/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 31 luglio 2009

I castelli nelle vecchie cartoline: 5) Scipione

FU IL CASTELLO DEL SALE
Per la quinta puntata della serie "I castelli del parmense", con le cartoline pubblicate nel dopoguerra da Pietro Bocchialini , presentiamo il castello di Scipione, dei Marchesi Pallavicino - Fu costruito nell'undicesimo secolo - Nel Medioevo serviva da difesa per i numerosi pozzi di sale che si trovavano nel circondario e che hanno dato origine al termalismo di Salsomaggiore
Ha una storia importante il castello di Scipione, dei Marchesi Pallavicino, che si trova vicino a Salsomaggiore e che vediamo in questa bella cartolina ricevuta dal lettore Maurizio Reggiani e facente parte della serie "I castelli del Parmense", uscita nel dopoguerra per i tipi della cartoleria di Pietro Bocchialini, in via Cavour. Costruito nell'XI secolo dai marchesi Pallavicino e sempre abitato (ancora oggi) dalla famiglia, a parte un breve periodo dopo la prima guerra mondiale, nel Medioevo veniva chiamato "castello del sale" perché proteggeva i numerosi pozzi si sale che si trovavano nel circondario e he hanno dato origine al termalismo di Salsomaggiore. Per saperne di più sulla storia del castello di Scipione rimandiamo al sito dell'Associazione "Castelli del Ducato di Parma e Piacenza", di cui è presidente il conte Orazio Zanardi Landi e al sito del Castello.

Stella di bronzo per la gloriosa società

IL CONI PREMIA
L'OLTRETORRENTE
BASEBALL
Nei giorni scorsi il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ha comunicato ai dirigenti della società di via Volturno l'assegnazione della "stella di bronzo al merito sportivo" - Consegna ufficiale in dicembre, a Parma - "Per noi è un grande onore", ha detto il presidente parmigiano, Andrea Paini - "Siamo partiti 25 anni fa ridendo e scherzando e siamo arrivati a questo, dopo aver vinto 4 scudetti giovanili"
Nella gloriosa società di via Volturno sono saltati sulle sedie quando, alcuni giorni fa, è arrivata una lettera del presidente del Coni, Giovanni Petrucci, che comunicava l'assegnazione all'Oltretorrente Baseball della "stella di bronzo al merito sportivo". Per chi fa sport, per chi vive di sport, son soddisfazioni. "Per noi è un grande onore", ha detto a Pramzanblog il presidente della società parmigiana, Andrea Paini, sposato, e con una figlia di 19 anni, Carlotta, che però non gioca a baseball, ma a pallavolo. "Siamo partiti 25 anni fa ridendo e scherzando, proveniendo dalla società Nord Emilia, e siamo arrivati fin qui, passando attraverso ben quattro scudetti giovanili, tutti di baseball... speriamo che presto ne arrivi uno anche nel softball. Abbiamo undici squadre, dal campionato in A1 di softball al campionato ragazze e ragazzi. Tutto il nostro gruppo è formato da tre società, che ci danno grandi soddisfazioni. Ed ora abbiamo anche l'onore di ospitare a Parma, dal 17 al 22 agosto, la Coppa delle Coppe di baseball".
(Nelle foto, dall'alto: 1) la stella di bronzo al merito sportivo; 2) Il presidente dell'Oltretorrente Parma, Andrea Paini, 3) La squadra che ha vinto l'anno scorso il titolo italiano under 21)

Il 2 agosto al Circolo Inzani, dalle 21,30

E DOMENICA SERA... TANGO
Nella sede di uno dei cuori pulsanti della parmigianità, al Centro Sportivo del Circolo Inzani, serata argentina, con "Tango y Passion" - Presenta Roberta Lusardi
Aria d'Argentina, per una sera, al Centro Sportivo del Circolo Inzani di via Moletolo. In ossequio a una recente tradizione, secondo la quale all'inizio d'agosto, si esibiscono artisti stranieri che fanno conoscere il folclore e le tradizioni dei loro Paesi (Scozia e Cornamuse nel 2005 e nel 2008, Spagna e Flamenco nel 2006, Brasile e Capoeira nel 2007) quest'anno, domenica, ore 21,30, arrivano gli argentini con il loro tango caliente. Lo spettacolo (ingresso libero) è promosso e organizzato dall'Avis di Cortile San Martino, con il patrocinio e il contributo dell'Assessorato al Decentramento del Comune di Parma e del Quartiere Cortile San Martino. Grande attesa, dunque, per "Argentina: tango y passion", con l'orchestra Tango y Splin e la direzione artistica di Pablo Di Giorgio e Susana Cannataro, che si esibiscono anche come ballerini, assieme a Lucas Di Giorgio e Eugenia Martinez. Presenta Roberta Lusardi, la nota giornalista di Tv Parma. E dopo lo spettacolo... tango per tutti. Anche i pramzàn potranno infatti dilettarsi in balli di tango e milonga in compagnia di maestri locali. E non abbiamo dubbi che saranno tanti i tangueros parmigiani, visto le adesioni all'Associazione culturale Voglia di tango.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Il manifesto dello spettacolo; 2) Roberta Lusardi, 3) La conferenza stampa in Comune: da sinistra l'assessore al Decentramento, Fabio Fecci, il coreografo e ballerino argentino Pablo Di Giorgio, il presidente del Quartiere Cortile San Martino, Giuseppe Pionetti, il responsabile dell'Agenzia per l'associazionismo Ferdinando Sandroni e il vicepresidente dell'Avis comunale Massimo Popoli).

