/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 8 marzo 2010

Pramzanblog intervista il Vescovo Enrico Solmi

SE CI SARÀ LA VOLONTÀ
DI TUTTI
SAN FRANCESCO DEL PRATO
TORNERÀ
AD ESSERE UNA CHIESA







“Non do colpe a nessuno”, dice “ma lo stato attuale in cui versa San Francesco del Prato è una sconcezza” - “Il problema è improcrastinabile: ne va della dignità della città” - “C’è un dialogo in atto: speriamo che la questione arrivi a soluzione” - “San Vitale tornerà presto fruibile ai fedeli” - “Ai tempi del seminario facevo gli scherzi a prete” - “Sono interista e l’Inter vincerà ancora lo scudetto” - “I giovani che restano in famiglia non sono bamboccioni, come dice il ministro Brunetta: la società deve aiutarli offrendo opportune e varie occasioni lavorative”
di ACHILLE MEZZADRI









Con il Vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, a parlare di un sacco di cose. Della città, dei parmigiani, delle sue origini contadine, dei suoi “scherzi da prete” quando era seminarista, perfino della sua fede interista, ma anche di problemi specifici e di particolare importanza, come il destino della chiesa di San Francesco del Prato, il nuovo riutilizzo parrocchiale di San Vitale, i parmigiani e la fede, la solidarietà, il volontariato, il lavoro dei precari, l’integrazione degli immigrati. Insomma, un’ora e mezzo di intervista per costruire un nuovo tassello di conoscenza di quest’uomo di fede che guida la Diocesi della nostra città. Un’intervista poco intervista, più chiacchierata amichevole, tra due emiliani doc: lui modenese, io parmigiano. Ma uniti dallo stesso modo aperto di affrontare gli argomenti, anche i più delicati, con il sorriso sulle labbra e nello stesso tempo con la massima serietà per quanto riguarda i contenuti. Ecco il risultato del nostro incontro.
Preferisce essere chiamato Sua Eccellenza o Monsignore?
Mi chiami pure don Enrico.
Don Enrico, lei è stato definito...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Per rispetto della verità il termine "bamboccione" è stato coniato per primo dal Ministro Padoa Schioppa dell'ex Governo Prodi.
Angelo

pramzanserass ha detto...

Pramzanblog ha fatto e continua fare l' impossibile per recuperare S.Francesco del Prato.
Mancava ,fino a ieri,la parola dell' esponente piu' importante della nostra Diocesi.Ora ,grazie a Mezzadri,e' giunta a noi,anche questa. Sediamoci (idealmente intendo) intorno a un tavolo con gli amministratori,il soprintendente ai beni culturali e con gli amministratori del nostro ateneo.Il Magnifico Rettore vuole che si sieda anche un rappresentante del Demanio???
Perfetto.Ma fatelo.Fatelo e alla svelta.L' incuria e il degrado non aspettano.S.Francesco del Prato sta' morendo davanti a noi,incapaci di sciogliere i nodi burocratici che la tengono legata a una autorita' incapace di occuparsi di lei.
Avanti.Coraggio.Sig. Rettore ci pensi;
far ritornare S.Francesco al culto e' un doveroso impegno per lei e per il consiglio accademico.
Piu' di milleeduecento persone glielo chiedono.
Con rispetto e profondo amore per questa Chiesa.