/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 30 settembre 2009

Sette mete: qui ne vedete cinque

FOTOCRONACA DEL DERBY
Dalla diretta di Rai Sport + cinque delle sette mete di Gran Parma - Rugby Parma, più un tentativo di trasformazione fallita da Irving












Nelle foto, dall'alto:
1) La meta di Dunbar (G) al 3' del Pt
2) La meta di Iannone (RP) al 26' del Pt
3) La trasformazione fallita da Irving (RP) al 33' dopo la meta di Vallejos
4) La meta di Vosawai (RP) al 12' del St
5) La meta di Manici (G) al 18' del St
6) La meta di Ireland (RP) al 25' del St

Speciale Festival Verdi - le opere

DOPO LA PRIMA DE "I DUE FOSCARI"
VERDI SCRISSE A UN AMICO
"L'OPERA HA FATTO MEZZO FIASCO"
Oggi c'è stata l'applaudita prova generale della prima opera del "Festival Verdi", che andrà in scena al Teatro Regio (con Leo Nucci) dopo l'inaugurazione di domani in Duomo con "Messa da requiem" - Fu rappresentata la prima volta il 3 novembre 1844 al Teatro Argentina di Roma e fu un successo, ma non completo - Verdi non fu contento - La trama - Le reazioni a caldo dopo la prova di oggi
Allora si parte davvero. Tutto è pronto per la Messa da requiem di domani in Duomo, con la direzione di Lorin Maazel (e con interpreti con Svetla Vassileva, Daniela Barcellona, Francesco Meli e Alexander Vinogradov), ma ovviamente è già tutto pronto per l'esordio al Regio, con "I due Foscari" (con Leo Nucci, Roberto de Biasio, il parmigiano Roberto Tagliavini e Tatiana Serjan) di cui oggi c'è stata la prova generale.
SESTA OPERA DI VERDI - L'opera fu commissionata a Verdi dall'impresario fiorentino Alessandro Lanari nel 1844, per essere destinata al Teatro Argentina di Roma. Francesco Maria Piave trasse il libretto dal poema drammatico di Lord Byron The Two Foscari, del 1821. Verdi, che in quel periodo non godeva perfetta salute, passò l'estate a Busseto e poi si trasferì a Roma a settembre. La prima andò in scena all'Argentina il 3 novembre 1844. I primi interpreti furono il baritono Achille De Bassini (Francesco Foscari), il tenore Giacomo Roppa (Jacopo Foscari), il soprano Marianna Barbieri Nini (Lucrezia Contarini) e il basso Baldassarre Miri (Jacopo Loredano). Uficialmente fu un successo, perché alla fine dell'opera ci furono sette chiamate, però ci furono dissensi per il prezzo dei biglietti, aumentato a dismisura. E Verdi non fu contento. Tanto che scrisse a Luigi Toccagni, un amico giornalista di Milano: "Se i Foscari non sono del tutto caduti poco è mancato. Sia poi perché i cantanti hanno stonato assai, sia perché l'esigenze erano troppo spinte... Il fatto si è che l'opera ha fatto mezzo fiasco".
LA TRAMA DELL'OPERA

Primo atto Nel palazzo Ducale di Venezia si riuniscono i membri della Giunta e del Consiglio dei Dieci, per decidere se confermare o meno l’esilio di Jacopo Foscari (Roberto De Biasio), il figlio del doge Francesco (Leo Nucci) rientrato nella città veneta e qui arrestato. Questi è incolpato del duplice omicidio di due parenti di Jacopo Loredano (Roberto Tagliavini), suo principale accusatore. Jacopo Foscari, tratto dalle carceri, attende di esser portato davanti al Consiglio. Sua moglie, Lucrezia Contarini (Tatiana Serjan), difende l’innocenza del marito, ma quando apprende che gli è stato comminato un nuovo esilio, dà sfogo al suo sdegno contro i nobili veneziani. I senatori uscendo dal Consiglio invece inneggiano alla giustizia veneziana, che sa anche condannare il figlio di un Doge. Quest’ultimo rimasto solo e disperato piange la condizione del figlio. Sopraggiunge la nuora Lucrezia e lo supplica di far annullare la sentenza; ma il Doge risponde che una lettera scritta da Jacopo pare accusarlo e nulla può più fermare la legge veneziana.

Secondo atto Richiuso nel carcere Jacopo Foscari vede in un momento di delirio il fantasma del Conte di Carmagnola, che pare accusarlo perché il padre lo aveva condannato a morte. Colpito dal cattivo presagio, Jacopo Foscari sviene. Sopraggiunge Lucrezia per riferirgli del nuovo esilio e poi il padre; avvolti da una grande commozione essi pregano e sperano di potersi ricongiungere in futuro. Infine Jacopo Foscari viene condotto davanti al Consiglio che gli ordina di partire per l’esilio a Creta, senza né moglie né figli.