Il nuovo "colpaccio" di Ghirardi & Co.

E VAI... ADESSO ANCHE
PANUCCI È DEL PARMA
Un giorno dopo l'annuncio dell'arrivo dell'attaccante Bojinov, il Parma ieri sera ha confermato ufficialmente che anche il difensore Christian Panucci indosserà la maglia crociata nel prossimo campionato - La presentazione oggi, alle 13
A mitraglia. Bum bum. Fuochi d'artificio. Prima l'attaccante Valeri Bojinov. Subito dopo il difensore Christian Panucci. L'ex nazionale azzurro, infatti, dopo una lunga trattativa, dopo tanti sì, tanti no e tanti ni, ha scelto di indossare la maglia crociata e oggi, alle 13, allo stadio Tardini, viene presentato ufficialmente. È fuori di dubbio che si tratta di un bel colpo di mercato. Panucci, è vero, ha 36 anni e un caratterino non sempre malleabile, ma in difesa è una sicurezza e per di più possiede anche il fiuto del gol. Ha giocato un po'dappertutto: nel Genoa, nel Milan, nel Real Madrid, nell'Inter, nel Chelsea, nel Monaco e, negli ultimi otto anni, nella Roma. Ed ora approda, per un anno, nella squadra crociata. Un gran bel regalo a Guidolin.

giovedì 30 luglio 2009

Arriva in prestito dal Manchester City

COLPACCIO: OGGI IL PARMA
PRESENTA VALERI BOJINOV
Nella serata di ieri il Parma Fc ha confermato che l'attaccante bulgaro Valeri Bojinov arriva in prestito dalla società inglese - Viene presentato ufficialmente questa mattina alle 11
Ex Lecce. Ex Fiorentina. Ex Juventus. E ora del Parma, via Manchester City che lo cede in prestito per la prossima stagione. L'arrivo di Valeri Bojinov, nazionale bulgaro, al Parma, è un colpaccio messo a segno dalla dirigenza crociata. Paloschi & Co. avranno un compagno di altissimo livello. Bojinov ha dichiarato, appena ha saputo di indossare la maglia crociata: "Ringrazio il City e Hughes per come mi ha dimostrato stima fino all'ultimo. L'Italia è la mia seconda casa, il Parma mi ha dato fiducia e l'unico modo per ringraziarli è giocare alla Bojinov. Sono felice».
(Nelle foto: 1) Valeri Bojinov; 2) L'annuncio del Parma Fc)
AMICHEVOLE A MALLES: IRAKLIS - PARMA 2-1

Al prìncip dal djalètt in Südtirol

LA FÒRSA DAL DJALÈTT
Enrico Maletti, il gran maestro di "Parmaindialetto", da Livigno, dove si trova in vacanza, è andato a Mals, in Südtirol (in italiano Malles Venosta, in Alto Adige) a trovare i crociati, che stanno concludendo il ritiro precampionato - Per avere informazioni ha fatto domande in pramzàn e... tutte le porte gli si sono aperte




Viene proprio da dire: la fòrsa dal djalètt! I lettori di Pramzanblog sanno bene chi è Enrico Maletti, attore dialettale e maestro di parmigianità con il suo "Parmaindialetto". Ebbene, Maletti è attualmente in vacanza a Livigno e visto che questa località non dista eccessivamente da Malles Venosta (per i sudtirolesi Mals) dove il Parma sta concludendo il suo ritiro precampionato, è andato a trovare i crociati-gialloblu. Per sapere come è andata e chi ha incontrato vi rimando al suo bel sito italo-pramzàn. Qui mi preme invece sottolineare come al prìncip dal djalètt sia riuscito a comunicare nella terra di lingua più tedesca che italica. Ebbene, non ci crederete ma, per trovare il centro sportivo, non distante dal Garberhof, l'albergo-centro benessere dove è alloggiato il Parma, Malètt si è fatto capire... parlando il nostro bel dialetto parmigiano. "Bizoggna ch'a t me digh indò gh'è al camp sportiv indò zuga al Pärma". Incredibile ma vero: le porte si sono aperte come d'incanto. Djävol d'un Malètt. (a.m.)
(Nelle foto: 1) Enrico Maletti con Francesco Guidolin; 2) Il cartello segnaletico di Mals - Malles Venosta, davanti al Garberhof)

Questa sera gran finale ai "GiovedìdEstate"

MARCO CARTA,
L'INAVVICINABILE
Serata di chiusura della fortunata serie di spettacoli presentati all'Euro Torri da Manuela Boselli - "Pramzanblog" avrebbe voluto chiudere in bellezza con un'intervista "alla parmigiana" al vincitore di Sanremo, ma l'artista non concede interviste, se non via e-mail










