/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 16 febbraio 2010

“Ravizi” sarà presentato alla Fiaccadori

ANCHE PARMA ONORA
IL DIALETTO DI ENRICO IORI

Venerdì 19, alle ore 17, nella celebre libreria di via al Duomo, “passerella” parmigiana per il fondatore della compagnia dialettale “El Ravisi” e per il suo bel libro in vernacolo, ricco di poesie e racconti - Nuova presentazione il 27, al circolo Pro Parma - Pubblichiamo, dal libro, una delle poesie più toccanti, “La famìja”

di ACHILLE MEZZADRI
La questione l’abbiamo già posta il 23 dicembre scorso, quando, su Pramzanblog, parlammo per la prima volta di Ravizi, il bel libro in vernacolo di Enrico Iori, papà della compagnia dialettale “El Ravisi” e papà del celebre basso Enrico Giuseppe Iori. È dialetto parmigiano il vernacolo di Iori? È scritto in modo corretto o è “maccheronico”? I “puristi” del pramzàn, i fedelissimi “capacchiani” (devoti al “verbo” del mai dimenticato professor Guglielmo Capacchi, autore del Dizionario Italiano – parmigiano) sono per la seconda tesi. E non accettano che Iori, per esempio, scriva Nadèl invece di Nadäl, o “orméi” invece di “ormäi". Insomma, sono fautori della dieresi (e non solo) che è una delle caratteristiche peculiari del pramzàn doc. Iori, dalla sua, sostiene che, in tempi in cui il dialetto va a morire, non bisogna fare tanto gli schizzinosi e che, puro o impuro, il dialetto va difeso. A spada tratta. Chissenefrega, pensa, se mi vagh a magnèr piuttosto che a magnär? Pramzanblog, chiarisco subito, è....

1 commento:

Maganuco ha detto...

Difeso ma soprattutto parlato con amore ed orgoglio.