O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 6 maggio 2009

Ha ricevuto il cavalierato di Verdi

ÀNCA L'INDJÀN ZUBIN MEHTA
ADÉSA L'È UN PO' PRAMZÀN

Prima del grande concerto che ha concluso la stagione concertistica al Regio, il celebre direttore d'orchestra è stato insignito della prestigiosa ed esclusiva onorificenza del Club dei 27 - È il ventesimo in 34 anni - L'elenco dei "cavalieri di Verdi"

Un po' di Parma anche nel prestigioso curriculum di Zubin Mehta. Il grande direttore d'orchestra indiano, infatti, ha ricevuto ieri, nel ridotto del Teatro Regio un riconoscimento molto parmigiano, il cavalierato di Verdi, che il Club dei 27 dispensa con grande parsimonia da 34 anni ai più meritevoli interpreti della musica in generale e dello spirito verdiano in particolare. Mehta è il ventesimo, il terzo non italiano (dopo Placido Domingo e José Carreras). Ce ne vuole infatti per ricevere questa onorificenza, molto ambita dai più grandi artisti.
Ecco la cronaca dell'evento, del nostro "inviato"
Paolo Zoppi, il "Falstaff" del Club dei 27.
Con una cerimonia semplice ma intensa, intrisa di grande emozione e partecipazione, ieri sera alle 18,30, in una sala del Ridotto del Teatro Regio, il Club dei 27 al gran completo ha conferito la sua massima onorificenza, il “Cavalierato di Verdi” al Maestro Zubin Mehta, a Parma con l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per il concerto che ha concluso la stagione concertistica del Regio. Il Cavalierato, che non veniva assegnato dal 2005, è il ventesimo nella storia ultracinquantennale del sodalizio ed è stato dato al maestro indiano con la seguente motivazione: “Per la penetrante intensità interpretativa magistralmente profusa nell’eccelsa arte direttoriale e la lirica tensione della Sua lunga frequentazione Verdiana.” Il Maestro Mehta, molto commosso ha ringraziato con poche ma toccanti parole, ricordando come “senza Mozart, Wagner e Verdi non possa vivere”. Ha poi parlato del progetto di portare nel 2011, sempre con l’orchestra fiorentina di cui è direttore principale, La Forza del destino e Messa da Requiem a Tokio. Il maestro ha poi voluto ringraziare da par suo: ha infatti bissato la sinfonia della Forza del destino al termine del concerto serale (nel quale proponeva Wagner e Brahms), ricevendo da un teatro gremito in ogni ordine di posti, una vera e propria ovazione. (p.z.)
I VENTI CAVALIERI DI VERDI

1) Giuseppe Valdengo (8 novembre 1975)

2) Luciano Pavarotti (24 maggio1976)

3) Renata Tebaldi (24 marzo 1979)

4) Mirella Freni (4 aprile 1980)

5) Romano Gandolfi (4 aprile 1980)

6) Renato Bruson (1 gennaio 1981)

7) Corale Verdi (10 dicembre 1982)

8) Franco Corelli (22 settembre 1985)

9) Carlo Bergonzi (24 maggio 1986)

10) Piero Cappuccilli (13 maggio 1988)

11) Giulietta Simionato (9 ottobre 1988)

12) Beniamino Gigli (alla memoria, 27 ottobre 1990)

13) Leo Nucci (4 giugno 1993)

14) Riccardo Muti (10 gennaio 1994)

15) Claudio Abbado (20 gennaio 1995)

16) Pier Luigi Pietrobelli (28 giugno 1999)

17) Renata Scotto (15 giugno 2001)

18) Placido Domingo (27 febbraio 2002)

19) José Carreras (5 aprile 2005)

20) Zubin Mehta (5 maggio 2009)

(Nelle foto, dall'alto / by Paolo Zoppi © /- CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Il maestro Zubin Mehta con l'onorificenza del "cavalierato di Verdi" accanto al presidente del Club dei 27, Giovanni Reverberi; 2) La pergamena con la motivazione; 3) Giovanni Reverberi, accanto al maestro Mehta, legge la motivazione)

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