/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 29 gennaio 2010

L'inaugurazione della stagione lirica al Regio

LE REAZIONI A CALDO:
IL PRIMO APPLAUSO
È ARRIVATO DOPO LO STRIP







Applausi, non ovazioni. Qualche mugugno, non fischi. Questo in sintesi l'esito della serata inaugurale della stagione lirica del Teatro Regio con l'opera verdiana Un giorno di regno diretta, con superba bravura, dal maestro Donato Renzetti e con un cast di giovani che ha fatto da corona a una "primadonna" di gran classe e bravura, Anna Caterina Antonacci (la marchesa Del Poggio). Alla fine dello spettacolo applausi anche per il tenore, Ivan Magrì (Edoardo di Sanval), incappato in una defaillance all'inizio del secondo atto. Accomunato da una soddisfazione generale complessiva, anche se senza entusiasmi, tutto il resto del cast, da Alessandra Marianelli (Giulietta di Kelbar) a Guido Loconsolo (il cavaliere di Belfiore), da Paolo Bordogna (il signor La Rocca) ad Andrea Porta (il barone di Kelbar), da Ricardo Mirabelli (il conte di Ivrea) a Seung Hwa Paek (Delmonte). Sempre sugli allori il coro, magistralmente diretto da Martino Faggiani, alto gradimento per la regia, le scene e i costumi di Pierluigi Pizzi, così come per la direzione d'orchestra di Donato Renzetti. Curioso comunque il fatto che il primo applauso del pubblico sia arrivato soltanto dopo lo "strip" della Antonacci. Come di consueto Pramzanblog ha raccolto a caldo le reazioni di "chi c'era": dal palcoscenico (Faggiani e Rinaldi), dai camerini (il "nostro" Paolo Zoppi, del quale domani pubblicheremo la critica dello spettacolo), dalla platea (la Notari e Ampollini), dai palchi (Petrolini) e dal loggione (Marcheselli).
QUI PALCOSCENICO
Martino Faggiani, direttore del Coro del Teatro Regio
"Una serata tutto sommato positiva. Un bellissimo spettacolo, molto ben diretto da Renzetti, con dei giovani che hanno fatto la loro parte. Molto bene Anna Caterina Antonacci. Il dissenso per il tenore? Va detto che è arrivato dopo un'aria molto faticosa, molto difficile. Forse hanno giocato anche po' l'inesperienza, l'emozione. Ma si tratta, in questi casi, di lievi "scricchiolii" che possono succedere. Direi che in generale, insomma, è andata bene".
QUI PALCOSCENICO
Andrea Rinaldi, componente del Coro del Teatro Regio e presidente della Corale Verdi:
"
Innanzitutto vorrei dire che mi è dispiaciuta la contestazione a Magrì, il tenore. Non bisogna sempre prendersela con i giovani. Particolarmente in questo momento di crisi dei teatri. Se non diamo una mano ai giovani cantanti, anche nei momenti in cui non cantano alla perfezione, la lirica muore. Bisogna, invece di contestarli sempre, incoraggiarli. E poi un plauso al nostro collega, Seung Hwa Paek, componente del Coro del Teatro Regio e della Corale Verdi, che questa sera ha debuttato come solista al Regio. Una particina, d'accordo, ma è importante. La Antonacci? Grande artista, vera trascinatrice dello spettacolo. E gran bella donna: il suo strip, che ha suscitato un po' di fermento dietro le quinte, ha rivelato un filino di cellulite che 12 anni fa non c'era, ma che non ha abbassato l'indice di gradimento. Con il fisico che si ritrova avrebbe potuto osare anche un tantino di più. Comunque, strip a parte, bravissima davvero. Il maestro Renzetti è stato grande, come sempre. Con la sua calma, la sua straordinaria esperienza, riesce sempre a sistemare ogni situazione. Molti applausi per Pizzi e anche per il Coro, che certamente ha figurato bene, anche se non starebbe a me dirlo".
QUI CAMERINI
Paolo Zoppi, "Falstaff" del Club dei 27
"
Sì, in un paio di circostanze c'è stato un po' di dissenso nei confronti del tenore, ma bisogna dire subito che Edoardo di Sanval è una parte impervia per il tenore. Ci sono note molto alte che poi Verdi non ha più scritto. Che dire di Anna Caterina Antonacci? Che anche stasera si è confermata una vera regina della scena. È una donna di grande classe e bravura. E Paolo Bordogna è riuscito a dare un risvolto "buffo" a quest'opera che in realtà buffa sarebbe poco. Sono stati anche molto applauditi i due duetti dei due bassi. Subito dopo lo spettacolo sono entrato nei camerini degli artisti dove regnava un clima disteso, di soddisfazione. Per lo meno per quanto riguarda la Antonacci, Bordogna, la Marianelli, Loconsolo. Un pochino amareggiato, invece, Ivan Magrì, il tenore, per il mugugno che si è sentito (non fischi) all'inizio del secondo atto, per altro in un passaggio dell'opera particolarmente difficile. Comunque, va, si può dire che in generale l'opera è andata bene: prova superata".
