/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 31 marzo 2010

Speciali Stagione Lirica - I protagonisti

LEO NUCCI
"Non canto mai nella Gioconda
parchè Barnaba l'é tant cativ"
Il celebre baritono, neoparmigiano, ha usato una frase nel nostro dialetto per spiegare perché ha cantato una sola volta in carriera nell’opera di Amilcare Ponchielli – “Quando l’ho fatta sono rimasto senza voce una settimana” - “Maria Callas mi dava grandi emozioni, ma la Tebaldi è la mia preferita” – “Di Stefano mi faceva venire la pelle d’oca”
di PAOLO ZOPPI
Letteralmente assediato da giornalisti e troupe televisive, Leo Nucci ci accoglie con la consueta disponibilità e signorilità. Ci riceve in quel lasso di tempo, sempre troppo breve, che precede lo spettacolo sottraendolo ad una doverosa e necessaria concentrazione, anche se le vesti del doge genovese, che farà rivivere di lì ad un paio d’ore, le ha già vestite una sessantina di volte. L’argomento della conversazione, perché tale si rivelerà, più di una vera e propria intervista, verte su Rigoletto, personaggio interpretato oltre quattrocentosessanta volte, senza contare le “generali” e le quasi mille “Vendette” bis compresi. "Qual è il segreto del successo che si rinnova ad ogni recita?". "Ogni sera il personaggio che presento è sempre diverso, perché ogni volta lui, mi da qualche cosa di nuovo; questo buffone..........

Una foto, una storia -10-

LE DUE FINESTRE
DI CASA TOSCANINI
Nella rubrica "Una foto, una storia" a firma di Gion Guti (nick name di Giovanni Ferraguti), oggi c'è una "chicca". La foto infatti non è stata scattata da "Gion", visto che è proprio lui, in un certo modo, il protagonista. Dobbiamo tornare indietro nel tempo. Marzo 1967, la bellezza di 43 anni fa. Arriva a Parma il presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, per una inaugurazione: l'apertura al pubblico della Casa natale di Arturo Toscanini, in occasione del centenario della sua nascita. Via Tanzi è piena di folla, tutta la zona è bloccata e perfino i giornalisti accreditati non possono avvicinarsi troppo a Saragat e alla casa. Ma... Per sapere il seguito cliccate qui sotto.

Storia e Memoria - Per non dimenticare


martedì 30 marzo 2010

Il nuovo numero di "Su il sipario"

"IDOMENEO" A REGGIO
E PAGLIARI ALLA CORALE
Buon successo, ma senza il pubblico delle grandi occasioni, a Reggio Emilia per "Idomeneo" di Mozart, diretta da Mariotti - Il maestro Matteo Pagliari, direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale del Perù, ospite dei "Salotti della Corale" - I due eventi, più l'almanacco, nella rubrica di Paolo Zoppi
Mozart è sempre Mozart e assistere a una delle sue opere è sempre assolutamente gradevole. Anche "Idomeneo" che, come dice il direttore d'orchestra Michele Mariotti "ben poco ha da invidiare ai capolavori più noti". "Idomeneo" è andato in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia e Paolo Zoppi, nella sua rubrica "Su il sipario", racconta del suo successo, nonostante il pubblico, che ha applaudito con calore, non fosse quello delle grandi occasioni. Il secondo articolo della rubrica riguarda la terza serata dei "Salotti della Corale Verdi" organizzati dali Amici della Lirica di CariParma. L'ospite, questa volta, è stato il maestro Matteo Pagliari, talentuoso direttore d'orchestra che da oltre un anno è direttore principale dell'Orchestra Sinfonica nazionale del Perù. "Su il sipario" comprende anche, come ogni settimana, l'Almanacco, con gli anniversari di Clara Petrella, Anselmo Colzani, Nicola Martinucci e Samuel Ramey.

