/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 12 febbraio 2010

Il mondo degli strajè: Gian Paolo Cremonesini

“VIVO IN FRIULI DA 40 ANNI
MA IL MIO CUORE
È RIMASTO A PARMA”

Nato nella nostra città pochi mesi prima dei bombardamenti del ’44, Cremonesini ha lasciato Parma a vent’anni, per cominciare una carriera in Olivetti, prima a Venezia e Mestre e poi a Pordenone, dove vive tuttora - In seguito è diventato un imprenditore di successo - “Prima di lasciare Parma ho avuto una bella amicizia con Tamara Baroni” - “Prima tifavo Juve, da quando sono strajè tifo solo i crociati” - “Di Parma mi piace tutto”

di ACHILLE MEZZADRI
Che cosa passa nel cuore e nell’anima di uno strajè che a vent’anni, o a venticinque, o comunque sotto i trenta, ha lasciato Parma in cerca di lavoro e di gloria e non vi è più tornato se non per brevi rimpatriate? Ve lo dico io che cosa passa, io che lo so bene. Passa che ci si sente “sradicati”, fin dal primo giorno e non importa quanti anni sono passati. Senza radici, senza Patria. E non è bello, credetemi, lo stato di apolide. Perché uno si rende conto poi, a 60, 65 anni, di aver sì fatto carriera, di aver sì fatto i soldi (si spera), di aver sì fatto un sacco di nuove conoscenze ed amicizie, ma che il cuore, checchè se ne voglia, è rimasto là, in via Nino Bixio come in borgo Montassù, in viale Zarotto come in via XX Marzo, ai Prati Bocchi (anche Franco Nero viene da lì) come in piazzale Inzani. Insomma, nel cuore la Patria resta quella lì: la Parma della tua infanzia, della tua adolescenza, dei tuoi primi amori. Ed anche a Gian Paolo Cremonesini, classe 1944, è successo quello che......

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