/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 18 gennaio 2010

Palazzo del Governatore: parla Stefano Spagnoli

I MIEI ANNI COL PALAZZO
“È stato ai tempi del mio assessorato che è nata l’dea di ristrutturare il Palazzo del Governatore”, dice Spagnoli, che è stato assessore alla cultura dal 1998 al 2004 – “Il Palazzo del Governatore sarebbe potuto diventare lo spazio del coordinamento del progetto culturale della città” – “Non è la prima volta che i parmigiani vedono i capolavori nascosti dello CSAC: nel 1999 organizzai la trilogia “Addio al Novecento” con l’Università che elaborò la seconda delle tre mostre, “Il rosso e il nero”, con un migliaio di opere”
di ACHILLE MEZZADRI
Stefano Spagnoli, pittore a tempo pieno, organizzatore di eventi, ideatore di una delle fiere di Parma che ha maggiore successo internazionale, Mercanteinfiera, non condivide l'attuale destina-zione del Palazzo del Governatore. Non gli va giù perché fu lui, quando era assessore alla cultura ai tempi della giunta Ubaldi, a seguirne l'evoluzione ed ora sostiene che il suo progetto ha perduto lo spirito iniziale. Sentiamolo.
In soldoni, che cosa intendeva fare, ai tempi, del Palazzo del Governatore?
È stato al tempo del mio assessorato, durante la giunta Ubaldi, che è nata l’idea, dopo la dismissione degli uffici comunali, di ristrutturare il Palazzo. Ecco, il Governatore, a nostro avviso, sarebbe dovuto diventare uno spazio polivalente attraverso il quale e nel quale fare cultura foto - cine - televisiva. Uno spazio nel quale, con mostre, laboratori, convegni, incontri con autori, discutere delle avanguardie storiche e contemporanee dello stile e del suo rapporto con l'ideologia e la tecnica. Il progetto conteneva già una trentina di idee per mostre e seminari di forte controtendenza, tese ad approfondire l'opera nella sue sinergie con la storia e la società e non a proporla come feticcio per "idioti da viaggio". L'intero palazzo era stato predisposto (lo è ancora?) per una cablatura perfetta.....

1 commento:

e.piovani ha detto...

sulla destinazione d'uso non mi pronuncio... E' il restauro in chiave moderna del palazzo che è inaccettabile, e non rispetta un luogo di Parma che ha quasi 1000 anni di storia. Se poi lo si vuole adattare forzatamente ad essere una galleria d'arte contemporanea ci si riesce...ma non credo che per Parma sia una conquista...anzi..è una ulteriore perdita.