Un successo pramzàn di Giorgio Capelli

"TOLASUDOLSA" È
SU PRAMZANBLOG TV
Dopo "Pärma voladóra", riproposta ai lettori pochi giorni fa, nella versione originale di Enri Rotelli e in quella "ruspante" di Giorgio capelli con gli Snakes, oggi regaliamo un altro successo di Capelli, Tolasudolsa (musica di Rodgers) tratto dal cd 'Na strabucäda d'ironia pramzàna
Ci abbiamo preso gusto. Le canzoni del cd 'Na strabucäda d'ironia pramzàna, pubblicato qualche anno fa dal gruppo The Snakes, sono talmente divertenti che a Pramzanblog è venuta la voglia di riproporle ai lettori che già le conoscono e farle conoscere a quelli che, invece, non le hanno mai sentite. Sono i pezzi forti dello storico gruppo "The Snakes" e in particolare della voce del gruppo, Giorgio Capelli, che ha scritto i testi (eccetto uno, Tolén). Capelli è un pramzàn a 360 gradi e ha fatto anche parte (nel 2010 farà il bis) del gruppo di quei simpatici matti pramzàn che l'anno scorso hanno avuto grande successo con gli spettacoli della serie Stasìra parlèmma in djalètt. Tolasudólsa, chi legge Pramzanblog lo sa bene, è una frase classica del nostro dialetto, una frase che fotografa un po' il nostro essere pramzàn. Tóla su dólsa, prendila su dolce. Prendi la vita con delicatezza, senza frenesie, angosce. Insomma... dolcemente. Alla pramzàna. E Capelli si è ispirato a questa frase per scrivere una deliziosa canzone pramzàna, sulla musica di uno dei più grandi e indimenticabili autori di canzoni, Richard Rodgers. Pramzanblog ha preso la canzone dal cd e ne ha fatto un videoclip, con una quarantina di immagini pramzàne, che ha caricato su Youtube e poi su Pramzanblog Tv, il canale di Pramzanblog. C'è un po' tutto il gusto della parmigianità: la città nei suoi momenti quotidiani, Correggio, i mercatini, quelli della Corale Verdi, i lasalliani, le biciclette, Enzo Sicuri, la Parma, il Club dei 27, il Palio, la Famija Pramzàna. Buon divertimento.
(Nelle foto: 1) L'homepage di Pramzanblog Tv con il videoclip di "Tolasudólsa" ; 2) La cover del cd "'Na trabucäda d'ironia pramzàna"; 3) Giorgio Capelli)

lunedì 29 marzo 2010

La terza puntata della rubrica di Elvis Piovani

PARMA DA RISCOPRIRE:
PORTA SANTA CROCE
Elvis Piovani ci accompagna sui sentieri della nostra città che non c'è più, alla riscoperta di monumenti, chiese, palazzi, intere vie, spesso capolavori che sono stati cancellati o spostati, o divisi in più parti e spesso "nascosti" in qualche angolo - Dopo la chiesa di Santa Maria della Scala e Porta San Michele, oggi ecco la volta di Porta Santa Croce
Come sarebbe Parma se tanti pezzi di città, distrutti, spostati, cancellati dalle guerre e della burocrazia, ci fossero ancora, e con il loro antico splendore, e con il loro eterno fascino? Moltissimi parmigiani non sanno nemmeno com'è stata la città in passato, quali tesori non ci sono più, a volte soltanto per pura incuria. Pramzanblog ha affidato a Elvis Piovani il compito di andare a riscoprire la Parma che non c'è più e Piovani lo sta facendo egregiamente con la sua rubrica "Parma da riscoprire". Dopo le prime due puntate dedicate alla chiesa di Santa Maria della Scala e a Porta San Michele, Piovani oggi ci parla di Porta Santa Croce.
(Nelle foto: 1) Elvis Piovani; 2) Il logo di "Parma da riscoprire"; 3) Porta Santa Croce com'era, in una cartolina dei Flli Bocchialini)

Tutti gli amici di Sicuri

ARRIVANO LE PRIME FOTO
I lettori di Pramzanblog cominciano a raccogliere l'appello lanciato su Facebook: fatevi fotografare accanto alla statua di Sicuri, per dimostrare quanti sono i parmigiani che ricordano con affetto il clochard e non vogliono che la statua venga spostata


Arrivano. Sì, cominciano ad arrivare. Sulla scrivania di Pramzanblog cominciano ad arrivare le prime foto dei parmigiani che non dimenticano Sicuri e che desiderano che la sua statua resti dov'è. Le pubblichiamo qui e, ovviamente, nel sito del gruppo "Salviamo la statua di Enzo Sicuri a Parma", su Facebook, che in brevissimo tempo ha già raggiunto la quota di 143 iscritti. È una "battaglia" affettuosa (senza alcun intento polemico nei confronti dell'amministrazione comunale) che si basa sulla convinzione che sono parecchi i pramzàn che non dimenticano una delle figure minori, ma caratteristiche, della nostra città. Assieme alle prime foto arrivano i messaggi. Per esempio Tamara Baroni e il marito Gianni Garbellini, dal Brasile: "Siamo piú che d'accordo che la statua del caro Sicuri debba restare lí, dove sta!!!". E (su Facebook) Colonnina Metano Crocetta: "Non si può spostare la statua del caro Sicuri, è un riferimento per qualunque parmigiano e chiunque sà dove sia collocata".Elena Vallara: "Spostarla al cimitero vorrebbe dire uccidere la memoria! ho un bimbo di cinque anni che mi chiede, ogni volta che passiamo di lì: "chi è?". Gabriele Picelli: Salvaguardiamo la nostra storia..giù le mani dal nostro Mat Sicuri". Maria Giovanna Agostini: "Mi associo volentieri al gruppo "salviamo la statua del Mat Sicuri", sarebbe veramente un grosso sgarbo rimuovere la statua dove si trova, fa parte della storia di Parma, della nostra storia, lo rivedo ancora oggi come allora,vivo, a girare per la città e tutti noi che lo guardavamo con simpatia". Marina Bruno: "Non sono di Parma, ma la mia mamma si.....adoro qs città. Quando ero piccola mia nonna mi parlava sempre del Mat Sicuri ". Insomma, andiamo a gonfie vele. Avanti così!