Io che ho intervistato Charlie Chaplin. E Claudio Villa. E Domenico Modugno. E Patty Pravo. Passando da Mina, Helenio Herrera, Milva e Gilles Villeneuve. E se proprio vogliamo fare i presuntuosi, ci possiamo aggiungere Pietro Mennea, Paola Borboni, Luca Montezemolo, Sergio Pininfarina e Gustavo Thoeni. Vi vanno bene anche Mazzola & Rivera? Ecco, io che sono appena uscito dagli uffici del sindaco di Parma Pietro Vignali e dell'assessore alla cultura Luca Sommi, mi cospargo il capo di cenere: non sono riuscito a intervistare Marco Carta. Carta chi? Come, non sapete chi è Carta? Ma è quello che ha trionfato tra gli amici della De Filippi. È l'ex parrucchiere di Cagliari, licenza media, che s'è portato a casa anche l'ultimo Festival di Sanremo. Ecco, sì, è proprio lui. Bellino è bellino, e manda in smanie le ragazzine. Bravino è bravino, altrimenti non avrebbe vinto tutto quello che ha vinto finora. Però... sembra inavvicinabile. Domani sera canta all'Euro Torri per il gran finale dei "GiovedidEstate" e, anche se non è parmigiano, ma in considerazione che molti giovanissimi andranno a vederselo (e fanno bene perché lo spettacolo vale, in più ci sono anche i negozi dell'Euro Torri aperti fino a mezzanotte) Pramzanblog aveva pensato di fargli un'intervista alla "parmigiana". Di questo tipo: "Sei già stato a Parma?", "Che cosa ti piace di più di questa città", "Un tuo giudizio sulle ragazze parmigiane", "Hai mai mangiato i tortelli d'erbetta?", "Hai mai visto un'opera lirica?", "Al Regio sono passati e continuano a venire, i più grandi della canzone: quando pensi che sarà il tuo turno?". Ecco, in fondo non sarebbero state domande difficili. Ma sono venuto a sapere, con sorpresa, che l'ex parrucchiere sardo assunto alla gloria con "La forza mia"(canzone vincitrice a Sanremo) interviste non ne dà, se non via e-mail, e tirate fuori con le pinze, previa raccomandazione.
Niente incontri diretti, niente radio, niente Tv. E quindi anche niente Pramzanblog (ma lui non sa nemmeno cosa si perde). Mamma mia, ma perché? Che male gli abbiamo fatto? Ha paura forse dei giornalisti di Parma? Perfino di quelli in esilio a Milano? So che Manuela Boselli, la bella e brava giornalista di Tv Parma, presentatrice delle serate dei "GiovedidEstate", cercherà di strappargli due preziosissime parole "fuori set". Ce la farà? Noi le siamo vicini con il cuore e con lo spirito.
Achille Mezzadri
(Foto di Marco Carta by Francesco Allegretti©)

mercoledì 29 luglio 2009

Le interviste di Pramzanblog: Luca Sommi

TOSCANINI DOVE LO METTO?
LO DECIDERÀ
UNA COMMISSIONE
“Sulla definitiva ubicazione della statua di Toscanini", dice l'assessore alla Cultura "non bastano le chiacchiere da bar: ora c’è una commissione di esperti, che farà le sue scelte su questo e su altri monumenti” – “Ho conquistato l‘amicizia di Vittorio Sgarbi parlandogli di “Cappuccetto rosso” - “Collaboravo alle pagine della cronaca e della cultura della Gazzetta di Parma e di nascosto all’Unità” – “Giuliano Molossi l’ha saputo soltanto pochi mesi fa – “I giovani devono sapere che la cultura è una grande sballo sano”

di ACHILLE MEZZADRI
foto di Steve Mezzadri











Di cose importanti ne ha fatte, e chissà quante ne farà. Trentasette anni il 18 settembre, la mostra sul Correggio come fiore all’occhiello, energia pura nell’inventarsi idee e nel scegliere quelle buone degli altri, un’amicizia di lungo corso con Vittorio Sgarbi. E poi articoli, libri, documentari, televisione, da qualche mese l’assessorato alla Cultura del Comune di Parma. Questo, e anche di più, è Luca Sommi. Avvocato mancato, sacrificato all’altare dell’arte. Che ho “trascinato” perfino a recitare in dialetto, alcune sere fa, la celebre poesia La gòssa, di Zerbini, in piazzale Pablo. Insomma, un parmigiano a cinque stelle, che entra a vele spiegate nella galleria degli intervistati di Pramzanblog...

Le fotostorie

QUEL TIFOSO D'UN GARIBALDI...
Quando il Parma ha riconquistato la serie A in piazza Garibaldi è scoppiata la festa - Una bandiera gialloblu si è infilata tra le braccia dell'Eroe dei Due Mondi... e da allora è rimasta lì
Per carità, nessuno la vuole togliere. Ma è abbastanza curiosa quella bandierina gialloblu tra le braccia di Garibaldi... L'eroe dei due mondi ne ha viste di tutti i colori durante la sua vita, ma forse non si sarebbe mai aspettato di diventare un giorno un ultras della Curva Nord. Invece è andata proprio così. Durante la festa delirante per la promozione in A, le bandiere gialloblu o crociate volavano nel cielo e una è finita tra le braccia di Garibadi, restandovi. Nessuno ha intenzione di toglierla, anche perché sembrerebbe un affronto all'impresa sportiva di Paloschi & C. In passato già altri vessilli, anche politici, erano finiti addosso all'Eroe, ed erano stati rimossi. Le bandierine del Parma, invece, quando cadono sul monumento, ci restano per mesi. E Garibaldi se la ride...
(Foto e ricostruzione grafica by Steve Mezzadri©)