Terzo atto Mentre San Marco si riempe di persone in festa per la prossima regata, Jacopo e Lucrezia si salutano e l’esiliato parte, brutalmente allontanato dai suoi cari da Loredano. Il Doge solo e afflitto piange la scomparsa dei suoi tre figli e ora l’abbandono del quarto. Sopraggiunge il Barbarigo che reca una confessione scritta da un reo che si accusa degli omicidi addebitati al figlio. Mentre il Doge esulta per la prova d’innocenza, sopraggiunge Lucrezia portando la notizia della morte di Jacopo, morto di crepacuore. Compaiono infine i membri del Consiglio che chiedono al Doge di rinunciare alla carica. Offeso e ferito egli depone le insegne ed esce accompagnato da Lucrezia. Mentre si allontana sente le campane di San Marco che annunciano già il nuovo Doge e muore anch'egli.

LA PROVA GENERALE DI OGGI
(intervista al critico Paolo Zoppi)
Subito dopo la prova generale de "I due Foscari" al Teatro Regio abbiamo chiesto un'impressione a caldo al nostro critico musicale Paolo Zoppi.
Già tutto a posto o necessita ancora di qualche "messa a punto"?
Per mia abitudine un giudizio critico esatto mi piace darlo dopo la "prima" e non dopo una prova generale. Sì, forse c'è ancora qualcosina da mettere a punto, ma l'opera è "decollata", l'à fat gnìr zò al teàtor. Alla fine grandi applausi.
Leo Nucci, vale a dire il Doge Francesco Foscari?
È partito con cautela e ha poi trascinato il pubblico con l'aria finale Questa dunque è l'iniqua mercede. All'altezza della sua fama.
E il tenore, Roberto De Biasio, nella parte di Jacopo Foscari?
Si è sentito qualche mini-brusio, non è un buon segno. Potrebbe avere qualche problemino alla "prima". Speriamo di no.
Il soprano Tatiana Serjan, nella parte di Lucrezia Contarini?
Una bella tecnica, una bella voce, forse eccede un pochino, ha un vibrato un tantino insistente.
E il parmigiano Roberto Tagliavini, cioè Jacopo Loredano?
La parte è un po' ridotta, comunque Roberto ha una bella voce rotonda, che piace. Ha fatto bella figura.
Il coro diretto da Martino Faggiani?
Un nuovo grande e meritato successo. Il coro, come sempre ottimamente diretto da Faggiani, ha fatto anche da prezioso supporto ai cantanti. Bene, molto bene.
La direzione d'orchestra di Donato Renzetti?
Ottima, è piaciuta. Così come la suggestiva regia di Joseph Franconi Lee e le scene e i costumi di William Orlandi. Insomma, confermo: l'opera è "decollata", Grande attesa per la prima di dopodomani.
(Nelle foto: 1) Leo Nucci in una messa in scena de "I due Foscari"; 29 Giuseppe Verdi ai tempi de "I due Foscari"; 3) Il Teatro Argentina di Roma nell'ottocento; 4) Paolo Zoppi)

martedì 29 settembre 2009

L'àngol dla poezìa

BRUNO CAMPANINI
Téra 'd Pärma
Cominciamo a pubblicare alcune delle più belle poesie parmigiane, tratte in buona parte dalla collana "Musa dialettale parmense" di Battei
TÉRA 'D PÄRMA
Tera bendètta at s'ì dla genta mia,
génta d'na stìrpa fòrta e generóza,
alma gentila ch'à savu där vóza
a la passión pu béla ch'a se' gh sìa.
Tera ch'a squìlla in cór continuamént
con la campana d'i ricòrd pu cär,
cuanda davanti a j òcc vedd a passär
un campanil, na piassa, un monumént,
una disteza äd prè sensa confén
e la dolcèssa chieta dill colén'ni,
e tant paez e tanti ceziolén'ni
ch'a scolta i girotondo di putén.
Téra sicura 'd pan par la so génta
vestida d'umilté, mo sémpor siòra,
la nobiltè dla génta ch'a lavóra
e la richèssa ch'dà la bón'na sménta.
Téra indo' son nassu, indo' spér 'd morìr
cuanda sarà la sìra dal me dì
par ripozär e restär sémpor chì..
cme fója ch' sérca téra par dormir.
NOTA: Non sono state apportate correzioni ortografiche alla versione pubblicata da Battei nella raccolta "Gòssi e gran", edizione 2005

lunedì 28 settembre 2009

I "primi fuochi" del Festival Verdi

STASERA A BUSSETO
PARTE LA "MESSA"
Prova aperta della "Messa da Requiem" nella Collegiata di San Bartolomeo, a Busseto - Sul podio Lorin Maazel, che sostituisce il direttore artistico del Regio, Yuri Temirkanov, improvvisamente indisposto - Un grande cast di artisti














