/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 21 gennaio 2010

Le interviste di Pramzanblog: Gino Ferretti

“SAN FRANCESCO DEL PRATO
NON TORNERÀ CHIESA,
A MENO CHE
CAMBI LA LEGGE…”
Abbiamo incontrato il Rettore, che guida l’Ateneo parmense da dieci anni - “Parma, per quanto riguarda l’Università, partì con il piede sbagliato, perché ebbe due antipapi” – “I tagli di bilancio ci hanno messo in difficoltà e qualche facoltà, non solo scienze politiche, è a rischio” - Non abbiamo ancora cominciato, ma il “numero chiuso” si avvicina - Non è vero, come sostiene il Ministero, che il nostro Ateneo non merita di stare tra i “virtuosi” - “San Francesco del Prato, che abbiamo in concessione d’uso dal Demanio, non sarà riconsacrata, perché andremmo contro la legge” - “Per l’Orto Botanico la vicenda è chiusa: c’è una convenzione che ufficializzerà l’intervento degli Amici dell’Orto” - “La mia firma è solo un atto dovuto” - “Nel 2011 lascerò: tornerò a fare il professore”

di ACHILLE MEZZADRI
La faccia è quella giusta, da emiliano. La parlata è quella giusta, quasi da bolognese, nonostante sia reggiano e svolga il suo impegno professionale a Parma da vent’anni. Insomma, l’ingegner professor Gino Ferretti, da dieci anni Magnifico Rettore del nostro Ateneo, è uno di noi. Ama la buona tavola, va all’opera, conosce il dialetto, si lascia fermare per strada dalla gente. E non va in bicicletta soltanto perché ha qualche problemino a una rotula. Un parmigiano – reggiano alla guida, e con onore, di una delle più antiche e gloriose università d’Italia, anche se il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca guidato da Mariastella Gelmini l’ha messa, per criteri di valutazione molto criticabili, tra gli Atenei meno “virtuosi”, poi vedremo perché. Ma il Rettore Ferretti non è uomo che si lascia mettere i piedi sulla testa e...

1 commento:

e.piovani ha detto...

prima di tutto, un grandissimo grazie a Mezzadri per avere preso a cuore il caso di San Francesco del Prato.
Poi mi vengono in mente alcune riflessioni, che anche se da un punto di vista legale non sono un esperto, comunque mi sorgono spontanee.
Ad esempio, se come sembra leggendo l'intervista (e come è logico pensare) all'Università non interessa piu' di tanto la chiesa, perchè non comunica una sorta di "rinuncia" al demanio?
Sapendo che i frati, vogliono occuparsene e sono pronti in tutto e per tutto per restaurarla, la logica porterebbe a pensare che la chiesa a quel punto verrebbe affidata a loro. Nulla vieta al demanio di tenere in proprietà la chiesa pur facendola riconsacrare e affidandola ai frati. Ad esempio la chiesa di San Vitale in via della Repubblica, è proprietà del comune, ma tutt'ora consacrata ed officiata.
Inoltre nel 2001 quando la chiesa era stata ceduta ai frati, solo il ricorso al tar di un singolo professore aveva annullato il tutto.. Ciò vuol dire che comunque, nel caso non ci fossero ricorsi, la cessione ai frati non sarebbe poi cosa impossibile, e che comunque un modo ci deve essere se già all'epoca era avvenuta.
In altre parole, sappiamo che i frati hanno il progetto approvato, i finanziamenti e la volontà di occuparsi di San Francesco del Prato, e sappiamo anche che per la città, se ciò accadesse, sarebbe un qualcosa di magnifico, e noi tutti scopriremmo di avere un gioiello che fin'ora è stato nascosto e dimenticato.
Il buon senso ci dice che questo è quello che deve accadere, e che un modo per far si che avvenga deve esistere, anche da un punto di vista legale. Se c'è la volontà (e sappiamo che da farte dei frati e dell'intera città c'è), allora il modo si puo' e si deve trovare.
Confidiamo in lei, Mezzadri per far si che la situazione si sblocchi, e aspettiamo lo scoop di quando questo avverrà!