meno verso le 19.30 dicono la messa (senza sacerdote, solo registrata su di un nastro). Lo fanno per cercare di tenerla aperta e non farla cadere nel totale abbandono, anche perchè pur essendo molto trascurata, per forza di cose, è una chiesa molto graziosa all'interno. L'esterno invece è una selva di cassonetti e ubriaconi, ma nel 2010 dovrebbero riqualificare la piazzetta...vedremo. Il progetto prevede un giardino verticale che non mi ispira per nulla....
Se le capita di vederla aperta (o il portone principale o quello piu' piccolo su via d'azeglio) provi ad entrare, anche perchè quei giovani saranno contentissimi di vedere che qualcuno grazie a loro entra e scopre che la chiesa non è abbandonata. Generalmente nessuno li nota...
Tra l'altro è una delle chiese piu' antiche di Parma e aveva un ospizio per i viandanti che si recavano a Santiago de Compostela, che venivano ospitati gratuitamente.
In via d'azeglio c'erano poi la chiesa di San Giovanni decollato, proprio prospettante l'Annunziata e demolita, quella di San Nicomede (anche se in questo momento non sono sicuro al 100% che questo sia il suo nome), che fungeva da camera mortuaria dell'Ospedale Vecchio, Santa Maria Taschieri, demolita anche lei negli anni 60 e la chiesa dei Paolotti.. Anche qui si vede come piano piano Parma si sia impoverita... E il guaio è che piu' ci si inizia ad addentrare in queste cose, piu' si capisce quante cose abbiamo perso.
Pero' le persone che negli anni 60 erano giovani dovrebbero ricordarsi di San Giovanni Decollato e Santa Maria Taschieri e del suo campanile direttametne su via d'azeglio. Io cerco da tempo di trovarne delle foto ma con scarsi risultati...

pramzanserass ha detto...

Piovani ,mi faccia una cortesia,mi mandi la sua mail personale,perche' stiamo (sopratutto lei)abbellendo e monopolizzando lo spazio commenti del blog.Le sue preziose informazioni non cadono nel vuoto.Forse e' destino delle citta' ricche di tradizioni e splendide opere d' arte come e' (e sopratutto era ) Parma.Curioso e interessato come sono indagavo sulla presenza di una chiesa in Borgo Giacomo Tommasini.Ora al posto di quella chiesa c'e' (lo dica lei) una STRUTTURA RECENTE, CHE OSPITA L' UFFICIO POSTALE.
San Carlo ,invece,era posta sul lungo Parma nei pressi di quella del Carmine,in essa era contenuto un preziosissimo organo Serassi,il quale fu' portato al suolo e smontato in ogni sua parte.In una lettere indirizzate a Giuseppe Serassi,venne recapitata la frase posta ai piedi della cantoria e incisa nel marmo,che ricordava la maestria di questo grandissimo artista.Di lei ci e' rimasto il file della frase.Dell' organo,si pensa che sia conservato in una cantina.Forse,anch' egli come noi,attende di essere ricoloccato in una chiesa.In una costruzione importante,ricca di storia e di arte.Frutto di un grande studio,di un' estrema cura dei particolari.Forse anch' egli sogna di rinascere in San Francesco del Prato.

e.piovani ha detto...

sarebbe bellissimo poter far tornare quell'organo in San Francesco del Prato, dove ce n'era un altro bellissimo a cui si accedeva tramite una scala. Purtroppo non se ne ha piu' notizia...ma è impensabile che sia stato distrutto... Semplicemente deve essere disperso da qualche parte.
Le do volentieri la mia e.mail: e.piovani@alice.it
Quanto alle chiese di Borgo Giacomo, sono abbastanza impreparato. Quella soppiantate dalle poste dovrebbe forse essere Santa Chiara/Clara, che aveva anche un bel convento..mentre poco piu' avanti, sul lato opposto si trovava l'oratorio di San Donnino...ma non so altro.
Purtroppo non ce n'è rimasto nessun segno...

pramzanserass ha detto...