Avviso ai lettori

SOSPENSIONE
PER PROBLEMI TECNICI
(Blogger non carica le immagini)
PROBLEMA RISOLTO
CI SCUSIAMO
PER IL DISTURBO

Leo Nucci ha scritto a Pramzanblog

VI RINGRAZIO,
AMICI PARMIGIANI

Il grande baritono, che lunedì scorso aveva ricevuto in Comune la cittadinanza onoraria, a conferma della propria “parmigianità”, si è sentito in dovere di scrivere a Pramzanblog, il giornal-blog che è stato uno dei maggiori “sponsor” della sua onorificenza, per ringraziare tutti i parmigiani che gli vogliono bene - Uno straordinario gesto di affetto e di signorilità

Proprio non ce l’aspettavamo. Ieri, all’indirizzo di Pramzanblog, è arrivata una lettera che ci dà grande soddisfazione e che, anzi, ci inorgoglisce. L’ha scritta Leo Nucci, il grande baritono che lunedì scorso 22 marzo, nell’aula consiliare del Comune, aveva ricevuto la cittadinanza onoraria. Una lettera bellissima, rivolta agli “amici di Pramzanblog”, vale a dire a tutti coloro che in questo giornal-blog tutto pramzàn, soddisfano il loro spirito di pura parmigianità. Si è rivolto a loro estendendo il suo grato pensiero per l’onorificenza ricevuta a tutti i parmigiani, a tutti coloro che, nelle più svariate forme, l’hanno accolto come “vón di nostor”, dimostrandogli il loro caldo affetto. Già in Comune, a conclusione...........

domenica 28 marzo 2010

Cór crozè - L'opinione di Michelotti

J ÀN ZUGHÈ INSIMMA
A 'NA BLIZGARÓLA

CHIEVO - PARMA 0 - 0 Pareggio meritato da entrambe le squadre, mo j àn zughè insimma a 'na blizgaróla. Ragas che lavór... J éron sémpor cól cul par téra. Bojinov l'à cambiè il scärpi in camp, j ätor j én andè dal cibach int l'interval... Mo che lavór.... adésa j fan anca la tatica di tachètt...

Com'è andata in generale?

Partita abbastanza bella, soprattutto nel primo tempo. Due squadre vivaci, pimpanti. Nel secondo tempo le squadre invece erano un po' stanche. Int j ultom minud a paräva d'ésor a Baja Sardinia. I fävon la cura dal sól. Un zero a zero che non fa una grinza. Oh, asjón da goll gnan vun'na! Se a s' tira miga in porta a s' fa miga goll...

Mirante com'è andato?

Senza infamia e senza lode. Ha fatto il suo dovere.

La difesa?

Bravi tutti e tre, Zaccardo, Paci e Dellafiore, ma, in particolare, direi Zaccardo.
Il centrocampo?

Antonelli non mi è dispiaciuto, mo a m'è piazù bombén Morrone, l'é stè al pu bón.
L'attacco?

Guidolin ha dovuto sostituire Lanzafame dopa ch'l'à ciapè un sach äd canlädi. Acsì èmma visst in camp la copja B.B.

B.B.?

Sì, Biabiany, che mi a ciamm anca Ben Johnson parchè al pära 'na sajètta e Bojinov. Il bulgaro è in crescita, continua a migliorare.

Il migliore del Parma?

A l'ò zamò ditt: Morrone, al pu bón 'd tutti.

Il peggiore?

Nisón.

Un voto a Guidolin.

Sette, come per la partita col Milan. Anche se prima dell'incontro sembrava timoroso, come se volesse mettere le mani avanti. Ma ha impostato bene il match. A färla curta, a Verona l'é stè brav anca lu.

