SOTTO LE STELLE
Il capolavoro verdiano è andato in scena, con finalità benefiche e con successo ieri sera alla Pilotta - Orchestra, direttore Sebastiano Rolli e Coro Tebaldi sugli scudi - Applausi per tutti i solisti
di PAOLO ZOPPI
Per una sera l’Aida ruba la scena e il cielo stellato all’Arena di Verona e alle Terme di Caracalla per adagiarsi in più confortevole e raccolto cortile della Pilotta, anche se allestito per accogliere 2.400 spettatori. L’evento benefico organizzato dal Comitato “Parma col cuore” a favore del Centro antiviolenza di Parma è l’ultimo degli appuntamenti che il presidente Roberto Chittolini propone ormai da una quindicina d’anni e che l’anno scorso aveva visto debuttare Michele Pertusi nel ruolo di Zaccaria nel Nabucco.
In un teatro quasi esaurito, il maestro Sebastiano Rolli ha condotto in porto una piacevolissima esecuzione di Aida, con orchestra e Coro Tebaldi sugli scudi. Vista la finalità e le impervie difficoltà della partitura verdiana non è il caso di essere particolarmente severi con i cantanti, di certo non ci si aspettava quei filati, quelle mezze voci e soprattutto quella morbidezza che la partitura prevede , ma la critica non è altro che la forma più alta di rispetto nei loro confronti. L’opera è stata divisa in due parti con un intervallo solo tra il primo e secondo e terzo e quarto atto.
Questa distinzione merita attenzione perché nella seconda parte i cantanti sono stati microfonati e se questo da un lato gioca a loro favore, dall’altra questo accorgimento omogeneizza i volumi e rende più nitidi i toni alti, evidenziando però anche quelle emissioni non particolarmente gradevoli. Ma andiamo con ordine: Roberta Pozzer è una Aida più che credibile, dotata di un registro vocale che le consente di svettare con facilità è stata l’interprete più calata nel ruolo, dando al personaggio non solo quella sensazione di ribellione subito repressa con il padre, ma soprattutto nei due duetti con Radames ha trasmesso volontà e rassegnazione.
Il personaggio più importante di Aida dovrebbe essere Amneris, forte e appassionata, dilaniata da un amore senza futuro, erede di un impero e di un potere immenso che nulla può contro la pur tardiva ansia di dignità di Radames. Ma non ha visto in Cristina Melis la potente figlia del Faraone. Aiutata con una robusta amplificazione ha palesato una emissione direi non particolarmente brillante nelle note acute. 
Scolastico, con pochi spunti emotivi, il Radames di Giovanni Manfrin. Corretto l’Amonasro del baritono parmigiano Armando Gabba, mentre l'altro parmigiano in scena, il basso Enrico Giuseppe Iori, è apparso pienamente a suo agio nelle vesti del Gran sacerdote Ramfis, avallandone una frequentazione di sicura incisività. Modesto a mio avviso il re, Cesare Lana, bene il messaggero di Luigi Rossetti e la sacerdotessa di Maria Giovanna Pattera. Alla fine applausi per tutti. (p.z.)
Il capolavoro verdiano è andato in scena, con finalità benefiche e con successo ieri sera alla Pilotta - Orchestra, direttore Sebastiano Rolli e Coro Tebaldi sugli scudi - Applausi per tutti i solisti
di PAOLO ZOPPI
Questa distinzione merita attenzione perché nella seconda parte i cantanti sono stati microfonati e se questo da un lato gioca a loro favore, dall’altra questo accorgimento omogeneizza i volumi e rende più nitidi i toni alti, evidenziando però anche quelle emissioni non particolarmente gradevoli. Ma andiamo con ordine: Roberta Pozzer è una Aida più che credibile, dotata di un registro vocale che le consente di svettare con facilità è stata l’interprete più calata nel ruolo, dando al personaggio non solo quella sensazione di ribellione subito repressa con il padre, ma soprattutto nei due duetti con Radames ha trasmesso volontà e rassegnazione.
Il personaggio più importante di Aida dovrebbe essere Amneris, forte e appassionata, dilaniata da un amore senza futuro, erede di un impero e di un potere immenso che nulla può contro la pur tardiva ansia di dignità di Radames. Ma non ha visto in Cristina Melis la potente figlia del Faraone. Aiutata con una robusta amplificazione ha palesato una emissione direi non particolarmente brillante nelle note acute. 
Scolastico, con pochi spunti emotivi, il Radames di Giovanni Manfrin. Corretto l’Amonasro del baritono parmigiano Armando Gabba, mentre l'altro parmigiano in scena, il basso Enrico Giuseppe Iori, è apparso pienamente a suo agio nelle vesti del Gran sacerdote Ramfis, avallandone una frequentazione di sicura incisività. Modesto a mio avviso il re, Cesare Lana, bene il messaggero di Luigi Rossetti e la sacerdotessa di Maria Giovanna Pattera. Alla fine applausi per tutti. (p.z.)
(Nelle foto, - by Massimiliano Ortalli © - dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) L'Aida in piazzale della Pilotta; 2) Il maestro Sebastiano Rolli; 3) Da sinistra Cristina Melis (Amneris) e Roberta Pozzer (Aida); 4) Una delle due presentatrici della serata, Manuela Boselli; 5) Da sinistra, Manuela Boselli, Francesca Chittolini (presentatrice assieme alla Boselli), Roberto Chittolini, l'assessore Luca Sommi e il presidente del Centro Antiviolenza di Parma)
IN FONDO ALLA HOMEPAGE LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA SERATA


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