O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


lunedì 11 maggio 2009

Chiedi chi era monsignor Giuseppe Orsi, il prete

IL MONSIGNORE CHIAMATO "DON"
CHE PRESE IL POSTO DI PADRE LINO
È scomparso nel 1970, ma il suo ricordo è rimasto nel cuore dei parmigiani - Per tre anni fu cappellano del carcere di San Francesco dopo la scomparsa di padre Lino, suo grande amico - Fu parroco, per 43 anni, della Chiesa di San Vitale
Monsignor Orsi, dal '56 al'70, anno della sua scomparsa... Macchè monsignore... Nel cuore dei parmigiani (e anche nel mio, che sono stato un suo parrocchiano e chierichetto) è rimasto, e rimarrà per sempre, "don Orsi". Perché aveva un vocione baritonale che intimoriva un po' noi bambini, ma un cuore straordinario, una ferrea formazione teologica, una fantastica forza oratoria, una incrollabile perseveranza, che avevano fatto di lui un prete semplice ed  amatissimo. Con un grande carisma. Se fosse diventato papa, sono sicuro, l'avrebbero soprannominato il "Papa buono", come Giovanni XXIII. Perché, anche dopo la promozione a monsignore, il 18 marzo 1956 (ricordo che io recitai un brano di prosa durante la festa a lui dedicata, in sagrestia) rimase un semplice prete. Don Orsi, appunto. Non a caso era stato grande amico di Padre Lino, il "santo di Parma", del quale aveva preso il posto come cappellano del carcere di San Francesco, tre giorni dopo la una scomparsa. E fu proprio quell'incarico, che svolse in modo così umano, così caritatevole, che lo fece subito amare dai parmigiani.  Nato a Berceto (come don Giuseppe Cavalli, il prete della Resistenza) il 20 settembre 1886, prima di succedere a Padre Lino, "don Orsi" era stato ordinato sacerdote il 25 marzo 1909 (cent'anni fa) dal vescovo Guido Maria Conforti, era stato cappellano per sette anni nella parrocchia di Santa Maria in borgo Taschieri e contemporaneamente, per sei anni, Consorziale della Basilica Cattedrale. E, ancora, era stato Economo spirituale della parrocchia di Mulazzano e Vicario parrocchiale di Langhirano durante la prima guerra mondiale. Il 26 luglio 1918 era stato nominato parroco della Chiesa della Santissima Trinità, dove rimase fino al 1927, quando, il 3 marzo di quell'anno, divenne parroco di San Vitale. Mille i ricordi legati a lui. Il vocione da baritono, innanzitutto (ho letto che qualche volta, ai pranzi con amici sacerdoti, amava intonare "Vecchia zimarra" dalla Bohème), le sue prediche dal pulpito, a metà della chiesa, una messa da me servita (con lui) maldestramente, alle cinque del mattino, prima della partenza per una gita al Sacro Monte di Varallo, l'ultimo incontro, nella seconda metà degli anni Sessanta, quando io ero già cronista della "Gazzetta", nella sua sagrestia. Ricordo quell'incontro come fosse ieri. Era seduto, con un messale tra le mani. Mi scusai di avere interrotto la sua lettura. Mi fece una carezza e mi disse: "Sono contento che tu sia diventato giornalista. Venivo in casa tua, qui nella vicina via XX marzo, quando eri piccolo così...". Mi guardò con la dolcezza di un nonno. (a.m.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Monsignor Giuseppe Orsi; 2) La Chiesa di San Vitale; 3) La navata centrale della Chiesa di San Vitale)

1 commento:

pramzanserass ha detto...

Grazie di cuore Mezzadri.