O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


sabato 16 maggio 2009

Vietato ai maggiori: Quelli della notte -1-

XXL: EXTRALARGE ANCHE I PANINI
Comincia con il locale di via Cerati, frequentato prevalentemente da universitari, il giro tra i luoghi frequentati dai giovani parmigiani
di Eleonora Castelmezzano

È giovedì sera, e “prende bene stare fuori oggi che è primavera”, come in una canzone dei Negrita… Siamo universitari, e il giovedì sera, per una birra e due chiacchiere in compagnia, ci si vede all’XXL, in via Cerati. Locale nato negli anni ’90, ha cambiato solo due gestioni. Con la prima era più grande (da qui il nome, XXL), ma poi ha subito una riduzione degli spazi per ricavare degli uffici. Resta comunque il pub più ampio di Parma. La cucina è aperta fino a tardi, è l’ideale per un “pasto della buonanotte”. Disco-pub scuro, rustico, come mi immagino quelli della London vecchia maniera. Saliamo la scalinata, ed entriamo. La musica alta, i tavoli pieni, ragazzi e ragazze seduti a mangiare panini giganti, a bere birra, fila alla cassa per ordinare qualcosa. Sono solo le 22, ma il locale è già pieno. Mi avvicino per parlare ai tre baristi, sembrano nel panico, dieci ordinazioni al minuto. Parlo con il più giovane, un ragazzo biondo, che mi dice che i ragazzi ordinano soprattutto birra, ma in realtà, dato che non c’è l’obbligo di consumazione, molti vengono qui solo per stare con gli amici e per sentire un po’ di musica, ballare... Mi faccio strada tra la folla e mi ritrovo nella pista da ballo, tra spintoni e spallate, e Alex, il dj alla consolle, suona una vecchia canzone di Sean Paul, Get Busy, che mi fa tanto ricordare l’Astrolabio della domenica pomeriggio, quando appena quattordicenni andavamo a ballare di nascosto dai genitori, inscenando un pomeriggio al bowling. Ha fatto veramente la storia di Parma. Nella sala a fianco, seduto al tavolo, trovo Mattia, 21 anni. Gli chiedo che cosa pensa di questa serata, perché è qui. Mi dice che ha finito le lezioni di economia e commercio, deve dare però 4 esami e si vuole svagare, “Niente di speciale, è che durante la settimana c’è poco da fare, mentre qui il giovedì c’è sempre gente”. Giro un paio di domande anche al suo vicino, Andrea, 22 anni, studente di veterinaria. Mi dice che voleva mangiare un bel panino farcito, e che qui sono ottimi, in più c’è un po’ di musica, si balla un po’, si salta un po’. Questo ragazzo dice sempre “un po’”! 
Registro espressioni, sguardi, visi conosciuti. Faccio qualche altra domanda in giro, mi sento rispondere quasi sempre nello stesso modo: universitari, serata tra amici, un po’ di musica, voglia di estate… Mi avvio fuori, e sulla gradinata c’è un gruppetto di ragazzi e ragazze che fumano…. Ed è calata la notte, e piove un pochino, sento risate, parole, discorsi, e un fragore di anime giovani e libere che vorrebbero non dormire mai. (
e.c.)

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