O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 15 luglio 2009

Le interviste di Pramzanblog: Manuela Boselli

LA BELLA DELLA DIRETTA
È uno dei volti più amati di Tv Parma, ma lei preferisce essere apprezzata per la sua bravura - "Sono giornalista pubblicista, ma il mio sogno è diventare una professionista: ci riuscirò" - "Da bambina volevo diventare una maestra o una saxofonista" - "Sono fidanzata, ma... lui non lo sa" - "Il mio prossimo impegno: domani sera, all'Euro Torri, presento "GiovedidEstate", con i Sonohra"
di ACHILLE MEZZADRI

I ragazzi le scrivono "quanto sei bella" e lei sorride compiaciuta, anche un tantino imbarazzata. ma soprattutto si inorgoglisce quando le scrivono "quanto sei brava". Perché lei, Manuela Boselli, 25 anni a settembre, figlia di un ex poliziotto municipale ("dava via un sacco di multe"), e di un'impiegata, con una sorella, Alessandra, di 4 anni più grande, nonchè una delle voci e dei volti più amati di Tv Parma, il giornalismo ce l'ha nel sangue e non le basta per niente essere carina. È già giornalista pubblicista, dal 2006, ma vuole raggiungere, con caparbietà, il titolo di professionista. "È il mio obiettivo primario", dice. Intanto è laureanda a Scienze della comunicazione, una facoltà quasi "obbligata" per chi, come lei, vuole vivere con la comunicazione. Così, nella città dei Baldassarre Molossi, dei Giorgio Torelli, dei Luca Goldoni, dei Pietrino Bianchi, dei Bernardo Valli, dei Maurizio Chierici e via discorrendo, semaforo verde per un'altra aspirante "firma" del giornalismo, in salsa Tv, da aggiungersi al lunghissimo prestigioso elenco. Può allora Manuela Boselli, volto da fatina buona e grinta da Fallaci, stare fuori dalla galleria degli intervistati di Pramzanblog? Certo che no.
Dove sei nata?
Alle Piccole Figlie. Sono cresciuta dalle parti del Campus universitario.
Che studi hai fatto?
Elementari alla Jacopo Sanvitale, media alla Fra Salimbene, liceo linguistico al Marconi. Adesso sto per laurearmi, spero entro un anno, in scienze della comunicazione. Ma da tre anni sono giornalista pubblicista.
Com'è stata la tua infanzia?
Come quella delle bambine dei miei tempi. Mi fa ridere dire, adesso, ai miei tempi... Comunque, è vero, allora la situazione era diversa da adesso. I videogiochi c'erano già, ma erano agli inizi. C'era meno tecnologia. Giocavo nei cortili, nei parchi. Avevo tante amiche e tanti amici.










E l'adolescenza?
Tranquilla. Senza particolari irrequietezze. Ricordo soprattutto l'angoscia del periodo scolastico, che riuscivo a mitigare con il tempo trascorso con i miei amici. Ricordo "la vasca", la mitica "vasca" di via Cavour...
Il primo amorino?
La prima cotta, che bello... Avevo 14 anni.
Che cosa sognavi di diventare da piccola?
Sognavo tutto e niente. Pensavo di fare qualsiasi cosa nella vita. Però...
Però cosa?
Però forse un sogno nel cassetto ce l'avevo. Alle elementari avevo una maestra straordinaria, di origine tedesca, la signora Kauder. Lei "insegnava" davvero, non spiegava le cose in modo didattico. Ecco, quel modo di far apprendere le cose ai bambini mi affascinava. Anche a me sarebbe piaciuto diventare un'insegnante come la signora Kauder. Ma poi anche...