martedì 28 luglio 2009

Il maestro parmigiano Matteo Pagliari

C'ERO ANCH'IO
ALLA FESTA PERUVIANA
"Oggi in Perù è festa nazionale per l'anniversario dell'Indipendenza", dice il giovane direttore d'orchestra - "Nella Cattedrale ho diretto l'orchestra Sinfonica Nazionale Peruviana davanti al Capo dello Stato" - "Ero emozionato, anche se per me la cosa più importante era la musica"
In Italia sta ancora cercando di farsi largo nel panorama musicale nazionale. In Perù (Paese dove visse e lavorò per otto anni, dal 1952 al 1960 l'indimenticato maestro Edgardo Egaddi) è già sugli allori e oggi ha avuto l'onore di dirigere l'Orchestra Sinfonica Nazionale del Perù, di cui è direttore principale, davanti al presidente peruviano Alan García, durante la Messa solenne per l'anniversario d'Indipendenza del Paese sudamericano. Il maestro Matteo Pagliari, 35 anni, è molto contento poche ore dopo l'esibizione sua e della sua orchestra. Breve intervista telefonica.
Com'è andata?
Molto bene, direi. È stata una Messa solenne piena di grande musica e sono soddisfatto.
Che musiche sono state eseguite?
Innanzitutto, all'ingresso nella Cattedrale del presidente Garcia, il preludio dei Maestri Cantori di Norimberga di Wagner. Poi, durante la Messa, il Te Deum di Mozart, ma anche la Messa dell'incoronazione e il Laudate Dominum, dai Vesperae Solemnes de Confessore, entrambi di Mozart e l'Alleluja, dal "Messia" di Haendel. Ma ho avuto anche una piacevole sorpresa...
Quale?
Alla fine del rito religioso ho diretto l'Inno nazionale peruviano e mi sono stati fatti i complimenti per come l'ho interpretato. E dire che non lo conoscevo, se non da due giorni...
Emozionato per aver diretto l'orchestra davanti a un capo di Stato?
Certamente, anche se per me la cosa più importante era la musica.
Grande giornata anche per lei, dunque...
Sì, a parte la levataccia. La Messa cominciava alle 9, ora locale, e mi sono venuti a prendere alle 6, perché il centro cittadino era completamente bloccato e bisognava fare un pezzo di strada a piedi. Così ho dovuto alzarmi alle quattro e mezza... (a.m.)
(Foto by Erberto Zani©)

Nell'anniversario dell'indipendenza peruviana

PER IL PERÙ IN FESTA
LA BACCHETTA
PRAMZÀNA DI PAGLIARI
Il maestro Matteo Pagliari, direttore principale dell'Orchestra Nazionale Sinfonica del Perù, ha diretto il "Te Deum" durante la celebrazione solenne nella Cattedrale di Lima, conclusa da pochi minuti, alla presenza del presidente peruviano Alan García















I peruviani di Parma hanno fatto festa domenica scorsa, per celebrare con due giorni di anticipo il 188° anniversario dell'Indipendenza del loro Paese ed è stato un parmigiano, il maestro Matteo Pagliari, 35 anni, a dirigere oggi l'Orchestra Nazionale Sinfonica del Perù che ha eseguito il "Te Deum" durante la Messa solenne celebrata alle 9 (le 16 ora italiana) nella Cattedrale di Lima, alla presenza del presidente della Repubblica peruviana, Alan García Pérez. "L'anniversario dell'indipendenza è un evento molto sentito qui in Perù", ci ha detto in videoconferenza da Lima ieri sera il maestro Pagliari "e la Messa solenne nella Cattedrale sarà ripresa integralmente in diretta dalla televisione peruviana. Seguendo un'antica tradizione, mentre il presidente Garcia farà il suo ingresso nella Cattedrale, dirigerò l'orchestra nell'ouverture dei "Maestri Cantori di Norimberga". Poi eseguiremo il "Te Deum". Durante la prova generale è andato tutto molto bene. Sono molto fiducioso per domani". Il direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale del Perù, resterà nel Paese sudamericano fino ad ottobre, poi tornerà a Parma. Ma è già in fase di costruzione il programma dei concerti che dirigerà nel 2010. "L'affiatamento con i miei orchestrali peruviani", ci ha detto il maestro Pagliari "è già eccellente. Loro sono molto contenti di lavorare con me e io con loro".
(Nelle foto, dall'alto: 1) Il maestro Matteo Pagliari mentre dirige l'Orchestra Nazionale Sinfonica del Perù, nella diretta di Tv Perù; 2) Il maestro Pagliari /by Erberto Zani©/; 3) L'interno della Cattedrale di Lima durante la diretta televisiva)
IN SERATA, IN COLLEGAMENTO CON IL PERÙ: INTERVISTA CON IL MAESTRO PAGLIARI

Presentazione questa mattina alla Corale Verdi

MARIONETTE E BURATTINI:
OMAGGIO A BELLEDI
Questa mattina alla Corale Verdi, alle 11, conferenza stampa di presentazione della 14° Rassegna Internazionale Marionette & Burattini che si svolgerà alla Pergola della "Corale" da venerdì prossimo al 28 agosto - Quest'anno è nel nome del regista Giorgio Belledi, scomparso il 25 marzo, che negli anni '70 con Luciano Ferrari inventò il primo Festival mondiale dei burattini e delle marionette - Cinque le Compagnie - I Ferrari in scena il 14 agosto