Non si faccia troppe illusioni ,carissimo.
Come ama ripetere un noto studioso Pramzano " gli organi,si sa', son fatti di legno con cui e' facile accendersi il focherello e di stagno e piombo,i quali fondono con piacere.Sopratutto in tempi bellici.Le notizie che lei mi ha dato mi confortano.sapere che un gruppo di giovani,si raccoglie in una vecchia chiesa per farla sopravvivere riempie di gioia.Adesso poi,mi ha messo la pulce nell' orecchio:
guardero' attentamente le vecchie cartoline che possiedo.Scoprire come doveva essere ricca di campanili e d' opere d' arte questa strada mi da' una bella sensazione.
Comunque,tornando a San Francesco del Prato,l' organo doveva essere stato realizzato dai fratelli Dall' Arpe (reggiani) molto attivi in quegli anni.Qui' si apre poi una querelle tra studiosi,poiche' lo Sarabelli Zunti mette in risalto i fratelli Delalpa Bartolomeo e Jacopo di Parma,fabbricatori di organi nel XV secolo.Il Pellicelli invece,proclama la prima versione.L' organo di san Francesco del Prato aveva questa paternita'.A dire il vero,esiste pero' un caso similare.Nella mantova occupata dalle truppe napoleoniche, venne chiuso il convento di S.Orsola.Il prezioso organo (gia' in procinto di lasciare l' Italia) venne acquistato dalle contesse Castiglioni,discendenti di baldassarre castiglioni,gentiluomo rinascimentale fautore del primo manuale del galateo scritto all' epoca.Ora quello strumento (restaurato pochi anni fa') e' in una chiesa e suona regolarmente sia per le funzioni religiose che per concerti di musica sacra.
Come vede,basta un magnate del tempo e si salvano monumenti importantissimi.trovarlo ora un magnate che sbloccasse la situazione di San Francesco del Prato.Vi aggiungerei un Vignali-Mariotti con piccone e nitroglicerina con in mano la lista da lei pubblicata ieri.Chissa' se poi...

Anonimo ha detto...

Mi compiaccio vivamente con questi Signori che dimostrano oltrechè una grande cultura un grande amore per Parma! Io non sono più giovanissimo ma sono contento di avere imparato tante cose che non conoscevo. Bravi e ancora complimenti.
Angelo

e.piovani ha detto...

Buonasera Angelo,
effettivamente amo molto la nostra città e mi dispiace sapere che tante delle sue cose belle si sono perse. Lei magari si ricorderà del vecchio aspetto di via Mazzini e via D'azeglio di quando non c'erano quei casermoni, oppure andando ancora più indietro del palazzo ducale e del teatro Reinach che lo fiancheggiava, o ancora della chiesa di Santa Teresa in Oltretorrente...(ma magari è più giovane).
Sicuramente avrei tante cose da imparare da lei sulla nostra bella e bistrattata città...purtroppo quando si distrugge qualcosa...poi non lo si può più riavere indietro. Spesso questa cosa non viene capita...

pramzanserass ha detto...

A dir la verita',angelo,sono lieto di non aver letto un suo commento "annoiato".Chissa', se come dice l' amico Elvis Piovani,si ricorda di via D' Azeglio e dei campanili delle chiese presenti allora.O se si e' mai recato nel vicino Oratorio di S.Maria delle Grazie e se ha sentito l' organo suonare. O ,chissa',se conosce la fine che hanno fatto le statue del demolito monumento a Giuseppe Verdi???
Chissa' se attraverso le sue parole,potessimo anche noi gioire con lei standola ad ascoltare o leggendola.La saluto cordialmente
pramzanserass

Anonimo ha detto...

Cari amici (permettetemi la confidenza) ma pur non conoscendoci di persona vi sento molto vicini. I miei ricordi e le mie conoscenze artistiche dei vecchi monumenti e degli angoli caratteristici di Parma non sono certo al vostro livello. Ricordo però molto bene i campanili delle Chiese di Via D'Azeglio del tempo che fu e la Chiesa degli "Stimatini". Purtroppo non ho avuto la fortuna di sentire l'organo della Chiesa di S.Maria delle Grazie che immagino meraviglioso. Per quanto riguarda le statue del monumento a Verdi di Ettore Ximenes, non saprei proprio dove sono sndate a finire e se esistono ancora. Circa 10 anni fa lo scultore Fiorentino Valerio De Corzent, ne fece la riproduzione in scala minore ed io posseggo "L'Otello" e la foto delle rimanenti.
Vi rinnovo i miei sinceri complimenti: siete la memoria storica della ostra bella città.
Angelo

pramzanserass ha detto...

Gentilissimo Angelo,
pensi che nel lontano 1715 Domenico Poncini inizio' lavorare per costruire l' organo della Confraternita delle Grazie di Capo a Ponte.La cassa fu' costruita da valenti ebanisti parmensi ma interamente decorata in foglia d'oro da un' artista fiammingo .In quell' epoca difatti,dai paesi bassi furono in diversi a giungere in Italia per lavorarvi.Tutto cio' e' ancora ben visibile.basta entrare nella chiesetta,sottoposta a restauro recentemente.L' organo ora tace,ma (canne a parte),al suo interno vi sono conservate le sue componenti.Chiaramente occorerebbe predisporre un sano restauro,che rispetti la natura dello strumento,di per se' bellissimo.
La ringrazio per le notizie importanti che ci ha trasmesso.Non e' da tutti avere in casa la riproduzione della statua dell' Otello.Grazie e continui a partecipare ai dibattiti storico-artistici-urbanistici della "nostra" Parma.