Ma poi anche cosa?
Anche la musicista. Frequentavo la quarta elementare quando andai a vedere uno spettacolo musicale alla Fra Salimbene. Mi interessai soprattutto a uno strumento. Chiesi: "Come si chiama?". Era un saxofono. Così, con il beneplacito dei miei genitori, andai a lezioni di sax. Ho suonato anche al Regio... Avevo 12 anni.
Quando ti è venuta l'idea di diventare giornalista?
Ho sempre sentito l'esigenza di comunicare, di farmi capire, di spiegare le cose al mio prossimo. Non a caso sono diventata giornalista, non a caso sto laureandomi in scienze della comunicazione.
Come sei arrivata alla Tv?
Partecipavo a un concorso di bellezza. Fui intervistata da Francesca Strozzi. Evidentemente la mia spontaneità davanti alla videocamera, la mia spigliatezza, colpirono, al punto che mi chiesero: "Perché non fai un provino a Tv Parma?". Andai e... eccomi qua. Avevo 19 anni. Debuttai in Bar sport, con Sandro Piovani. Poi il direttore di Tv Parma, Andrea Gavazzoli, ha deciso di farmi fare qualcosa di più importante. E sono arrivati i servizi per il TG, la conduzione dello stesso TG, Pit stop...
Il fatto di essere una ragazza ti ha favorito?
Non credo al cento per cento. In questo campo tra gli uomini è diffuso il pensiero che una ragazza giovane sfrutti la sua bellezza per fare un mestiere di cui in realtà non si sente padrona. Ecco, l'età non mi ha aiutato, magari il volto e l'espressione un pochino sì.
Quando hai condotto il tuo primo telegiornale?
Tre anni fa.
Ti piace di più condurre il TG o Pit Stop oppure presentare una serata, davanti al pubblico, come, per esempio, la presentazione della recente Aida alla Pilotta o i "GiovedidEstate" all'Euro Torri?
Sono due cose assolutamente diverse. Certo in Tv sei sola, davanti alle telecamere, sul palcoscenico hai davanti il pubblico... Non è facile. Non è facile entrare nel cuore della gente da un palcoscenico... È questione di saper comunicare. La comunicazione, appunto...
Ricevi lettere di ammiratori?
Sì, mi arrivano lettere, indirizzate a Tv Parma, oppure e-mail. Parole gentili, complimenti. Mai, per fortuna, cose sconvenienti.
Una ragazza come te che lavora in Tv può rischiare di accettare compromessi per fare carriera?
Non dico che sia impossibile, ma per una ragazza come me che come obiettivo prioritario ha quello di diventare giornalista è più improbabile. Se uno è bravo va avanti da solo.
Attualmente sei laureanda in scienze della comunicazione, però tu vuoi diventare giornalista professionista. E per arrivare a questo un giovane deve prima diventare praticante. Tu quando la diventerai?
A Tv Parma non sono praticante. Sono una free-lance. Così come sono collaboratrice della Gazzetta di Parma, per la pagina degli spettacoli e così come sono addetta stampa del Centro Sportivo italiano. Ma professionista voglio diventare e la diventerò. All'ordine dei giornalisti di Bologna, quando sarà il momento, mi daranno la possibilità di affrontare l'esame a Roma per diventare professionista. Ci riuscirò.
È vero che ai "Giovedìdestate" all'EuroTorri ti chiedono l'autografo?
Sì, qualche ragazzina, qualche bambino. Ma mi viene da ridere, mi crea imbarazzo.
Sei fidanzata?
Ni. Anzi, puoi dire che sono fidanzata ma che... lui non lo sa.
È vero che fai fitboxe per tenerti in forma?
Non adesso, d'estate, perché si consumano troppe energie. Ma nei mesi meno caldi sì. Dà adrenalina, faccio scorta di grinta...
Che cosa ti piace di più di Parma?
Piazza Duomo, i borghetti, via Melloni, la mitica via Cavour, via XX marzo, piazzale della Macina dove c'è il monumento a Sicuri. Peccato che sia danneggiato...
E di meno?
Un po' di snobismo di certi parmigiani.
Ti piace la lirica?
Piace molto a mio nonno Fortunato, che ha 92 anni. Io ho cominciato ad appassionarmi, un po' perché seguo le prime della stagione lirica assieme a Francesca Strozzi, un po' perché, essendo amica di Elena Formica, come si può non appassionarsi alla lirica?
Conosci il dialetto?
L'ho sentito parlare dai miei nonni. Io conosco solo qualche frasina, tipo Mo cme t'si béla... Spero che il dialetto parmigiano non sparisca mai.
Che cos'è per te la parmigianità?
Il senso di appartenenza al territorio, alla città, alla sua storia. Essere orgogliosi di Parma.
Il tuo prossimo impegno?
Dopo tre giorni di una breve vacanza al mare, domani sera torno all'Euro Torri sul palcoscenico di GiovedidEstate. Presento i Sonohra, i due fratelli veronesi, Luca e Diego, che l'anno scorso hanno vinto il Festival di Sanremo nella categoria Giovani. (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Un espressivo primo piano di Manuela Boselli; 2) Manuela presenta "Aida" sotto le stelle /by Massimiliano Ortalli©/; 3) Dietro le quinte di "Aida" /by Massimiliano Ortalli©/; 4) Un altro primo piano; 5) Manuela con Umberto Tozzi e Marco Masini; 6) Manuela con la "jena" Matteo Viviani a "GiovedidEstate" /by Enrico Gabbi©/; 7) Sul palco di "Aida"; 8) Sul palco di "GiovedidEstate"; 9) Durante una presentazione; 10) Manuela Boselli su Facebook)

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