O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


giovedì 14 maggio 2009

Da 85 anni senza Padre Lino

L'éra vestì colór 'd sigàl toscàn

col sacòssi tacädi cme il mandòni

e il mandòni tacädi cme il sacòssi

L'éra un frè, mo 'ls fermäva

ànca col dònni...

(Renzo Pezzani)

UNA  SFILZA DI GRAZIE
E MIRACOLI:
COME MAI PADRE LINO
NON È ANCORA BEATO?
In un libretto pubblicato nel 1951 c'è l'elenco delle 156 grazie concesse tra il 1934 e il 1951 da padre Lino ai suoi devoti dopo la scomparsa, avvenuta il 14 maggio 1944 - Possibile che la causa di beatificazione, iniziata nel 1942, vada così a rilento?
Guarigione di Annetta Morelli, di San Secondo, da spondilite (26.6.1941). Il soldato Mattioli Adelfo è protetto durante la guerra e ottiene da P. Lino la guarigione della sua figlia Giuseppina, da meningite (1.6.1942). Anna Pallini in Barilli, di Parma, ottiene la guarigione della sua figlia Anna, ammalata di polmonite (25.7.1942). Rosalia Chimeri in Agostinelli, di Venezia, guarisce da un tumore al petto (27.1.1943). Il giovane Adolfo Ghidini, della Mirandola, guarisce da tifo (2.2.1944). Irma Passera Lombardi, di Fiorenzuola d'Arda, dopo fervide preghiere, ottiene la guarigione del fratello Giuseppe, ammalato di ulcera duodenale (18.11.1946). Guarigione di Amerigo Salvini, di Parma, da broncopolmonite, con attestato del medico curante prof. Leo Cipperich (22.5.1949). Oreste Campanini di Baganzolino (Parma), dopo aver sofferto disturbi di ernia per due anni (1943 - 1945), non volendosi assoggettare all'operazione, pregò P. Lino per lo spazio di due mesi e guarì perfettamente (Baganzolino, 24.1.1951). 
Sono alcune delle 156 grazie che devoti alla memoria di padre Lino, scomparso 85 anni fa, il 14 maggio 1924, sostengono di aver ricevuto tra il dicembre del 1934 e il gennaio del 1951. Questo elenco è in appendice a un testo scritto da padre Gregorio Giovanardi, estratto da "Studi francescani" e pubblicato da Vallecchi nel 1951. 156 "intercessioni" in 16 anni, forse nessun miracolo eclatante, ma possibile che tutto ciò non sia riuscito a smuovere il processo di beatificazione, avviato nel luglio 1942 e approdato stancamente solo nel 1999, dieci anni fa, alla dichiarazione che Padre Lino è un "Venerabie della Chiesa"? Misteri della fede.
L'elenco è tutto da leggere (ne pubblichiamo le pagine) perché è la testimonianza di quanta gente, sinceramente e con assoluta devozione, abbia confidato nelle virtù taumaturgiche di padre Lino.
Vale la pena di ricordare come fu accolta la sua scomparsa dai carcerati che tanto aveva amato e che ottennero di rivedere la salma, in carcere,  prima del funerale. Ecco, da uno dei tanti libri su padre Lino, la testimonianza di uno di loro: "In quel momento nel carcere non vi era più direzione né reclusi: tutti erano spariti nel comune dolore, si era formata una sola famiglia, tutta riunita per piangere il più caro dei congiunti. Quando i cancelli del carcere furono aperti, noi reclusi ci trovammo fuori come per incanto. Nessuno di noi tentò di fuggire, e pensare che tra di noi ci erano galeotti condannati a 25-30 anni e capaci di tutto. Noi stessi abbiamo accomodato la bara sul carro funebre e quando il carro si è allontanato, senza che nessuno ce lo dicesse, siamo rientrati tutti, silenziosamente, nel nostro carcere".
Poi, ai funerali del frate, accorse l'intera città. "In quella soleggiata mattina del 18 maggio", scrisse padre Gregorio Giovanardi "si vide a Parma uno spettacolo forse mai visto: ogni ceto di persone, le rappresentanze di tutte le autorità civili, militari, ecclesiastiche, innumerevoli assoiazioni con labari precedevano e seguivano il carro funebre, inceendo a stento, fra due ali di popolo, per le vie principali dell'Oltretorrente. E nonostate si fosse in tempi un po' turbolenti, fra tanta moltitudine di gente non successe il minimo inconveniente. Molte persone piangevano e altre gettavano fiori sul carro che ne era rimasto letteralmente coperto". 
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Padre Lino Maupas con i suoi poveri in una rara foto del tempo; 2) La copertina del libro dedicato al frate da padre Gregorio Giovanardi nel 1951; da 3) a 7) Le pagine dedicate all'elenco delle "grazie" concesse da padre Lino)

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