Questa mattina, alle 11, alla Corale Verdi di vicolo Asdente, alla presenza di Andrea Rinaldi, presidente della "Corale", Remo Melloni, direttore scientifico del Castello dei Burattini, di Alessandra Belledi, direttore artistico di Solares Fondazione delle Arti / Teatro delle briciole, di Gilberto Greci, presidente della Fondazione Monte e di Luca Sommi, assessore alla cultura, avrà luogo la presentazione-bis della 14.a Rassegna Internazionale "Marionette & Burattini", quest'anno dedicata a Giorgio Belledi, il regista scomparso il 25 marzo scorso, che negli anni Settanta, insieme con Luciano Ferrari, inventò e organizzò il primo Festival mondiale dei burattini e delle marionette. Presentazione-buis, perché la rassegna infatti è già stata presentata il 24 giugno scorso nel Giardino di San Paolo, accanto al Castello dei Burattini.
Cinque serate di pura magia. A partire da venerdì prossimo 31 luglio, ore 21,15, quando aprirà la rassegna la compagnia spagnola Rocamora di Carles Canellas con lo spettacolo "Solista". Secondo appuntamento il 7 agosto con la compagnia italiana Melarancio che proporrà la favola "Famelico lupo, ovvero come ti mangio i tre porcellini". Il 14 agosto, vigilia di ferragosto, aria di casa con i Burattini dei Ferrari. Daniela, Giordano e Manuela, con Umberto Zarotti, presentarenno lo spettacolo "Il gatto dagli stivali" (questo il vero titolo dello spettacolo) rielaborazione della celebre favola "Il gatto con gli stivali". "È da anni che non rappresentiamo questo spettacolo", dicono Giordano e Daniela". "L'ultima volta lo portammo in scena accompagnati addirittura dalla "Filarmonica Arturo Toscanini". Il quarto appuntamento della rassegna sarà il 21 agosto, con Luca Ronga e Gaspare Nasuto, che presenteranno "Pulcinella a quattro mani". "Marionette & Burattini" si concluderà la sera di venerdì 28 agosto, con l'argentino - spagnola Valeria Guglietti e il suo spettacolo No toquen mis manos. L’ingresso, a biglietto unico, costa 5 euro, e presentando il tagliando di partecipazione ad uno degli spettacoli della Rassegna Internazionale, si usufruirà dell’ingresso gratuito al Castello de burattini di via Melloni. La "Rassegna internazionale" è stata preceduta da un'altra piccola rassegna "Baràca e buratén" che le ha fatto da cassa di risonanza. È cominciata al Castello dei Burattini il 27 giugno e si è conclusa sotto i Portici del grano il 18 luglio.
(Nelle foto, dall'alto: 1) La locandina della 14.a Rassegna Internazionale "Marionette & Burattini"; 2) Dedicato a Giorgio Belledi; 3) "Solista" della compagnia "Rocamora"; 4) "Famelico lupo" della Compagnia Melarancio; 5) Giordano e Daniela Ferrari /by Edoardo Fornaciari©/; 6) "Pulcinella a quattro mani", di Luca Ronga e Gaspare Nasuto; 7) Valeria Guglietti in "No toquen mis manos")

I castelli nelle cartoline: 4) Montechiarugolo

OSPITÒ UN PAPA E UN RE
Quarta puntata della serie "I castelli del parmense", con le cartoline pubblicate nel dopoguerra dalla cartoleria di Pietro Bocchialini - Oggi presentiamo il castello di Montechiarugolo, che nel '500, ai tempi di Pomponio Torelli, ospitò papa Paolo III e il re di Francia Francesco I
Il nostro lettore Maurizio Reggiani, quando ha ritrovato in soffitta le cartoline della serie "I castelli del Parmense", uscita nel dopoguerra per i tipi della cartoleria di Pietro Bocchialini, in via Cavour, forse non sapeva che il castello di Montechiarugolo ha un passato di assoluto prestigio. Costruito da Guido Torelli nel Quattrocento, nel secolo seguente, ai tempi di Pomponio Torelli, umanista e letterato, ebbe ospiti illustri, tra i quali papa Paolo III e il re di Francia, Francesco I. Come tutti i castelli che si rispettano, narra la leggenda che nelle sue sale si aggiri un fantasma, quello della fata Bema. Per saperne di più sulla storia del castello di Montechiarugolo rimandiamo al sito dell'Associazione "Castelli del Ducato di Parma e Piacenza", di cui è presidente il conte Orazio Zanardi Landi.
MONTECHIARUGOLO (sito dell'associazione Castelli del Ducato)

lunedì 27 luglio 2009

Le interviste di Pramzanblog: Pietro Vignali

LO SCRIVA PURE: FIDANZATA CERCASI PER IL SINDACO

"Il matrimonio è un progetto a cui sto lavorando", dice il primo cittadino - "Da bambino sognavo di diventare una rockstar" - " Il mio relax è correre sui viali o in Cittadella, e suonare il piano" - "Un giorno, a casa mia, mi accorsi che la figlia di una mia vicina di casa stava ballando con la mia musica, assieme al suo ragazzo" - "Parma è una città dinamica e vivace che sa rispondere positivamente agli stimoli" - "Con il Metrò non ho fatto marcia indietro: solo che in questo momento di crisi non si può fare il passo più lungo della gamba" - "La nuova Ghiaia, alla fine, piacerà" - "Con Ubaldi non sempre sono d'accordo su tutto: sa com'è, entrambi abbiamo un certo carattere..."

di ACHILLE MEZZADRI

foto di Steve Mezzadri






Vignali che fa il sindaco. Ma anche Vignali che suona il pianoforte. Che canta. Che cerca la morosa. Che si ferma a parlare con la gente. Vignali che è un primo cittadino che non sta fermo un momento. Che pensa in grande per la sua città, ma che nello stesso tempo non fa un passo più lungo della gamba. Insomma Vignali che, al di là delle bandiere e delle colorazioni di partito, fa di tutto per piacere alla gente, ai parmigiani e, soprattutto, di fare qualcosa di utile e di duraturo per Parma. Pietro Vignali che, sindaco della nostra città dall'11 giugno 2007, entra a gonfie vele nella galleria degli intervistati di Pramzanblog....

