/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 20 gennaio 2010

Il fenomeno della nebbia gelata

GALABRUSA O GALABRÙZZA?
In questi giorni si è notato anche a Parma il fenomeno della galaverna, che i parmigiani chiamano "galabrusa" - Nei vocabolari, però, viene definita "galabrùzza" - Chi ha ragione?
D'accordo, non è un argomento da non dormirci la notte. Ma a Pramzanblog, i lettori lo sanno bene, piace approfondire, così, di fronte al fenomeno tipicamente invernale della nebbia che scende ghiacciata e sembra neve ma non la è, vale a dire la "galaverna" (ma anche "calaverna"), ha scoperto che i parmigiani la chiamano "galabrusa". Così è andato a guardare sui nostri vocabolari e ha scoperto che, sia l'antico Malaspina, sia il moderno Capacchi, definiscono invece la galaverna come "galabrùzza". Termine confermato anche dall'amico Giuseppe Mezzadri, uno dei nostri preziosi consulenti dialettali (oltre a Enrico Maletti, al princip dal djalètt).
(Nelle foto: 1) La "galabrùzza"; 2) la voce "galabrùzza" nel vocabolario parmigiano - italiano del Malaspina)

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