Pramzan45

(Si ringrazia Giuseppe Mezzadri per la supervisione delle parti dialettali)
TABELLINO:
CHIEVO - PARMA 0-0
CHIEVO: Sorrentino; Sardo, Morero, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Ariatti (Sbaffo al 47' del Pt); Bentivoglio (Frey dal 35' del St); Pellissier, De Paula (Granoche dal 17' del St). All. Di Carlo
PARMA: Mirante; Zaccardo, Paci, Dellafiore; Zenoni, Morrone, Antonelli, Galloppa (Jimenez dal 15' del St), Castellini; Lanzafame (Biabiany dal 15' del St), Bojinov. All. Guidolin

sabato 27 marzo 2010

Speciali Stagione Lirica - I protagonisti

TAMAR IVERI
"Il pubblico di Parma
mi faceva paura
ma adesso sono felice"
“Ero terrorizzata perché mi avevano detto che i parmigiani erano molto severi”, dice il soprano georgiano che ha debuttato al Teatro Regio in Simon Boccanegra "ma poi è andata bene, ho ricevuto molti applausi" - "Da bambina, in Georgia, cantavo 'O Sole mio" - "A 16 anni mio padre mi insegnò a cantare Casta Diva" - "Ileana Cotrubas ha subito creduto in me e mi ha dato lezioni a sue spese"
di PAOLO ZOPPI
Mettete un papà baritono di buona fama, una mamma insegnante di tedesco con trascorsi musicali e un nonno, basso, che cantava spesso le arie di Filippo II e del Mefistofele, è quasi un obbligo per la piccola di casa proseguire su queste orme. Quando alle pareti ci sono le fotografie di Leonard Warren, Tito Gobbi, Ettore Bastianini e sul giradischi si alternano centinaia di vinili da Cappuccilli a Merrill, da Caruso a Gigli, da Corelli a Björling e tutta quella schiera di cantanti che hanno impreziosito la stirpe canora, tutto diventa più facile. E allora, se c’è la passione e una bella voce tutto diventa più semplice, quasi obbligato. In questo clima, Tamar Javakishvili Iveri cresce e fin da piccolina, a sei, sette anni, gira per le case del quartiere a cantare le canzoni napoletane, Santa Lucia, ‘O sole mio guadagnandosi, oltre le simpatie dei vicini, dolcetti e caramelle e sgridate dalla mamma che la vorrebbe un po’ meno monella. Verso i 16 anni Tamar si innamora........

Uno dei "classici" della canzone parmigiana

PÄRMA VOLADÓRA
versione classica
e versione ruspante
Una delle canzoni parmigiane più famose è "Pärma voladóra", scritta da Nando Monica - Su Facebook in questi giorni circolano due versioni, quella classica, in italiano, incisa nel 1978 da Enri Rotelli e quella "ruspante", in dialetto, allegramente piccante, con un testo in pramzàn di Giorgio Capelli




Come già detto in passato, le vie di Facebook sono infinite. Così può succedere che nel giro di poche ore si trovino due versioni di una delle canzoni parmigiane più famose, Pärma voladóra, forse il più grande successo di Nando Monica. La prima, con il testo originale in italiano, incisa per la Rifi nel 1978 da Enri Rotelli (nome d'arte di Teresio Rotelli da Vigatto) proprio con l'accompagnamento della magica "fisa" di nando Monica. La seconda, in dialetto, scritta con un testo ruspante e allegramente piccante, da Giorgio Capelli, l'anima degli Snakes. La prima è un classico del liscio, con un testo molto semplice, anche un po' stucchevole, tipico delle canzoni italiane degli anni Cinquanta. La seconda invece, aiutata sicuramente dal dialetto, è una versione piena d'humor. Racconta la storia di una coppia di vecchietti, ospiti del Romanini, che sull'argine della Parma, a Mariano, scoprono due giovani "moròsi" che fanno l'amore e si scandalizzano, guardandoli con rassegnata invidia. Due "chicche", che Pramzanblog offre molto volentieri ai suoi lettori, con i link alle due versioni in musica e ai due testi. Buon divertimento.
(Nelle foto: 1) Nando Monica, l'autore della musica di "Pärma voladóra"; 2) La versione classica di Enri Rotelli e Nando Monica su Pramzanblog Tv; 3) La cover di "Na strabucäda d'ironia pramzàna", degli Snakes, con "Pärma voladóra" cantata da Capelli; 4) Giorgio Capelli)

venerdì 26 marzo 2010

Storia e Memoria - Per non dimenticare


Speciale Stagione Lirica - I protagonisti

FRANCESCO MELI
"Il mio amico Michele Pertusi
mi ha fatto scoprire
il prosciutto di Langhirano"
“Ho debuttato a 18 anni nella parte di Gastone, nella “Traviata”, ma tre anni dopo ero già Alfredo”, dice il cantante, accolto da ovazioni del pubblico dopo la sua superba esibizione nel “Simon Boccanegra” – “Sono stato un cantante rossiniano, ma ora penso di accantonare, almeno per un po’, quella linea di canto” - ”Canterò al Teatro Regio con mia moglie Serena Gamberoni nel “Werther”, ma i nostri repertori si stanno allontanando” – “Abbiamo due figli, Melissa e Giovanni Battista”
di PAOLO ZOPPI