LEGGETE QUI L'INTERVISTA COMPLETA

(se non ci riuscite, provate qui)

La rubrica "vietata ai non melomani"

Nella colonna destra della homepage trovate la terza puntata della rubrica di Paolo Zoppi "Su il sipario", con la "Madama Butterfly" a Macerata, il Festival di Savonlinna, in Finlandia, e la "prima" de "I Masnadieri", nel 1847

domenica 26 luglio 2009

Missione compiuta: cittadinanza in arrivo

IL SINDACO HA DETTO:
PRESTO NUCCI
SARÀ "PARMIGIANO"
Durante un'intervista con Pietro Vignali (che pubblicheremo domani), Pramzanblog ha consegnato nelle mani del primo cittadino l'ultima richiesta ufficiale di numerose associazioni cittadine per il conferimento della cittadinanza onoraria al famoso baritono - "Non ci sono problemi", ha detto Vignali "la cittadinanza sarà conferita nel periodo del Festival Verdi"
Missione compiuta. Il desiderio espresso dalla "carica dei 101", dal consigliere comunale Stefano Bianchi, da Roberta Pinetti (presidente del Coro Tebaldi) e da ben 12 associazioni cittadine, sarà esaudito: il baritono bolognese Leo Nucci, grande amico di Parma da una vita, diventerà cittadino onorario di Parma e riceverà le simboliche "chiavi della città". Ce lo ha confermato il sindaco, Pietro Vignali, venerdì mattina, nel corso di una lunga ed interessante intervista che ci ha concesso nel suo studio del palazzo municipale (e che pubblicheremo domani). Al sindaco abbiamo consegnato l'ultimo atto del "movimento popolare" a favore di Nucci: una lettera con le firme dei responsabili di 12 associazioni cittadine: Amici della lirica del Cral CariParma, Circolo Inzani, Club dei 27, Corale Verdi, Cus Parma, Famjia Pramzàna, Panathlon, Parma in dialetto, Parma Lirica, Parma per gli altri, Parma Nostra e Verdissime. E mentre gli mettevamo nelle mani l'ultimo appello gli abbiamo chiesto: "Dopo la carica dei 101", la proposta di delibera comunale avanzata dal consigliere Stefano Bianchi, la richiesta del Coro Tebaldi e questa ultima raccolta di firme, Nucci diventerà cittadino onorario di Parma?". "Sì", ha risposto Vignali "non ci sono problemi". "E i tempi?", gli abbiamo chiesto. "È possibile che "l'investitura" avvenga durante il prossimo Festival Verdi, quando Nucci "abiterà" a Parma per 40 giorni?". "Sì", ha ribadito il sindaco. Sarà possibile. Non dovrebbero esserci ostacoli".
Missione compiuta, dunque. Come ho già scritto in precedenza, a Parma, come in tutte le città del mondo, ci sono problemi di maggior spessore e di assoluta priorità. Niente da dire. Ma Parma è una "città musicale" ed è giusto che anche i maggiori ed appassionati protagonisti del suo percorso di eccellenza nel settore, siano considerati suoi figli.
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) /by Steve Mezzadri©/ Achille Mezzadri, l'inventore di "Pramzanblog" consegna al sindaco Pietro Vignali la lettera con
le firme dei responsabili di 12 associazioni cittadine; 2) Leo Nucci; 3) e 4) I timbri e le firme delle associazioni pro-Nucci)

Le sedi viaggianti della Polizia municipale

GLI UFFICI MOBILI:

PROMESSA MANTENUTA

Sono state presentate venerdì le due nuove centrali della polizia municipale - Nel dicembre scorso ce ne aveva parlato l'allora assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi, che auspicava l'arrivo di un moderno furgone - Il progetto è andato in porto con il suo successore, Fabio Fecci, e i furgoni sono addirittura due

Ieri l'altro ero a Parma, in piazza Garibaldi, proprio quando sono state inaugurate le due nuove centrali della polizia municipale, alla presenza del sindaco Pietro Vignali, dell'assessore alla sicurezza Fabio Fecci e del comandante della Municipale, Giovanni Maria Jacobazzi. I mezzi, due Fiat Ducato Panorama, sono attrezzati con un ufficio, telecamere interne ed esterne e un faro orientabile elettrico. Li ho visti: sono effettivamente a tecnologia avanzata e saranno molto utili per il controllo del territorio, diventando a tutti gli effetti due "sedi mobili" della Polizia municipale. "È un segnale", ha detto l'assessore Fecci "che teniamo alta la guardia in fatto di sicurezza sociale". È anche un segnale, aggiungo io, di quanto questa amministrazione, a mio parere, cerchi quando è possibile di mantenere le promesse. Sono andato a rispescare infatti l'intervista che feci il 9 dicembre scorso all'allora assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi. Riporto integralmente il breve brano dell'intervista che si riferiva agli "uffici mobili". Una volta i vigili urbani di Parma erano molto amati dai cittadini. Forse adesso non è più così, a prescindere dal caso Emmanuel. Che cosa si può fare per invertire la tendenza?

Guardi, io l'anno scorso, in via sperimentale, avevo avviato i "presidi". Erano fissi e mobili. Erano punti dove i cittadini potevano incontrare gli agenti della polizia municipale ed esporre i problemi. Servivano a riavvicinare i parmigiani a quelli che una volta erano i loro "vigili".

Ma quest'anno i presidi non ci sono. Esperimento fallito?

Posso dire che l'anno scorso gli agenti erano un po' spaesati, c'è stato qualche problema. Ma i cittadini hanno gradito, eccome. Le posso garantire che i presidi torneranno.