Manca poco ai "primi fuochi" del Festival Verdi 2009. Tra poche ore infatti (ore 20,30) prova generale "aperta" a Busseto, nella Collegiata di San Bartolomeo. Fino a pochi giorni fa si era tutti convinti (coma da programma del festival) che a dirigere fosse il direttore musicale del Regio, il settantenne russo di origine circassa Yuri Temirkanov. Invece sul podio ci sarà il maestro Lorin Maazel, uno dei più grandi nomi della musica, che sarà al suo esordio come direttore dell'Orchestra del Teatro Regio. Temirkanov, infatti, pochi giorni fa, ha dato improvvisamente forfait. Per fortuna che Maazel era disponibile... Grande il cast dei cantanti: Svetla Vassileva, giovane cantante ma vecchia conoscenza del Regio, Daniela Barcellona, Francesco Meli e Alexander Vinogradov. Musica maestro. Che il Festival si appresti a cominciare...
(Nelle foto, dall'alto: 1) Lorin Maazel; 2) Yuri Temirkanov)

Si avvicina l'apertura del Festival Verdi

CLAUDIO SGURA: CHE EMOZIONE
DEBUTTARE AL TEATRO REGIO
Scopriamo chi è il giovane baritono brindisino che si alternerà con Leo Nucci nei "Due Foscari" - Paolo Zoppi lo ha intervistato per la nostra rubrica "Su il sipario", che pubblichiamo oggi
Tutti gli appassionati parmigiani di lirica, e non solo, sanno bene chi è Leo Nucci, ma non hanno ancora ascoltato dal vivo, in un'opera al Regio, il baritono brindisino Claudio Sgura. Potranno però coprire questa lacuna molto presto, perché Sgura debutterà nel nostro Teatro nell'imminente Festival Verdi, alternandosi proprio con Nucci ne I due Foscari. Canterà l'11 e il 13 ottobre. Paolo Zoppi lo ha intervistato per la rubrica "Su il sipario". Una bella intervista, nella quale Sgura parla della sua carriera (decisamente in ascesa) e del suo rapporto con Parma e provincia, dove per altro viene spesso perché è seguito dal maestro Fabrizio Cassi. In "Su il sipario" di questa settimana trovate anche i ritratti di quattro grandi nomi della lirica che hanno una cosa in comune: sono tutti nati il 24 settembre.

domenica 27 settembre 2009

La grande giornata del Palio di Parma

LE CRONACHE
DEI NOSTRI INVIATI









Perfetta atmosfera medioevale, cortei, sbandieratori, danze, gare molto combattute, pubblico entusiasta: questi gli ingredienti della venticinquesima edizione dell'evento organizzato dal Centro Sportivo Italiano - Pramzanblog oggi aveva due inviati: Eleonora Castelmezzano, ormai molto conosciuta dai lettori e il cronista-lettore Elvis Piovani, che già ieri aveva scritto il suo primo resoconto



















Che giornata. Tifo alle stelle, pubblico entusiasta, atleti,organizzatori, figuranti, tutti concentrati per regalare il successo alla venticinquesima edizione del Palio di Parma. Tre le porte vincitrici, come abbiamo già segnalato in una precedent notizia-flash: Porta San Francesco (i Bianchi del "Priore" Fabio Bernazzoli e di capitan Maurizio Barotti), che ha conquistato per il terzo anno consecutivo la Corsa dello Scarlatto, Porta Santa Croce (i Verdi di capitan Roberto Ziliani), che ha bissato il successo dello scorso anno nella Corsa del Panno Verde e Porta San Michele di capitan Matteo Dall'Aglio (quella a cui appartiene il creatore di Pramzanblog) che si è affermata con l'asinella Titty (montata dal piccolo fantino Amos Traversi) nel Pallium Asinorum. Pramzanblog, che ha seguito con particolare attenzione questo Palio di Parma del venticinquennale, era presente oggi con due "inviati": Eleonora Castelmezzano, ben conosciuta ai lettori e il lettore-cronista Elvis Piovani, che aveva "debuttato" già ieri con il suo primo resoconto. Ecco le loro cronache.
(Nelle foto: 1) Eleonora Castelmezzano; 2) Elvis Piovani; 3) I vincitori di Porta San Francesco /by Flavio Bosso/); 4) Le ragazze di Porta Santa Croce, che per il secondo anno consecutivo hanno vinto la Corsa del Panno Verde, posano dopo la vittoria con il loro capitano Roberto Ziliani e l'assessore Paolo Zoni /by Flavio Bosso/)

