/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 3 marzo 2010

Le interviste di Pramzanblog: Stefano Secchi

ABBIAMO PORTATO
A MILANO
L’ANIMA DEL “SORDO”

“Da ragazzo studiavo al Marconi, in via della Costituente”, dice Secchi, contitolare della Salsamenteria di Parma, nel cuore di Milano “e spesso con gli amici andavo all’osteria del Sordo, nel vicinissimo borgo Sorgo” - Quell’atmosfera magica mi è rimasta nel cuore e da qualche mese, assieme al mio amico Cesare Micheli, ho realizzato un sogno: un locale che rieccheggi in un qualche modo, ma in chiave moderna, anche grazie agli scudlén, la Parma di ieri che non c’è più”

di ACHILLE MEZZADRI
È possibile che l’anima del Sordo (Bruno Lucchini, il mitico oste di borgo Sorgo, scomparso vent’anni fa) si aggiri nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo e da piazza San Babila? Sì, è possibile. Perché Stefano Secchi, parmigiano di via Cima Palone, 54 anni a maggio, moglie e due figlie (Federica e Camilla), un passato di grande manager del marketing e della ristorazione, aveva un sogno e da qualche mese l’ha realizzato. Portare a Milano (ma in futuro anche in Francia, per esempio a Nizza, a Parigi…), con la Salsamenteria di Parma, un pizzico, anche soltanto un pizzico, di quell’atmosfera magica che si respirava nell’osteria del Sordo, quella di Gazza, di Deznóv, di Carlén, di Patàn, di Gambalìssa, di Tenór, di Sterón. Quella delle pareti affrescate da Walter Madoi. Quella dove il Sordo si aggirava leggermente claudicante tra gli avventori con la sua gamba mafón’na. Secchi conobbe il Sordo quando......

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