O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 8 maggio 2009

A margine dell'incidente di Tornolo

QUANDO SI DICE IL DESTINO...
Maria Gelmini aveva compiuto da poco 92 anni e aveva rischiato di morire l'anno scorso - Si stava riprendendo proprio adesso, quando ha perso la vita in uno scontro tra auto
La cronaca quotidiana, incidenti, furti, eccetera, non ha in Pramzanblog, si sa, un contenitore ideale. Qui si tratta di storie, di parmigianità, di tradizioni. Ma Maria Gelmini, la novantaduenne che ha perso la vita nell'incidente nei pressi di Tornolo, l'altro ieri, era mia seconda  cugina (due dei miei bisnonni del ramo materno, Nicola Gelmini e Giulia Zambruni, erano i suoi nonni) e la sua storia la conosco bene. Ed è una storia da raccontare, come tutte le storie di ordinaria quotidianità della gente comune. Quando si dice il destino: Maria, che era nata a Lentigione, in provincia di Reggio Emilia, il 22 aprile 1917, aveva dunque compiuto, da poco 92 anni. E questo era il tempo della sua ripresa, della sua rinascita alla vita. Perché l'anno scorso aveva rischiato di morire. E proprio adesso aveva cominciato a sentirsi discretamente, al punto che, come mi ha riferito un suo nipote, si era concessa con il fratello Emilio, con cui viveva, una breve vacanza a Chiavari, assieme alla badante sudamericana. Tornavano, appunto, dalla Liguria. Sulla Fiat Bravo di Emilio (ora in condizioni molto critiche, con plurifratture, due femori e una costola), condotta da un giovane nipote, Mirco. Ed avevano scelto la statale invece dell'autostrada, "per maggiore sicurezza". Invece, in località Pelosa, a monte di Ponte Strambo, l'impatto con una Fiat Sedici su cui viaggiavano due anziani di Bedonia. Maria era una donna in gamba, che aveva dedicato la sua vita all'amministrazione postale, nell'ufficio di Lentigione, assieme al fratello Enrico. Poi si era trasferita a Parma, in viale Pier Maria Rossi e da anni aveva condiviso la vecchiaia con il fratello Emilio (86 anni compiuti il 25 aprile), commerciante in pensione, ex socio, dal 1953 fino alla pensione, della nota ditta di dolciumi Mavedo. Due brave persone, stimate da tutti, sempre pronte ad affrontare le avversità della vita con un sorriso. Ma il destino, si sa, non guarda in faccia nessuno. Ciao, Maria.

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