Cór crozè: l'opinione di Alberto Michelotti

ZÒ CME 'L PETRÒLI
PARMA - CAGLIARI 0-2 Lór i s'àn tót in méza par tutta la partìda. A la fén mi a j'ò miss su du pär d'ociäj nìgor par n' vèddor mìga còll dizàstor lì. A'm paräva d'ésor Al Capone... Al Pärma incó al ne n'à mìga fata vunna giussta. Sät cò' vól dir? Zò cme 'l petròli.
Molto deluso, vero?
A gh'è mäl. Secónd mi l'è stè Guidolin a zbaljär la formasjón. Purtroppo mancava Panucci (e si è sentita molto la sua mancanza) e Guidolin che cosa ha fatto? Ha messo su una difesa che per tre quarti era uguale a quella del Parma che, due anni fa, è retrocesso dalla serie A. E con quei due esterni, Zenoni e Castellini... ma la vuol capire che quei due lì non sono veri difensori? La difesa, sul prìmm gòll, la gh'à fat 'na sornaciäda...
I rigori che il Parma ha invocato, c'erano?
Mo va là. Gnànca pr'idéa.
Mirante, sui due gol subiti, ha qualche responsabilità?
No, no. Palloni imprendibili.
Che cosa mi dici della difesa, oggi?
A son stè ciär: péz che acsì... Zaccardo è stato l'unico che ha cercato di fare qualcosa di buono. E Psìghi in-t-i pè, vale a dire Paci, inco l'ò ciamè "Gónndola", parchè l'andäva dedchì e dedlà, cme 'na gónndola...
Parlami del centrocampo.
Incó lór j àn girè a vód. Morrone al sbrajäva, al paräva "l'urlo del coyote", mo par mi l'éra pu l'ùrol dal cojón. Senza voler offendere nessuno, ovviamente, è solo una battuta. Mi è venuta così... Dzemaili? Oggi era l'oggetto misterioso.
E l'attacco?
Al putén sempre più solo. Mi sembrava un orfanello, povrén. Biabiany senza infamia, ma anche senza sostanza.
Il migliore del Parma?
Scäva, scäva finna al ravìzi, mo a n' t'al cat mìga.
Il peggiore?
In un giorno così, come si fa a dire? Mo còll Don Lurio lì... Castlén. Al me fa gnìr la candéla al näz.
Alberto, e che cosa ci dici del comportamento del parmigianissimo Daniele Dessena, ora del Cagliari, che dopo il suo gol ha esultato eccessivamente, perfino in segno di sfida?
Cuànd al vèdd a gh'al dìggh: a t'è zbaljè. Non so perché ha fatto così. È parmigiano, è cresciuto nel Parma, è ancora in comproprietà con il Parma. Si vede che forse c'è rimasto male perché quest'estate, durante il calciomercato, la società non l'ha riportato a casa. Peccato. Non è stato un bel gesto. Anche se poi, alla fine della partita, Daniele ha baciato il terenno di gioco, quello dove è cresciuto.
Che voto dai oggi a Guidolin?
Cinque meno meno. Oggi la partita l'ha persa lui, con le sue scelte.
Pramzan45
NOTA DI PRAMZANBLOG: In linea con il commento a caldo di Miclòt anche il noto giornalista parmigiano GIORGIO GANDOLFI, che nel dopopartita era assieme all'ex arbitro internazionale oltretorrentino doc. Ha detto lapidariamente Gandolfi: "Questa partita l'ha persa proprio Guidolin, schierando una difesa troppo uguale a quella che due anni fa ci ha fatto retrocedere in serie B".
TABELLINO:
PARMA - CAGLIARI 0-2
PARMA: Mirante; Zenoni, Paci, Zaccardo, Castellini; Morrone, Mariga, Galloppa, Dzemaili (Lanzafame dal 22' del St); Paloschi, Biabiany (Bojinov dal 33' del Pt) (Amoruso dal 23' del St). Allenatore: Guidolin
CAGLIARI: Marchetti; Marzoratti, Canini, Astori, Agostini; Dessena, Conti, Lazzari (Nenè dal 26' del St); Cossu (Parola al 39' del St); Jeda, Matri (Biondini dal 17' del St). Allenatore: Allegri
ARBITRO: Tommasi
MARCATORI: Pt: all'8 Jeda; St: al 13' Dessena

Dal XXV Palio di Parma

COME L'ANNO SCORSO
Si sono concluse le gare del Palio 2009. La Corsa dello Scarlatto è stata appannaggio della fortissima (e favorita) Porta San Francesco (i bianchi), mentre la Corsa del Panno Verde, riservata alle donne, è stata vinta invece da Porta Santa Croce (i verdi). Si è ripetuto così il risultato dell'anno scorso, quando nelle due gare principali del Palio si imposero i bianchi e i verdi. Nella corsa degli asinelli, riservata ai più piccoli, ha vinto invece Porta San Michele (i gialli). Ecco i risultati.

