O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 15 maggio 2009

Dai nostri inviati ai Giovedì della tradizione

QUELL'ANTICO AMORE
DI PIER MARIA E BIANCA
Successo della quarta conferenza alla Corale Verdi, sui castelli di Torrechiara, dei Rossi e su quello di Bastia, dei Malaspina - I resoconti di Italo Pizzati e Italo Comelli


Alla Corale Verdi di vicolo Asdente, ieri sera, si sono riaccesi i riflettori su un antico amore, che ebbe come teatro il Castello di Torrechiara. Fu infatti qui, nella celebre Camera d'oro, fiore all'occhiello dell'antico maniero, che Pier Maria Rossi riceveva la sua amante, la bella Bianca Pellegrini. Entrambi erano sposati. Lui con Antonia Torelli (matrimonio politico, imposto dalle famiglie, quando lui aveva solo 15 anni), con la quale viveva nel Castello di San Secondo. Lei con Melchiorre d'Arluno, che aveva lasciato proprio per amore di Pier Maria, il quale l'aveva mandata a vivere nel vicino Castello di Roccabianca. In più aveva fatto costruire il Castello di Torrechiara, non tanto per difendersi dai nemici, ma proprio per incontrare lei, più lontano da occhi indiscreti. Un grande amore, che durò per tutta la vita. Il castello, ora chiuso per restauri dopo il terremoto del 23 dicembre scorso, era uno dei due temi, assieme al castello malaspiniano di Bastia, in Lunigiana, dei Giovedì della tradizione, giunti con successo al quarto appuntamento. Ecco il resoconto degli inviati di Pramzanblog, Aristide e Claudia Tedeschi:









"Italo Pizzati ha introdotto la storia dei Rossi, nativi di Berceto, che hanno esteso il loro dominio su quasi tutto il territorio montano, della collina e della pianura. In particolare si è soffermato sull’opera pittorica di Benedetto Bembo che ha affrescato quasi tutti i castelli dei Rossi: singolare quello di Roccabianca che Pier Maria Rossi fece dipingere tutto di bianco, comprese le mura, in onore della sua amante, Bianca Pellegrini. Bianca viene rappresentata, in un dipinto, con un mantello , un bastone e la conchiglia del pellegrino. Vicino al castello di Torrechiara, dove una volta vi era il transito ed il guado della Parma per i pellegrini, è sorta la Badia benedettina, chiamata anticamente S.Maria della Neve, fatta costruire da Pier Maria Rossi per il figlio naturale Ugolino, diventato abate. La Badia è stata edificata con lo stesso materiale del castello.






Pizzati ha poi parlato della fortezza malaspiniana di Bastia, in Lunigiana, che è stata costruita per essere inespugnabile. Si trova in un altura nella valle di Licciana. Vi abitò anche Anna Malaspina, di straordinaria bellezza (sposata con il marchese Giovanni Malaspina ed amante di Guillaume Du Tillot) che proprio per il suo straordinario fascino fu mandata in Francia alla corte di Luigi XVI, per adombrare il mito di Madame de Pompadour. Non vi riuscì ma comunque ritornò in Italia con un ricchissimo “vitalizio” concessole dal re.
Ha poi preso la parola Italo Comelli parlando di un Rossi molto importante: Bernardo Rossi, ghibellino, che sposò la sorella del Papa Innocenzo IV (al secolo Sinibaldo Fieschi dei conti di Lavagna).

Dopo il matrimonio Bernardo diventò guelfo, coinvolgendo anche la città di Parma che da ghibellina, com’era sempre stata, diventò guelfa, suscitando le ire di Federico II. Comelli ha spiegato anche che a quei tempi la Lunigiana era suddivisa il 50 staterelli, ognuno con il suo re, conte o marchese, quasi tutti discendenti dei Malaspina. Ogni staterello aveva la propria moneta, le proprie unità di misura, nonché le proprie leggi. Pochi sanno, inoltre, che la divisione dei Malaspina in due rami principali, “la linea dello spino secco” e “la linea dello spino fiorito” avvenne in un incontro che si tenne a Parma nella chiesa di Sant’Andrea, in Via Cavestro. Oggi la chiesetta romanica, sconsacrata, è occupata da mostre d’arte.
Il prossimo appuntamento sarà giovedì 4 giugno con due succosi temi: Guardasone e il Petrarca e Mulazzo e Dante.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - 1) Il castello di Torrechiara; 2) La Camera d'oro con un affresco che raffigura l'amore di Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini /by aemme ©/; 3) Bianca Pellegrini; 4) Il castello di Bastia, in Lunigiana; 5) Anna Malaspina; 6) Lo stemma malaspiniano della "linea dello spino secco"; 7) Lo stemma della "linea dello spino fiorito")

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