O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


sabato 4 luglio 2009

Un ricordo parmigiano del grande comico

TOTÒ MI REGALÒ
CINQUEMILA LIRE
Il parmigianissimo Roberto Ghirardi incontrò casualmente il principe De Curtis a "Settevoci" nel 1965 - "Si sedette in un angolo con me e parlammo insieme per un po'" - "Gli feci tenerezza perché ero pallido e magro" - "Mi disse di mangiare di più e mi fece un regalo in denaro"
di ACHILLE MEZZADRI
Su Totò, il principe della risata, sono stati scritti articoli e libri a vagonate. Ma non molti forse sono a conoscenza di un piccolo episodio che è legato in qualche modo a Parma e che dimostra il grande cuore del comico. Accadde nel 1965, alla Rai, dove erano confluiti i concorrenti da selezionare per la partecipazione al programma. Fu lì che il parmigianissimo Roberto Ghirardi, futuro esperto musicale e grande testimonial della solidarietà, ebbe "un incontro ravvicinato" con il grande Totò. Ghirardi aveva 27 anni, l'attore 67.
Come riuscisti ad avvicinare Totò?
Ero andato a "Settevoci" per partecipare alla selezione dei concorrenti. Non mi presero, ma ebbi la fortuna, in quella circostanza, di conoscere il grande comico, che era il mio idolo assoluto. Avevo visto tutti i suoi film. Ecco, nacque tutto da un mio errore. Avevo sbagliato stanza e mi misi a vagare per la Rai, quando all'improvviso lo vidi...
E allora?
Allora lo rincorsi. Non mi pareva vero. Il mio idolo, lì, a due passi da me. Mi avvicinai a lui. Lo fermai.
E lui non ti cacciò...
No, anzi. Io gli dissi che ero un suo fan, che avevo visto tutti i suoi film e lui mi diede corda. Mi chiese subito quali erano i suoi film che più mi erano piaciuti. Ci mettemmo a sedere in un angolo.
Ti ricordi che cosa ti disse?
Mi chiese da dove venivo. Quando gli dissi che venivo da Parma, commentò: "Gran bella città, lì si vive e si mangia bene". E poi mi scrutò. "Ma come sei magro figlio mio, tu devi mangiare figlio mio. Diamine, ma se sei di Parma perché non mangi? Lì si mangia da signori, si mangia..." Parlava con me come se io fossi un suo conoscente.
Parlasti con lui dei suoi film?
Sì. Gli raccontai le mie impressioni uno per uno. Gli dissi che un giorno, al Cinema Roma, avevo visto Totò diabolicus quattro volte di fila. Sorrise soddisfatto. Poi, a proposito di un film, non ricordo quale fosse il titolo, mi disse: "È venuto bene perché è stato improvvisato, figlio mio. Se fossi stato fermo al copione non avrei fatto ridere nessuno..."
A un certo punto arrivò uno della Rai e si rivolse a Totò: "Dottore, deve provare..." "Io non voglio provare giovinotto, sono già a posto". E continuò a parlare con me, in modo confidenziale. "Dottore, dottore... ma cos'è questo dottore... Fossi almeno infermiere..." E poi si mise a parlare con me del suo lavoro, dei suoi colleghi, di Luigi Pavese, di Mario Castellani..."
Come fu il vostro commiato?
Non lo dimenticherò mai. Totò mi disse: "Ragazzo mio ma come sei magro. Tu devi mangiare di più. E poi in una città come Parma, come fai a non mangiare? Ecco, se non ti offendi ti faccio un regalo. Ma non ti offendi, eh?" E tirò fuori dal portafiglio cinquemila lire. "Mi raccomando, mangia".
Che cosa ti è restato di quell'incontro di 44 anni fa?
Tutto. La sorpresa, l'emozione, la soddisfazione di stare accanto al mio idolo, di parlare con lui. E... un libro.
Il tuo libro che hai scritto su Totò...
Sì, Io e Totò...noio, che ho pubblicato l'anno scorso con La Commerciale di Fidenza. E che, dopo il lusinghiero risultato iniziale, ha buone possibilità di venire rieditato da un importante editore. Ci sono anche molte foto che ho raccolto ovunque. C'è anche quella di Totò a Parma, che fu scattata il 4 aprile 1947, lo stesso giorno in cui Totò presentò al Teatro Regio lo spettacolo Pinocchio. Quel giorno ci fu una partita tra giornalisti e attori e Totò diede il calcio d'inizio.
Quanti libri hai su Totò?
Li dovrei ricontare perché appena ne trovo uno lo compro. Comunque direi 137, 138. Sono diventato un "totologo". E soprattutto, dal 1965, ho preso alla lettera il consiglio di Totò che mi disse "mangia, ragazzo, mangia, non vedi come sei magro?". L'ho preso alla lettera al punto che sono diventato campione del mondo dei mangiatori di salumi..." (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Totò al Tardini nel 1947; 2) Roberto Ghirardi al tempo in cui conobbe Totò; 3) Ghiradi durante una premiazione; 4) Ghirardi com'è oggi; 5) Roberto Ghirardi on la maglia di campione del mondo dei mangiatori di salumi)

1 commento:

Maganuco ha detto...

Totò : un mito!