Corsa dello Scarlatto:
1) PORTA SAN FRANCESCO (bianchi)
2) Porta Santa Croce (verdi)
3) Porta Nuova (azzurri)
4) Porta San Barnaba (rossi)

Corsa del Panno Verde:
1) PORTA SANTA CROCE (verdi)
2) Porta Nuova (azzurri)
3) Porta San Francesco (bianchi)
4) Porta San Barnaba (rossi)
5) Porta San Michele (gialli)

Pallium Asinorum:
1) PORTA SAN MICHELE (gialli)
2) Porta Santa Croce (verdi)
3) Porta San Barnaba (rossi)
4) Porta San Francesco (bianchi)
5) Porta Nuova (azzurri)

☛☛☛ Siamo in attesa dei resoconti dei nostri "inviati", Elvis Piovani e Eleonora Castelmezzano

Dallo Stadio Tardini

Risultato finale

PARMA 0
CAGLIARI 2

Marcatore: Pt: Jeda all'8; St: al 13' Dessena

sabato 26 settembre 2009

La prima giornata vissuta da un protagonista

DENTRO AL PALIO
OGGI C'ERO ANCH'IO
Uno dei nostri più affezionati lettori, Elvis Piovani, oggi ha partecipato alla prima giornata del Palio di Parma in veste di figurante, per Porta Santa Croce - Gli abbiamo chiesto di trasformarsi in cronista per descrivere l’emozione del Palio visto “da dentro” - Ecco il suo racconto
di ELVIS PIOVANI
foto di FLAVIO BOSSO


Eccomi sopravvissuto al primo pomeriggio del Palio della nostra città! Per riassumere questa giornata bastano due semplici parole. La prima è...stancante, la seconda è... meraviglioso. E questa seconda parola eclissa totalmente la prima. Per me che abito in via d'Azeglio, il primo impatto è quello di raggiungere a piedi piazza della Pilotta, già vestito di tutto punto e pronto per far tornare indietro la lancetta fino al lontano 1300. Con il mio vestito bordeaux, terminante in una specie di gonnellino, ciambellone tipico in testa, calza maglia nera, maniche riccamente decorate e mantello lungo fino al polpaccio, attraverso velocemente la via.
Le reazioni al mio passaggio? Dagli occhi sorpresi delle persone che si chiedono se io sia semplicemente un pazzo, a quelli sognanti delle bambine che improvvisamente credono che il principe azzurro si sia finalmente materializzato. Solo ad alcuni viene in mente che forse è la giornata del palio, mentre i più straniti sono senza dubbio alcuni extracomunitari, per i quali collegare il mio abito ai secoli passati non è affatto immediato. Si è semplicemente una strana entità sbucata dal nulla. Per loro potrei essere un alieno, un personaggio dei cartoni animati, ma anche solo un tipo con uno strano modo di vestire.... (continua)
/CLICCARE PER INGRANDIRE LE FOTO/
☛☛☛
LEGGETE L'INTERO ARTICOLO

