/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 19 febbraio 2010

STAGIONE LIRICA La "prima" del "Sogno

LE REAZIONI A CALDO:
"MA L'OPERA
È UN'ALTRA COSA"










Bene. Un successo. Anche se i melomani storcono un pochettino il naso, nonostante non si sia trattato di una sorpresa. Ottimo spettacolo, fanno capire, ma si fa un po' fatica a vederlo inserito nel cartellone di una stagione lirica. Questo in sintesi l'esito della seconda "prima" della stagione 2010 del Teatro Regio con Sogno di una notte di mezza estate (testo di William Shakespeare tradotto da Luca Fontana e musica di Felix Mendelsshon-Bartholdy) con Yuri Temirkanov come direttore e concertatore e Walter Le Moli come direttore teatrale. Tanti gli attori dell'Ensemble Fondazione Teatro Due, due le cantanti in scena, il soprano Elena Monti e il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, assieme al Coro femminile del Regio, diretto da Martino Faggiani. Come di consueto Pramzanblog ha raccolto a caldo le reazioni di "chi c'era": dal palcoscenico (la corista Loretta Liberato), dalla platea (il "nostro" Paolo Zoppi, /del quale lunedì pubblicheremo la critica dello spettacolo/ e Paolo Ampollini) e dai palchi Enzo Petrolini.
QUI PALCOSCENICO
Loretta Liberato, componente del Coro del Teatro Regio:
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In palcoscenico una serata indubbiamente tranquilla. Nessuna tensione particolare. Lo spettacolo è filato via liscio e alla fine ci sono stati anche calorosi applausi. Il pubblico ha sicuramente gradito, questo è uno spettacolo molto bello. Grande come sempre il direttore, Yuri Temirkanov, e molto bella la musica di Mendelssohn, compresa ovviamente la celebre "marcia nuziale". L'intervento delle nostro coro femminile, così come quello delle due solite, che erano assieme a noi, è stato abbastanza ridotto, ma, fortunatamente, apprezzato".
QUI PLATEA
Paolo Zoppi, "Falstaff" del Club dei 27
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Musica molto bella, recitazione molto buona degli attori di Teatro Due. Anche l'adattamento è gustoso. Forse c'è da dire che l'ultimo posto dove questo spettacolo deveva essere collocato era proprio all'interno di una stagione lirica. Si tratta però sicuramente di uno spettacolo gradevole, ed è stato apprezzato dal pubblico. Anche se non è né un'opera sinfonica, né prosa. Si tratta, insomma, di musiche di cena. Usava, in antichità. Ma uno spettacolo del genere era un gioco di Corte. Quello di stasera è stato un successo perché non poteva che essere diversamente: musica molto bella, eseguita bene. Uno spettacolo che poteva essere rappresentato al Teatro Due, all'Auditorium Paganini, anche al Regio, ma non inserito nel cartellone della stagione lirica" Alla fine applausi, un pochino di più che di cortesia.".
QUI PLATEA
Paolo Ampollini, presidente di Parma Lirica
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Una buona serata. Questo spettacolo va giudicato soprattutto come un avvenimento culturale di ottimo livello. Buona l'orchestra, grande maestro, bene l'allestimento. Ma noi del pubblico siamo abituati agli eventi della stagione lirica, e questo c'entra poco con una stagione. Ecco, la gente, anche se alla fine gli applausi non sono mancati, si lamentava un po' di questo. E non si sono potuti apprezzare nemmeno i due interventi, brevissimi, delle due soliste, Elena Monti e Anna Maria Chiuri, che erano mescolate al coro. ".
QUI PALCHI
Enzo Petrolini, Vicepresidente del Club dei 27 ("Un giorno di regno"):
"Lo spettacolo è andato bene, nessuno ha mai rumoreggiato, nemmeno in loggione. Tutto sommato un'esperienza culturale buona. Certo questo "Sogno" non è un'opera, ma questo si sapeva già. Bene l'orchestra e ben diretta. Si vede la "mano facile" di Temirkanov. Anche gli attori sono stati bravi. Quella di stasera la definirei una "parentesi" della stagione lirica, che in fondo non fa neanche male. E comunque è uno spettacolo che ha permesso agli organizzatori, in tempo di crisi, di aggiungere un titolo al cartellone, con spesa più ridotta. Come dire: si fa quel che si può. Un commentino anche sulla celebre "marcia nuziale": l'é sémpor béla".".

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