I diciotto anni che solitamente costituiscono lo spartiacque tra l’ado-lescenza e l’età adulta, meritano da sempre un regalo significativo. Ebbene, Francesco Meli (il tenore, ormai molto amato dai parmigiani, che è stato premiato con ovazioni dal pubblico alla “prima” del Simon Boccanegra) il giorno del suo diciottesimo compleanno il regalo se lo è fatto da solo debuttando il ruolo di Gastone. Sì, proprio il Visconte di Letorieres che presenta Alfredo a Violetta. Tutto questo succedeva a Rivanazzano, una simpatica cittadina termale dell’Oltrepò pavese nel maggio del 1998. L’anno dopo però era già Rodolfo al Teatro Rosetum di Milano, lo storico centro culturale francescano milanese, vera fucina di talenti e nel 2000 in Romania, ancora Traviata, ma questa volta come protagonista principale. "Fu subito una scrittura dalla Romania?", gli chiedo incuriosito. "Fu del tutto inaspettato. Ero là per.......

giovedì 25 marzo 2010

Una nuova iniziativa di Pramzanblog

LA STATUA DI SICURI
"PROTETTA" SU FACEBOOK
Pramzanblog ha appena aperto sul celebre sito di social network un nuovo gruppo che intende raccogliere tutti i parmigiani contrari allo spostamento della statua di Enzo Sicuri da piazzale della Macina al cimitero
di ACHILLE MEZZADRI















Un gruppo su Facebook per difendere la permanenza della statua di Enzo Sicuri in piazzale della Macina. Sì, l'ho appena aperto (stanno già arrivando le primissime adesioni), perché nei giorni scorsi, mentre ero a Parma per la cittadinanza onoraria a Leo Nucci e per la "prima" del Simon Boccanegra al Regio, più d'una delle persone che ho incontrato mi ha sollecitato a fare qualcosa con Pramzanblog al fine di non mandare al cimitero la statua di Sicuri, come invece è stato deciso da tempo da una speciale commissione. Io ho sempre rispettato e rispetto le decisioni degli amministratori, quindi dell'assessore alla cultura Luca Sommi e dei membri della commissione che ha preso questa decisione, ma mi sembra anche giusto far notare a tutti che parecchi parmigiani sanno bene chi era Sicuri e che, a 22 anni di distanza dalla sua scomparsa lo ricordano ancora con affetto. Mi dicono: "al cimitero c'è già lui. La sua statua deve restare qui, nel centro di Parma, dove lui viveva e in particolare in piazzale della Macina che era un po' la sua "sede" ufficiale". Mi fa molto piacere naturalmente che Pramzanblog venga considerato da alcuni una specie di "portabandiera" della parmigianità. Naturalmente questa nuova iniziativa, volta a fare da "collettore" a difesa della statua di Sicuri, non cancella e non mette in secondo piano la nostra "battaglia", ancora più importante, per salvare la chiesa di San Francesco del Prato. Come tutti sapete, restaurare e riconsacrare l'ex carcere i Parma, per farlo tornare ad essere un gioiello dell'arte gotica che ci sarà inviato da tutto il mondo, non è facile. Gli ostacoli da superare sono tanti. Ma Pramzanblog ha pazienza, unita alla determinazione. Continua a lavorare, a tessere la tela, a cercare alleanze importanti. Intanto c'è il gruppo su Facebook, che ha 1237 membri, e non sono bruscolini... È un messaggio, un avvertimento, un'occasione per ricordare che a suo tempo furono anche depositate 35mila firme per salvare San Francesco del Prato. Insomma, la "battaglia" è tutta da perdere, ma anche... tutta da vincere. Dunque, San Francesco del Prato innanzitutto, però una piccola occhiatina anche a difesa della statua di Sicuri, forse non guasta...
FACCIAMO VEDERE CHI SIAMO: CARICATE SU FACEBOOK UNA VOSTRA FOTO ACCANTO ALLA STATUA
(Nelle foto: 1) La pagina del gruppo su Facebook; 2) foto di Vittorio Scioscia)