Rugby Parma: oggi è andata così

UN ROBUSCHI TUTTO D'ORO
Risultato finale:
RUGBY PARMA 13
BENETTON TREVISO 12
Robe da infarto. All'ultimo minuto, il 44' del secondo tempo, la Rugby Parma ha acciuffato una meritata vittoria contro la capolista Benetton Treviso, che l'aveva battuta recentemente nella Supercoppa italiana. I gialloblu, in svantaggio dopo il primo tempo per 0 a 3, erano sotto di due punti (10-12). L'ala Riccardo Robuschi, 24 anni, parmigiano nato a Johannesburg, che già aveva realizzato una meta, ha messo a segno il piazzato decisivo, davanti a un pubblico ammutolito. Andato a segno. Vittoria. L'arbitro che fischia la fine. Pubblico in delirio. Rugby Parma con 10 punti in classifica (a uno dalla vetta).
I marcatori:
PT: al 28' cp Goosen (0-3); St: al 12' m. Robuschi tr. Robuschi (7-3); al 15' cp Goosen (7-6); al 19' cp Robuschi (10-6); al 29' cp Goosen (10-9), al 34' cp Goosen (10-12); al 43' cp Robuschi (13-12)
CLASSIFICA: Benetton e Rovigo 11, R.Parma 10, Petrarca 9, Casinò Venezia 7, Viadana 6, Gran Parma e Futura Park 5, L'Aquila 4, Cavalieri Prato 1 (penal. 4 punti)
IL COMMENTO A CALDO DI CAPITANI
"Ci siamo vendicati della
sconfitta in Supercoppa"
"Siamo galvanizzati. Vittoria meritata dopo una partita molto equilibrata, anche se i tre punti decisivi sono venuti all'ultimo secondo. Purtroppo nei piazzati eravamo scarsi e per quello della possibile vittoria ci siamo affidati al giovane parmigiano Riccardo Robuschi, che non ha sbagliato."Con il Benetton Treviso, così, che probabilmente ci ha un po' snobbato (da Treviso credo che non sia venuto nessuno) ci siamo vendicati della cocente sconfitta in Supercoppa italiana. Partita vibrante, all'insegna dell'equilibrio. I nostri hanno giocato in modo attento, preciso, hanno dato dimostrazione di essere un bel collettivo. Questo è un risultato che ci dà grande fiducia per il proseguo del campionato, anche in vista del derby con il Gran che giocheremo mercoledì sera. Le individualità? Sicuramente mi è piaciuto molto Manoa Vosawai, il terza linea, che oggi era in giornata di grazia. Eppoi un grande applauso a Robuschi, che ha sewgnato una meta e poi ci ha regalato l'affermazione. Purtroppo è da segnalare (a parte quello calciato da Robuschi) l'attuale carenza nei piazzati. Irving l'anno scorso la metteva sempre tra i pali, quest'anno evidentemente non ha ancora carburato. Ma non ci possiamo certo lamentare di questa giornata e di questa vittoria, che abbiamo conquistato con una bella meta trasformata e due calci piazzati, il tutto con la firma di Robuschi. Alla prossima, il derby".
CASINÒ VENEZIA - GRAN PARMA 30-19

venerdì 25 settembre 2009

Vigilia del 25° Palio di Parma





LA PAROLA
AI CAPITANI
Dopo aver dato la parola a Florio Manghi, presidente del Centro Sportivo Italiano, organizzatore della ricostruzione storica e Fabio Bernazzoli, "priore" di Porta San Francesco, a poche ore dal Palio sfilano su Pramzanblog i capitani delle altre Porte: Luigi Brianti (Porta San Barnaba), Paolo Chiari (Porta Nuova), Matteo Dall'Aglio (Porta San Michele) e Roberto Ziliani (Porta Santa Croce)
Palio di Parma croce e delizia. Croce per chi lo vorrebbe più radicato nel cuore dei parmigiani, finora molto poco sensibilizzati allo spirito di appartenenza alle varie antiche Porte cittadine. Delizia per il pubblico, che ogni anno si riversa nel centro della città per gustarsi lo spettacolo: le rievocazioni degli antichi mestieri medioevali, gli sbandieratori, i falconieri, i giullari, le danzatrici eccetera. E poi la "tenzone" sportiva: la maschile Corsa dello Scarlatto e la femminile Corsa del Panno Verde, senza dimenticare il divertente Palium Asinorum, per la gioia dei bambini. Qust'anno Pramzanblog ha voluto seguire il più possibile il Palio di Parma e ha già pubblicato alcuni servizi. Uno generale, sul palio e sulla sua storia, poi l'intervista a Florio Manghi, presidente del Centro Sportivo Italiano, che organizza l'evento, poi la mappa di Parma con la divisione delle cinque porte, poi l'intervista a un "priore", Fabio Bernazzoli, presidente dell'Associazione Porta San Francesco. Ora, a poche ore dal Palio, apre una virtuale sfilata finale, con le interviste ai Capitani delle altre quattro porte: Luigi Brianti (Porta San Barnaba), Paolo Chiari (Porta Nuova), Matteo Dall'Aglio (Porta San Michele) e Roberto Ziliani (Porta Santa Croce).
(Nelle foto - In alto, da sinistra: Matteo Dall'Aglio, Paolo Chiari, Luigi Brianti. In basso: Roberto Ziliani)

Ladri alla "Famìja Pramzàna"