Perché aspetta?

I nostri mezzi sono un po' vecchiotti. Vorrei poter contare su un "ufficio mobile". Un pullmino (se possibile anche due, dipende dal bilancio comunale) con il quale gli agenti andranno a raccogliere, quartiere per quartiere, le lamentele e le proposte dei cittadini.

Ecco, queste erano le parole di Monteverdi, il quale auspicava un ufficio mobile, se possibile due. Ne sono arrivati due. Cambiano gli uomini, ma non i progetti. I cittadini ringraziano. (a.m.)

(Foto by Steve Mezzadri ©)

sabato 25 luglio 2009

L'à dè l'ezàm in pramzàn

LA SJORÉN'NA DAL DJALÈTT
Gloria Piazza, 18 anni, di Collecchio, è già stata intervistata dalla "Gazzetta" per la sua "tesina" in vernacolo all'esame di Stato - La nostra Elisa l'ha incontrata per spiegare anche ai lettori di "Pramzanblog" i motivi della sua scelta - "Per me il dialetto è una musica di sottofondo che accompagna la mia vita"
di ELISA ZELASCHI
Una distanza abissale sembra separare il dialetto dalle nuove generazioni. L’attenzione dei giovanissimi si allontana sempre più da quelle che sono le tradizioni e le usanze di un tempo per concentrarsi, invece, sulle cosiddette nuove tecnologie elettroniche e informatiche. Ma se questa è la regola, ecco pronta l’eccezione, un’eccezione alta, bionda e appena diciottenne: Gloria Piazza, fresca diplomata al "Liceo linguistico Guglielmo Marconi" e divenuta “famosa” in città per aver presentato davanti alla commissione d’esame una tesina proprio sul dialetto parmigiano. Lorenzo Sartorio l’ha già intervistata per la Gazzetta di Parma e Pramzanblog non poteva di certo esimersi dall’approfondire come e perché questa ragazza, figlia di agricoltori collecchiesi, abbia scelto di trattare “La poesia dialettale e le nuove forme di comunicazione alternative”.
Cordiale e disponibile, all’ombra del Palazzo del Governatore nella centralissima piazza Garibaldi, Gloria mi mostra orgogliosa la sua tesina stampata e rilegata. Il lavoro, già al primo sguardo, pare notevole. Le chiedo: tanto impegno spero ti sia valso il massimo dei voti?
No, non sono uscita con cento. Però all’orale mi hanno dato il massimo dei punti e tutti i professori si sono complimentati sia per l’originalità della scelta sia per gli argomenti trattati.








Come mai hai scelto un argomento che oggi, nell’era di Internet, dei messaggini, delle e-mail pare insolito, o quantomeno curioso per una ragazza?
Può apparire insolito, ma non per me. Anzi, si può dire che il dialetto sia stato e sia, tuttora, una sorta di musica di sottofondo che accompagna la mia vita.
Quindi lo ritieni una lingua viva, al pari dell’inglese e del francese che si studiano a scuola?
Assolutamente sì, in casa mia si è sempre usato. Anzi, mio nonno, che ha vissuto con me fino al 2004, quando è morto a 96 anni compiuti (e a cui ho dedicato anche la tesina), ha sempre parlato solo ed esclusivamente il dialetto. Dopo l’ictus, invece, iniziò a parlare l’italiano, tra l’altro benissimo: con costruzioni sintattiche ardite e passati remoti perfetti, a riprova del fatto che l’italiano lo conosceva ma preferiva usare una lingua che fosse veramente sua. Io stessa, non dico quotidianamente, però mi capita spesso di usare proverbi ed espressioni dialettali. Mia mamma poi, essendo rimasta orfana di madre a soli otto anni è stata allevata dalle zie, sorelle di mio nonno, tutte nate a fine Ottocento che le raccontavano le fiabe non certo in italiano, bensì in dialetto. E con quelle stesse fiabe son cresciuta anch’io: le raccontavo persino ai miei compagni di scuola da piccola.










E la scelta di approfondire un argomento simile adesso invece come è nata?
Devo premettere che a livello di classe volevamo tutti scegliere un argomento per tempo, in modo da preparare tutto con calma. Infatti il titolo l’ho scelto nel primo quadrimestre e a febbraio ho iniziato subito a scrivere, anche se poi mi sono lasciata trasportare e mi sono portata comunque a giugno con la rifinitura degli ultimi dettagli ancora da ultimare. Ma l’idea vera e propria me l’ha lanciata, per scherzo, una mia amica che sentendomi fare battute o usare degli intercalari tipicamente pramzàn mi ha consigliato di buttarmi su un tema per cui fossi portata. Ma soprattutto volevo fare qualcosa di diverso e di personale.












Ma gli insegnanti, prima di vedere il risultato, così approfondito e ben documentato (si tratta comunque di quaranta pagine, molte per una tesina liceale) come hanno preso la notizia? Erano scettici?
No, anzi la professoressa di italiano mi ha molto incoraggiato, poi Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli erano nel programma, quindi i professori erano già ben disposti, se così posso dire, verso la letteratura dialettale.
Mentre per le ricerche di cosa ti sei servita?
Sicuramente internet, tant’è che alla fine della tesina ho inserito oltre alla bibliografia anche la sitografia, ma più che altro ho apprezzato la disponibilità delle mie professorese nel prestarmi materiale utile, unitamente allo stesso Lorenzo Sartorio, per avermi offerto documenti preziosi sul pittore Giuseppe Monica.