Oggi nella rubrica "State Allegri"

MAGDA OLIVERO
COMPIE CENT'ANNI
"Alla prima audizione mi dissero:
signorina cambi mestiere"
“Ho cent’anni ma non me li sento: ho tenuto il mio ultimo concerto due anni fa”, ha detto il grande soprano a Renzo Allegri che l’ha intervistata nella sua casa milanese - “Gli inizi della mia carriera furono disastrosi” - “Avevo lasciato il canto per la famiglia, ma tornai alle scene per accontentare Cilea, l’autore di Adriana Lecouvreur” - “La Callas, la Tebaldi e la Carteri non vedevano di buon occhio il mio ritorno” - “Il mio repertorio comprendeva 82 opere” - “Una delle più belle recite della mia vita è stata per un’opera di Gerardo Rusconi, il fratello dell’editore Edilio” - “L’incontro con Arturo Toscanini: uno dei più importanti della mia vita” – “Perché Maria Callas se la prese con me”
di RENZO ALLEGRI
Oggi, 25 marzo, Magda Olivero, una delle più celebri cantanti liriche di tutti i tempi, compie cent’anni. La incontro nella sua casa milanese, serena e felice. Mi dice: “Ringrazio Dio del tempo che mi ha dato e soprattutto della qualità del tempo che mi ha dato. Cento anni! Per la verità non me li sento. Certo, arrivare a questa età e poter avere una memoria perfetta, nessun problema inerente all’età che mi dia fastidio, è un grande dono di Dio. Il mio cervello funziona magnificamente, posso ricordare quando avevo tre anni e tutto il resto della mia vita. Dentro di me non sono cambiata. Il mio spirito è quello di quando avevo vent’anni”. Come artista, Magda Olivero è stata un vero fenomeno. Oltre a una voce stupenda, a una tecnica assoluta, a una musicalità raffinata, possedeva un’arte interpretativa somma. Varie volte, nel corso della sua carriera, le furono assegnati premi che in genere erano riservati ai grandi interpreti del teatro di prosa e del cinema. È certamente la cantante che ha avuto la carriera più lunga. Iniziò nel 1932, quindici anni prima della Callas e della Tebaldi, e quando queste due famose cantanti si sono ritirate, lei ha continuato a pieno ritmo, nei più importanti teatri del mondo. Si ritirò nel 1981, quando morì suo marito. Ma solo per gli impegni di intere opere. Ha continuato invece a tenere concerti. L’ultimo, due anni fa, a 98 anni. “Sono fortunata”, dice lei sorridendo. “Non avrei mai immaginato di poter fare una carriera così lunga e così intensa”. Siamo nel salotto del suo bell’appartamento milanese. Un salotto zeppo di........

mercoledì 24 marzo 2010

Cór crozè: l'opinione di Michelotti

BERLUSCONI,
GUARDA
COME GONGOLO

PARMA - MILAN 1-0 Berlusconi, a m'són miss a cantär: guarda come gongolo, guarda come gongolo... A gh'é mäl 'd goduria... Al patrón dal Milan al pól fär tutt il petisjón ch al 'n'à vója, mo èmma véns nojätor. A són chì ch'a 'n stagh pu int la péla. Al Milan stasìra gh’èmma fat balär al twist!

Com'è andata in generale?

Grande partita. Straordinario Parma. I nostri sono entrati in campo con grinta, volontà, determinazione. Volevano vincere e hanno vinto, anche se sul finire del match. Cuand l'à sgnè Bojinov a m' són voltè e a j'ò viss al platón, Galliani, ch'l'éra tutt sudè. Al gh'äva la tésta ch'la paräva lusträda col Sidol. Ragas, cme són contént... Stasera abbiamo raggiunto e superato la quota salvezza, ma soprattutto abbiamo giocato bene. Una grande soddisfazione per tutti noi che abbiamo un cór crozè.

Mirante com'è andato?

Bene. Ma poco impegnato. Al sät che chilór i n'àn fat gnan un tir in porta?

La difesa?

Eccezionale. Bravissimi tutti. Dei leoni. Paci, Lucarelli, Zaccardo, Zenoni... Par fortón'na ch'a 'n gh'éra miga Don Lurio - Castlén.

Il centrocampo?

Grande anche il centrocampo. Morrone, Galloppa, Valiani, Jimenez... Mo al sät che al Milan l'à mäi visst 'na bàla da chil pärti lì? A j èmma tót in méza.

L'attacco?