IL FURTO NEL CUORE
DELLA PARMIGIANITÀ
Già ampiamente riportata dalla "Gazzetta di Parma", Pramzanblog riprende la notizia dell'incursione di ladri alla sede della popolare associazione cittadina - Il racconto di Elena Di Dato, che insieme con Anna Maria Dall'Argine, ha scoperto il furto
Sconvolti è dir poco. Frastornati, offesi, demoralizzati, increduli. Quelli della Famìja Pramzàna, centro nevralgico, ma anche "cuore" della parmigianità, sono angosciati per il furto che è stato consumato nella loro sede. La notizia è già stato riportata dalla Gazzetta di Parma e quindi i parmigiani sanno già quello che è successo. ma Pramzanglog non può restarne fuori, perché la "Famìja" è, appunto, un simbolo della parmigianità, e quando viene colpita lei, anche Pramzanblog sta mle. Dunque: probabilmente nella notte tra mercoledì e giovedì, i ladri (o il ladro) sono penetrati all'interno della sede attraverso la porta sul retro. Del furto e ne sono accorte, nel pomeriggio di ieri, Anna Maria Dall'Argine, presidente dell'asociazione e Elena Di Dato, coordinatrice ed organizzatrice degli eventi culturali della Famìja. "Eravamo andate a prendere un caffè prima di andare in sede", ha detto a Pramzanblog Elena Di Dato "ed eravamo contente per il successo degli otto spettacoli di Stasìra parlèmma in djalètt. Quando abbiamo aperto la porta si è presentato davanti a noi il disastro. Erano entrati i ladri. Hanno svuotato un contenitore di latta dove erano contenute varie chiavi. Hanno pescato quella giusta, quella che ha aperto una cassettina con dentro soldi, forse qualcosa di più di 700 euro, e libretti di assegni, che ovviamente abbiamo subito bloccato. Inutile dire che eravamo sconvolte. Abbiamo subito fatto denuncia ai carabinieri, dove sono tornata anche oggi. Purtroppo è andata così. È stato informato anche l'assessore alla gestione e valorizzazione del patrimonio Immobiliare, Giuseppe Pellacini. Da tempo infatti la Famìja aveva avanzato richiesta per l'installazione di inferriate, che purtroppo mancano ancora. Trattandosi di monumenti storici, la pratica non è semplice ed era ancora ferma".
(Nelle foto, dall'alto: 1) La sede della Famìja Pramzàna; 2) Anna Maria Dall'Argine, 3) Elena Di Dato con Luigi Frigeri)

Dai nostri inviati ai Giovedì della tradizione

A BAGNONE... I MILIARDI
A BOSCO DI CORNIGLIO... I RUDERI
Ripresi con successo alla Corale Verdi i "Giovedì della tradizione" . Riflettori, ieri sera, su quello che resta del castello di Bosco di Corniglio, dei Rossi e su quello di Bagnone, in Lunigiana, dei Malaspina - I resoconti di Italo Pizzati e Italo Comelli
Alla Corale Verdi di vicolo Asdente, ieri sera, dopo la pausa estiva, sono riprese le interessanti conferenze (relatori Italo Comelli, Giorgio Pattera, Italo Pizzati, Lorenzo Sartorio) dei Giovedì della tradizione, sui castelli dei parmensi dei Rossi e quelli in Lunigiana dei Malaspina. Ieri la parte del leone l'ha fatta il castello di Bagnone, se non altro per la notorietà che il paese ha ottenuto dalla recente straordinaria vincita dei 148 milioni di euro del Superenalotto, il 22 agosto. Ecco il resoconto degli inviati di Pramzanblog, Aristide e Claudia Tedeschi:




"I destini diversi dei due castelli. Uno si trova in una località, Bagnone, in Lunigiana, appena baciata dalla fortuna con il Superenalotto. L'altro, quello di Bosco di Corniglio, dei Rossi, è un rudere da restaurare. I due castelli sono stati presentati ieri sera dai relatori dei Giovedì della tradizione. Curiosa la storia del castello di Bagnone, che come tutti i castelli che si rispettano, ha il proprio fantasma, che assume le forme di un prete malvagio. Appare alla porta Nord del Castello nelle notti di luna. Si narra che il padre si rifiutò di dare sepoltura al figlio prete noto per le sue nefandezze e malvagità. La parte più antica del castello è rappresentata dalla torre cilindrica, caratteristica questa di molte torri dei castelli della Lunigiana. Il castello, nel tempo, è stato rimaneggiato e molto materiale è stato utilizzato dagli abitanti del borgo. Attualmente il castello è di proprietà privata. Il borgo è attraversato dal Bagnone, torrente a volte impetuoso in quanto raccoglie tutte le acque del crinale. Vicino a Bagnone si trovano paesi antichi come Treschetto noto per le cipolle e per aver dato i natali al poriere della Nazionale di calcio, Gianluigi Buffon. In queste zone sono famosi gli smaggi, specialmente a Carlaga, dove ancora oggi i giovani girano per il paese cantilenando delle strofe, tra il 30 aprile ed il 1° maggio, sui vari pettegolezzi del paese. Ovviamente vengono tacitati con offerte di cibo e dolciumi.
"Il castello di Bosco di Corniglio", ha poi spiegato Italo Pizzati "è purtroppo un rudere che dovrebbe essere restaurato, ma al momento è sommerso da una folta vegetazione. Proprio le radici delle piante hanno permesso alle mura residue di non crollare. Il castello era stato costruito sulla direttrice della Val Parma ed era baluardo della valle stessa. Molte pietre del castello si trovano oggi inserite in alcune case antiche della zona. Ovviamente il castello era dei Rossi, insieme a quelli di Berceto, Marra Grottaferrara, e successivamente, Torrechiara, Roccabianca, San Secondo. In pratica i Rossi controllavano tutta la zona, dal Po ai crinali per il mare". Italo Comelli ha poi spiegato come la via Francigena non era una sola strada. Le ultime strade erano state costruite dai Romani e poi, nel Medio Evo, abbandonate.
La via Francigena era tutto l’insieme di quei percorsi che si snodavano lungo le valli ed i corsi d’acqua per raggiungere i crinali. Lungo questi percorsi, nei punti strategici, si costruivano i castelli e gli ospitali per i pellegrini (xenodochi). Ha concluso affermando che i castelli rappresentati nella camera d’oro a Torrechiara sono l’esatta “fotografia” di quelli originali ed altrettanto esatta era la loro ubicazione. Nel dipinto vi sono particolari molto interessanti: ad esempio dietro al castello di Bosco, sono rappresentati due orsi, ed infatti il monte ha presso il nome di Monte Orsaro".
Il prossimo appuntamento sarà giovedì 15 ottobre, con i castelli di Berceto, dei Rossi e di Castiglione del terziere, dei Malaspina.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Il castello di Bagnone; 2) Italo Pizzati; 3) Italo Comelli)

giovedì 24 settembre 2009

Bilancio di "Stasira parlèmma in djalètt"

L'É STÈ UN SUCÉS
Tirate le somme dopo l'estate "trionfale" dello spettacolo itinerante dialettale - Grande apprezzamento del pubblico in tutti i quartieri - Replica già nella prossima primavera - estate - Un ampio servizio su "Parma in dialetto"
Su questo giornäl-blòggh tutt pramzàn abbiamo parlato più volte di "Stasìra parlèmma in djalètt", lo spettacolo dialettale itinerante che ha imperversato quest'estate nei quartieri cittadini, riservando anche sorprese, come quella del collegamento con gli Stati Uniti con il fotografo Giovanni Lunardi, o l'assessore Luca Sommi che ha letto una poesia di Zerbini, o il "papà" di Pramzanblog che ha letto due poesie di Ercolén Manfredi, o i due bravissimi bambini, Giulia e Riccardo che, coordinati da Cristina Cabassa Maletti, sono entrati nella "Compagnia" negli ultimi tre spettacoli. Come si dice alla pramzàna, l'é stè un sucés e su Parma in dialetto trovate un ampio bilancio di tutta l'operazione, con un puntiglioso riepilogo, spettacolo per spettacolo. E poi la notizia, questa sì che piace, che Stasìra parlèmma in djalètt non finisce qui. Già si sta lavorando alla prossima edizione, prevista per la prossima primavera-estate e addirittura aperta anche ad altri dialetti, non soltanto al pramzàn. E allora qui si può dire: sarà ancora un successo.
(Nella foto, scattata dopo lo spettacolo alla Famìja Pramzàna: da sinistra, Anna Maria dall'Argine, l'ospite Alberto Michelotti, Enrico Maletti, Ermes Ghirardi, Claudio Cavazzini e Giuseppe Mezzadri)

Echi dell'"Antica parlata"

QUEGLI APPLAUSI
ALLA VILLETTA
Come annunciato, nei giorni scorsi al Cimitero Monumentale della Villetta sono stati ricordati i più bei nomi della parmigianità, vale a dire i campioni della poesia, del teatro (autori e attori) che hanno dato lustro alla nostra città. Da Alfredo Zerbini a Renzo Pezzani, da Bruno Lanfranchi a Bruno Pedraneschi, da Luigi Vicini ai burattinai Ferrari. Della manifestazione esiste un video (di Cristina Pedretti) che ricorda due dei momenti più emozionanti (ed applauditi) della giornata. Sul Parma in dialetto trovate un esauriente cronaca della giornata e su Parma-Repubblica il filmato.
(Nelle foto: 1) Il coro femminile "I cuàtor stagión2, diretto da Mariangela Bazoni, mentre canta la Rondanén'na; 2) Enrico Maletti mentre legge la poesia I dan l'Otello, di Renzo Pezzani)