O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 4 novembre 2009

Dopo la pubblicazione della "lettera aperta"

IL SOVRINTENDENTE MELI
RISPONDE A PRAMZANBLOG

"La prossima stagione", ha scritto "è l'insieme di progetti che si fanno da novembre 2009 a ottobre 2010










Che il maestro Mauro Meli, sovrintendente del Teatro Regio, fosse, in quanto sardo, uomo d'onore, Pramzanblog non aveva dubbi. E infatti, dopo aver letto la "lettera aperta" a lui rivolta, che è stata pubblicata ieri nel nostro Editorialino: parliamoci chiaro, e nella quale ci scusavamo con i lettori per aver travisato, nell'intervista con Meli, i titoli della prossima stagione lirica, il sovrintendente ha provveduto subito a inviarci una e-mail, per chiarire i termini della questione e spiegare che si è trattato di un malinteso. Lo ringraziamo della sollecitudine e anche dell'apprezzamento che dimostra nei confronti dell'inventore di Pramzanblog. Ecco la lettera che ci ha inviato:
"Caro Dottor Mezzadri, ho letto la sua lettera aperta. Sinceramente per me la “prossima stagione” è e sarà sempre, teatralmente parlando, la prossima stagione e cioè, in questo caso, l’insieme di progetti che si fanno da novembre 2009 a ottobre 2010. Mi creda, non volevo farla cadere in un errore, semplicemente non ci ho pensato. È proprio vero, lei conosce i sardi e ne ha messo in evidenza le caratteristiche in cui più mi riconosco. Apprezzo le persone di talento e quelle che hanno una passione vera; la sua per il giornalismo, per la notizia, è evidentissima. Ho avuto piacere di incontrarla e a parlare con lei, e spero di poter parlare ancora con lei di musica, di teatro e - perché no - anche di altro. Ricorderò con quanta energia si interessa al trovare notizie e - per quanto mi sarà possibile, considerato l’amore che ho per il mio lavoro e il piacere che mi da confrontarmi con chi mi è vicino - cercherò di evitarle malintesi. Con stima. Mauro Meli"
(Nella foto: Il maestro Mauro Meli con Achille Mezzadri)

4 commenti:

Maganuco ha detto...

Beh, io sono parmigiano ed ho sempre rispettato l'onore e la mia parola. Dei sardi e della Sardegna invece ricordo molte barzellette e/o vignette su pastori e pecore e soprattutto un sacco di cartelli stradali traforati in modo impietoso, barbaro ed incivile (ed oneroso per i costi di ripristino) da colpi di lupara a pallettoni.

Anonimo ha detto...

E no Maganuco stavolta l'hai fatta fuori dal vaso! Io sono Parmigiano ed orgoglioso delle mie origini, ma ho avuto anche la fortuna di vivere 6 anni in Sardegna, terra ed abitanti meravigliosi! La tua affermazione è quantomeno ingenerosa e superficiale. Se non conosci quella realtà è meglio che eviti commenti! Senza rancore.
Angelo

Maganuco ha detto...

Ho premesso quel "che ricordo" per le poche volte che l'ho vissuta e frequentato di certa gente. Di certo poi io non sono depositario di nessuna verità ma solo di personalissime opinioni. E quel che ho scritto penso trovi conferma anche in altre sedi (non per ultima, quella stradale).

Maganuco ha detto...

“Getta le armi e mettiti a terra”. Un arresto in stile americano, come se ne vedono pochi a Parma. Ma decisamente giustificato: il soggetto passeggiava in via Trento a mezzanotte con un fucile da caccia in mano, tre pistole in una borsa, centinaia di munizioni e un coltello a serramanico. Una pattuglia di carabinieri lo ha fermato all’altezza dell’incrocio con via Venezia, nella notte tra domenica e lunedì. L’uomo non ha opposto alcuna resistenza all’arresto. I militari si sono immediatamente accorti che aveva il volto tumefatto e in caserma lo hanno fatto visitare da un medico di guardia. Lui ha spiegato di avere avuto una lite con alcuni extracomunitari per questioni di droga. Ha dichiarato di aver acquistato il suo piccolo arsenale per 200 euro da un tizio che non era in grado di rintracciare. Oltre al fucile Beretta calibro 20 che teneva in mano, in una borsa aveva una pistola semiautomatica calibro 8.8, una pistola a tamburo calibro 7,75,un’automatica Walter calibro 22 con 50 cartucce, 116 proiettili calibro 38 e un coltello a serramanico del tipo proibito. Tutte le armi erano regolarmente immatricolate e sono risultate di proprietà di un parmigiano che non si era accorto di avere subito un furto proprio quella sera. I ladri gli avrebbero trafugato soltanto le armi. L’arrestato , è un sardo di 39 anni, pregiudicato , per piccoli reati legati allo spaccio di droga. E’ stato condotto in carcere con l’accusa di porto illegale di armi e ricettazione. (m.c.p.)