Bene, bene. Mo gh'é da dir che Biabiany l'é 'l solit. Al scärta finn il righi lateräli. Crespo bene, anche se non ha ancora raggiunto, secondo me, la forma ottimale. Verso la fine della partita però al gh'à piantè 'na canläda che la porta dal Milan l'é ancorra ‘drè a balär. Secónd mi a Galliani in coll momént lì a gh'é gnù la candéla al näz!

Il migliore del Parma?

Bojinov, Bojinov. L'é gnu dent’r in camp e l'à fa goll! e poi ha fatto anche due, tre begli inserimenti.

Il peggiore?

Nisón, stasìra. Tutti straordinari.

Un voto a Guidolin.

Un bel 7. Ha fatto i cambi giusti ha messo in campo una squadra con la mentalità vincente, 'na scuädra ch'la vräva vénsor. E l'à véns. Ragas, a són contént da mat!

Pramzan45

(Si ringrazia Giuseppe Mezzadri per la supervisione delle parti dialettali)
TABELLINO:
PARMA - MILAN 1-0
PARMA: Mirante; Zenoni, Paci, Zaccardo, Lucarelli; Valiani, Morrone, Galloppa; Jimenez (Antonelli dal 40' del St); Biabiany, Crespo (Bojinov dal 29' del St). All. Guidolin
MILAN: Abbiati; Zambrotta (Abate dal 14' del St), Thiago Silva, Favalli, Antonini; Gattuso (Huntelaar dal 29' del St), Pirlo, Flamini; Seedorf, Borriello (Inzaghi dal 20' del St); Ronaldinho. All. Leonardo
Marcatore: St: Bojinov al 45'

Speciale Stagione Lirica: Dopo la prima

UN “SIMON BOCCANEGRA”
SUPERBO
OVAZIONI PER MELI

La nuova edizione dell’opera verdiana, con un cast di assoluto valore mondiale, ha infiammato il Teatro Regio - Il protagonista, Leo Nucci, non ha lesinato emozioni - Grande prova di Francesco Meli: dizione perfetta, acuto cristallino – Tamar Iveri ha dato vita a un’Amelia appassionata – Roberto Scandiuzzi all’altezza della sua fama – Simone Piazzola: una bella sorpresa

Testo e foto di PAOLO ZOPPI
Un cast di assoluto valore mondiale non ha mandato deluse le attese per questo nuovo Simon Boccanegra che ritorna sul palcoscenico del Regio dopo l’edizione del 2004 che aveva visto Carlo Guelfi vestire il mantello dogale, con lo stesso Roberto Scandiuzzi nella parte di Fiesco e la coppia d’oro del melodramma italiano Daniela Dessì e Fabio Armiliato. Ieri sera protagonista era Leo Nucci, dal giorno prima pramzàn a tutti gli effetti dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria del Comune di Parma, il quale non ha lesinato emozioni e che il pubblico ha ripagato con entusiastici, sinceri e prolungati applausi. La voce pare non risentire del tempo che passa, certamente il mestiere lo soccorre non poco, ma gli acuti sono sicuri, il controllo dei fiati eccellente e soprattutto trasmette emozioni. Il suo “Nelle guaine i brandi” e l’invettiva a Paolo “E tu ripeti il giuro” sono stati da pelle d’oca e “Plebe, Patrizi, Popolo” una vera lezione di canto. Ovazioni per il Gabriele Adorno di Francesco Meli, sicuro, preciso, dizione perfetta, acuto cristallino, possiede soprattutto......
(Nella foto: Francesco Meli)

Echi della "prima" al Teatro Regio

LE FOTO DI MONTACCHINI
Il neo-pramzàn in loggione


Montacchini, un nome, una garanzia. Montacchini, lirica e foto, foto e lirica. Dal grande Alberto al grande Gianluca. Il primo attore e fotografo. Il secondo fotografo. Ma uniti da una passione in comune, il Regio. Il primo era di casa lì, il secondo è stato messo "in panchina". Ma continua a dare le sue "zampate da leone". Come ieri sera, quando era in prima linea, in loggione, per documentare l'abbraccio amorevole che i loggionisti, presente il sindaco Pietro Vignali, hanno voluto riservare al neo-pramzàn Leo Nucci. Nella foto in alto ecco Leo - Simon Boccanegra, con il premio ricevuto dai loggionisti, accanto al sindaco e alla moglie Adriana. I primi due a sinistra sono Aldo Maggi, della Corale Verdi e la consigliera di Parma Lirica Maria De Pietri. Nella foto in centro Nucci con Vignali e, qui sopra, un altro momento della cerimonia, mentre parla il presidente dell'Associazione Loggionisti, Maurizio Baldini.
(Fotografie by Gianluca Montacchini ©)

