O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 5 novembre 2009

Un nuovo libro di Antonio Battei

VERDI, CHE BUONGUSTAIO
Oggi, alle 17, alla Casa della musica, in piazzale San Francesco, sarà presentato un libro "appetitoso" dell'editore parmigiano sul Cigno di Busseto: "A tavola con Giuseppe Verdi - Buon appetito maestro" - Dialogano con l'autore l'assessore alla cultura, Luca Sommi, il giornalista Egidio Bandini e il presidente della Corale Verdi, Andrea Rinaldi
Nell’autunno 1884 Giuseppe Giacosa, il famoso commediografo e librettista, scrisse, dopo essere stato a trovare Giuseppe Verdi nella sua villa di Sant’Agata in compagnia di Arrigo Boito (con il quale il Maestro stava elaborando Otello): “Il Verdi non è goloso, ma raffinato: la sua tavola è veramente amichevole, cioè magnifica e sapiente: la cucina di Sant’Agata meriterebbe l’onoe delle scene, tanto è pittoresca nella sua grandezza e varia nel suo aspetto di officina d’alta alchimia pantagruelica. Non c’è pericolo che per indisposizione del cuoco il pranzo abbia a scapitare. A Sant’Agata, oltre il titolare, sono cuochi emeriti, il giardiniere, il cocchiere ed una domestica, sicché: uno avulso non deficit alter. E notate che tutto questo apparato è essenzialmente ospitale. Il Verdi non è gran mangiatore, né di difficile contentatura. Sta bene a tavola come tutti gli uomini sani, savi e sobri, ma ....
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE -: 1) La copertina del libro "A tavola con Giuseppe Verdi - Buon appetito Maestro", di Antonio Battei; 2) L'editore - scrittore Antonio Battei; 3) La cucina di Villa Verdi a Sant'Agata)

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