QUI PLATEA
Ilaria Notari, inviata di Teleducato:
"
Io credo che Un giorno di regno sia un'opera adatta proprio per essere interpretata dai giovani. Non dimentichiamo che anche l'Antonacci, quando l'interpretò 13 anni fa, aveva 36 anni... Ora Anna Caterina è una grande diva, mi piace da matti. E in quel ruolo è perfetta. Ha un modo straordinario di essere "intrigante" nonostante le primavere vadano avanti... E poi una grande regia di Pizzi, che adoro. Anche perché ci ha fatto gustare la nostra Parma, con il Petitot, con il parmigiano, con il prosciutto... La regia di Pizzi provoca un piccolo orgasmo di felicità per noi parmigiani, che vediamo riflessa la nostra peculiarità, la nostra energia positiva.... Che dire poi del coro? Semplicemente straordinario insieme con l'orchestra, in una partitura così veloce... Su Alessandra Marianelli (Giulietta di Kelbar) direi che ci ha abituato a grandi cose e stasera mi è sembrata che avesse un pochettino di paura. Ma ha solo 24 anni. Magrì? Be', il tenore in effetti ha avuto un momeno di defaillance, ha steccato. Non è che si può passare sempre tutto, via... Comunque mi è piaciuto l'atteggiamento del pubblico, che non ha infierito e che alla fine ha applaudito anche lui. Molto bravo Bordogna. Straordinari i costumi di Pizzi. Mi viene da dire che in quest'opera, dove non è arrivato Verdi, ci è arrivato Pizzi. Lo strip dell'Antonacci? Gradito dal pubblico, al punto che, e qui è sorprendente, il primo applauso è arrivato dopo lo strip".
QUI PLATEA
Paolo Ampollini, presidente di Parma Lirica
"Uno spettacolo piacevole a vedere, anche se il cast, a mio avviso, Antonacci a parte, era un tantino modesto. Il tenore, Magrì, ha un po' deluso, anche se non è stato fischiato. Forse non era in serata. Comunque, nel complesso, uno spettacolo dignitoso, che si vede volentieri. Renzetti è un grande maestro, bene il coro diretto da Faggiani, sempre all'altezza della situazione. Insomma, non c'è stato un trionfo, ma l'opera è filata via liscia. Anna Caterina Antonacci la migliore, mi è piaciuto Bordogna
".
QUI PALCHI
Enzo Petrolini, Vicepresidente del Club dei 27 ("Un giorno di regno"):
"Non potevo mancare a quest'opera che è la "mia" opera, quella che io rappresento nel Club dei 27.... Comunque il tenore, poverino, è andato in cimbali. Ha cominciato a vacillare nell'aria iniziale del secondo atto ed è partito... per altri lidi. Insomma, è andato in tilt. Al gh'è restè déntor, come si dice da noi. Comunque alla fine hanno applaudito anche lui. A 23 anni può succedere una cosa così. Per il resto, bello spettacolo, un allestimento stupendo, bello, delicato, che non suscita mai fastidio. Un'Antonacci superlativa, bene anche Bordogna. Molto bene i due bassi, in particolare Loconsolo. Il direttore d'orchestra, Donato Renzetti, è un signor direttore e non l'abbiamo scoperto stasera. Lo strip dell'Antonacci? Sempre bello da vedere ".
QUI LOGGIONE
Tiziano Marcheselli, giornalista, autore della rubrica "Lassù in loggione" della "Gazzetta di Parma"
"Serata discreta.
Alla fine ci sono stati applausi per tutti, ma l'opera non vale niente. Ha sollevato qualche commento, ovviamente, lo strip di Anna Caterina Antonacci. Qualcuno ha detto: "Dopo 13 anni l'è caläda la vóza mo l'è carsuda la cellulite". Comunque tutti hanno convenuto che è sempre una bella donna e, ancor più, un'ottima cantante. Dissensi per il tenore, Magrì, che qualcuno ha ribattezzato
vóza 'd pégra". C'è anche chi ha avuto da dire per Loconsolo, il "finto Stanislao. E coll al sarìss il finto Stanislao? No, coll lì l'è un fäls cantànt".

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