Sarai cosciente del fatto che un elaborato come il tuo finirà sicuramente sugli scaffali della biblioteca della scuola come esempio di tesina per i maturandi futuri: non sei gelosa che qualcun altro possa prendere spunto, o copiare?
No, essere stata la prima a trattare un argomento simile mi rende senz’altro orgogliosa, ma circa il copiare penso sia impossibile: un po’ per la mole, ma soprattutto per la quantità di impressioni soggettive che ho inserito. Lo sento davvero come lavoro mio, quasi di famiglia per i “reperti storici” del mio bisnonno che ho inserito.
Infine una domanda ad hoc, visto che provieni da un liceo linguistico. Ami ovviamente le lingue e immagino viaggiare: come si concilia la voglia di espatriare e di metter in pratica quando studiato con l’attaccamento alle radici che dimostri, invece, attraverso questa tesina?
Viaggiare effettivamente mi piace molto. Tramite la scuola ho avuto l’opportunità di trascorrere tre settimane in Australia e due a Toledo e Nizza per stage linguistici. Di posti ne vorrei vedere moltissimi altri, però l’attaccamento a Parma è forte: mi sento molto parmigiana ed è una cosa che mi porterò dentro ovunque andrò.








Cioè, cosa intendi con “sentirti molto parmigiana”?
Di sicuro non è una cosa amministrativa, quello che conta è il modo in cui si vive in una città. Io sono di Collecchio, ma mi sento di Parma al cento per cento: ho fatto le scuole qua, ho tutti gli amici qua, ma soprattutto fin da piccola sono sempre stata abituata ai racconti di com’era Parma una volta, di come si viveva…quindi è un’appartenenza che deriva dall’istruzione e da come si viene educati. È qualcosa che è dentro di noi, che non si cancella. (e.z.)

venerdì 24 luglio 2009

"Stasìra parlèmma in djalètt" in piazzale Pablo

L'ASESÓR LUCA SOMMI
L'À RECITÈ IN DJALÈTT
L'assessore alla Cultura e il fotografo Giovanni Lunardi sono stati le grandi sorprese della serata - Il primo ha letto la poesia "La gòssa" di Zerbini, il secondo la sua "Àcua d'avtón" - Le poesie di Ercolén lette da Achille Mezzadri - Grandi applausi per tutta la compagnia e per Anna Maria Dall'Argine, che ha presentato e recitato
Era stato annunciato il collegamento internazionale con gli Stati Uniti, con il celebre fotografo strajè Giovanni Lunardi, ma la sorpresa delle sorprese, nella terza serata dello spettacolo "Stasìra parlèmma in djalètt", in piazzale Pablo, è stata quando l'ospite dello spettacolo, Achille Mezzadri, il "papà" di "Pramzanblog", ha presentato l'assessore alla cultura Luca Sommi, che dopo un brevissimo discorso sulle virtù del dialetto (da salvare), ha letto (e anche molto bene) la celebre poesia "La gòssa" di Zerbini. Poi Mezzadri, tra una poesia e l'altra di Ercolén Manfredi (Pärla un nonón e Una gaffe 'd Bargnoclón) si è collegato con Sarasota (Florida) dove Lunardi, emozionato e felice di trovarsi, seppure diviso da un oceano, tra i pramzàn, ha letto la sua poesia "Àcua d'avtón", da lui scritta quando aveva 18 anni. Applausoni. Comunque tutta la serata è stata felice, con una compagnia d'attori in gran spolvero: Mariangela Bazoni, Giorgio Capelli, Claudio Cavazzini, Anna Maria Dall'Argine, che ha anche presentato la serata, Luigi Frigeri, Ermes Ghirardi, Maurizio Landi, Enrico Maletti e Giuseppe Mezzadri, con Luigi Abbati alla fisarmonica. Gags, barzellette, canzoni, battute che hanno scatenato l'ilarità, e gli applausi del pubblico. Molto apprezzata la scenetta delle nozze di due vecchi innamorati, fantastico Giuseppe Mezzadri, autore di testi straordinariamente pramzàn e anche perfetto nella recitazione, una Dall'Argine "memorabile", così come Maurizio Landi, nella scenetta degli sposi, e poi la bravura e la verve dei "musicanti", Giorgio Capelli e Mariangela Bazoni, nonché il sempre eccezionale Enrico Malett, al prìncip dal djalètt, insuperabile nella recitazione di La bàza.
E la fisarmonica di Luigi Abbati. E la perfetta parmigianità di Claudio Cavazzini.
Insomma, bravi tutti. E bravo anche il pubblico, che si è goduto una serata (anche con l'aiuto di un po' di vento che ha mitigato la calura) da non dimenticare. (a.m)
(LE FOTO - 1) by Matteo Mezzadri © / dalla 2) alla 9/ by Steve Mezzadri©/, - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Il gruppo di attori, cn l'ospite Achille Mezzadri, di "Stasìra parlèmma in djalètt"; 2) L'assessore Luca Sommi si accinge a leggere la poesia "La gòssa"; 3) Anna Maria Dall'Argine; 4) Achille Mezzadri; 5) Giuseppe Mezzadri ed Enrico Maletti; 6) Da sinistra Ermes Ghirardi, Mariangela Bazoni e Giorgio Capelli; 7) Da sinistra: Maurizio Landi, Anna Maria Dall'Argine e Claudio Cavazzini; 8) Enrico Maletti; 9) Luigi Abbati)
IN FONDO ALLA HOME PAGE: LA GALLERIA FOTOGRAFICA DI MATTEO MEZZADRI©