"Simon Boccanegra": le immagini

SERATA INDIMENTICABILE
IN UN COVO VERDIANO
Cronaca, corredata da immagini, di una "prima speciale" seguita dal palco 17 di quarta fila, quello della Corale Verdi, ma anche dallo storico retropalco, un vero e proprio "tempio nel tempio" - L'incontro di Leo Nucci con i loggionisti durante l'intervallo - Il palco dove nascono le magie delle luci - Il foyer e le signore delle Tv
di ACHILLE MEZZADRI
Una serata da non dimenticare anche per Pramzanblog. Ho seguito infatti il Simon Boccanegra dal palco (quarta fila, numero 17) della Corale Verdi, una delle più straordinarie e storiche anime musicali della città.
Occasione molto sfiziosa, non solo perché il palcoscenico è proprio di fronte e quindi si può seguire lo spettacolo nel migliore dei modi, ma perché mi ha dato la possibilità di entrare nel "tempio del tempio", il retropalco. Io conoscevo i retropalchi del Regio, da bambino. Ma me li ricordavo lunghi e stretti. Questo invece è una bella stanza, addirittura con una finestra che dà sulle scale. Una stanza con le pareti ricoperte di fotografie, di autografi, di locandine d'opera e, ovviamente, di ritratti di Verdi. Un "tempio nel tempio", così me l'ha definito il mio amico Claudio Mendogni, dove arrivano, filtrate, le note che arrivano dal palcoscenico e dal golfo mistico. Filtrate e mescolate a profumi di prosciutto, di coppa, di tortini salati, pasticcini e aromi che si sprigionano dal lambrusco Otello della premiata ditta Ceci. Un "tempio nel tempio" dove si consuma musica e parmigianità. Sì, come una volta. E non a caso il retropalco della Corale Verdi è un punto di riferimento per i melomani e per gli addetti ai lavori (lì per esempio ieri sera ha fatto una capatina anche Nicole Fouquè di Tv Parma). Ma seguire l'opera dal palco 17 della quarta fila vuol dire anche poter dare una sbirciatina al palco accanto e poter quindi far scoprire ai lettori di Pramzanblog da dove partono i magici giochi di luce che inondano il palcoscenico durante l'opera. E poi la quarta fila di palchi è a due passi dal loggione: basta una rampa di scale per arrivarci. Così, accompagnato da Mendogni, ho potuto assistere all'accoglienza trionfale che i loggionisti hanno riservato a Nucci, in abito di scena, durante l'intervallo. Non è mica di tutti i giorni, sapete, vedere un cantante che, a metà dell'opera, invece di riposarsi in camerino, va in loggione a trovare i loggionisti, accompagnato dal sindaco (Pietro Vignali) e ricevere un premio. Ma Nucci è fatto così. Solare, riconoscente, generoso. Non a caso l'abbiamo appena "fatto parmigiano". E così Leo, accompagnato dall'inseparabile Adriana, moglie dolcissima che ha lasciato una carriera strepitosa per fare la moglie, si è lasciato abbracciare (virtualmente) dalla folla di melomani, per la gioia di tutti, e di Pramzanblog che ha potuto immortalare la scena. Una serata preziosa, dunque, che mi ha consentito di documentare queste cose, ma anche di fare un salto nel foyer, a vedere la sfilata dei Vip, a seguire il lavoro delle "signore delle Tv", Ilaria Notari di Teleducato (che mi ha intervistato due volte, in diretta, prima dell'inizio dello spettacolo e subito dopo la fine), Francesca Strozzi e Nicole Fouquè di Tv Parma. A respirare insomma ancora una volta, dopo tantissimi anni, quell'atmosfera magica e straordinaria che mi ammaliava da bambino. E che mi stregò in un matinée di gennaio 1958 quando (non avevo ancora 13 anni) assistetti a un Simon Boccanegra con il grande Tito Gobbi, con direttore Oliviero De Fabritiis e regista il parmigiano Mario Lanfranchi...
(Nelle foto: 1) Poco prima dell'inizio del Simon Boccanegra;
2) Una scena dell'opera verdiana; 3) Claudio Mendogni nel retropalco della Corale Verdi; 4) Nando Sessa nel retropalco della Corale Verdi; 5) Il palco delle luci; 6) Leo Nucci, tra la moglie Adriana e il sindaco Pietro Vignali, con i loggionisti nell'intervallo dell'opera; 7) Francesca Strozzi di Tv Parma mentre intervista Marco Rosi; 8) Ilaria Notari di TeleDucato; 9) Nicole Fouquè di Tv Parma; 10) Eleganza nel foyer).
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