O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 14 aprile 2009

Sostituzione nella "Tosca" al Regio

LICITRA È CAVARADOSSI
Il tenore argentino Marcelo Álvarez ha dovuto dare forfeit per la recita di questa sera, a causa di una improvvisa forma allergica - Al suo posto Licitra, che a Parma ha studiato (con Bergonzi) e debuttato al Regio nel 1998











Cambio della guardia nell'attesa replica di Tosca questa sera al Regio. Marcelo Álvarez è stato colpito da un'improvvisa forma allergica e sarà sostituito da una vecchia conoscenza dei parmigiani, Salvatore Licitra, 41 anni, che si è diplomato al conservatorio "Arrigo Boito" e che ha esordito proprio al Teatro Regio, nel 1998, nel Ballo in maschera. Il tenore siciliano acquisì fama internazionale il 12 maggio 2002 quando venne chiamato all'improvviso al Metropolitan di New York a sostituire Luciano Pavarotti proprio nella Tosca. La sua interpretazione fu accolta trionfalmente dalla critica e dal pubblico: 43 secondi di applausi dopo Recondita armonia e 46 dopo E lucevan le stelle.  Licitra è anche molto amico di Álvarez  con il quale cantò in concerto a Roma, al Colosseo, nel 2003 e registrò l'album Duetto, con 17 brani.
DA YOUTUBE: La Tosca di Licitra (con la Guleghina) alla Scala nel 2000
Vittoria 
O dolci mani 
(Nelle foto, dall'alto: 1) Salvatore Licitra; 2) Marcelo Álvarez)

3 commenti:

Maganuco ha detto...

...forfait...

ACHILLE MEZZADRI ha detto...

L'indimenticato Baldassarre Molossi una sera, in tipografia, recitò ai suoi giornalisti: "La parola forfè (la scrivo così, come si pronuncia, per non fare confusione), ha due valenze: significa fare una rinuncia, e allora noi la scriviamo all'inglese "dare FORFEIT", ma significa anche un quantum di cose, quindi scriviamo, alla francese, "un FORFAIT".
Fu una regola che ho sempre rispettato. Anche se i due termini sono equivalenti, proprio perché di altre lingue. Comunque FORFAIT deriva proprio dal termine inglese FORFEIT che ha il significato di rinuncia. In Italia ormai (lo dicono anche il Devoto-Oli e il Garzanti) si usa abituamente FORFAIT, ma io ho spiegato perché faccio le due distinzioni.

Marullo ha detto...

> attesa replica di Tosca, questa sera al Regio


Leggiucchiando in giro per la Rete, ecco un parere su com'è andata la replica dell'8 Aprile, quella con Alvarez:


Tosca al Regio, una seconda col fiato in golaSi dice che di solito la seconda vada meglio della prima. Meno stress, meccanismi più rodati, pubblico più competente, e il risultato è migliore. Beh, ieri sera (turno B in abbonamento) le cose non sono andate proprio così.

...
Fin dall’inizio si è capito che Alvarez era in difficoltà, che la voce proprio non girava. E se bene o male le "recondite armonie" è riuscito a portarle a casa, la “parola che consola” non è proprio riuscito a dirla

...
si è presentato per gli applausi finali con una deliziosa aria umile e abbacchiata, che ha conquistato ancora di più il pubblico. E ha perfino accennato verso i plaudenti un gesto che sembrava dire “basta, basta, non merito tanto”.

...
La Carosi ha cantato bene; ha fatto il bis di “Vissi d’arte”, che a dir il vero stavolta mi è sembrato un po’ programmato, e poi ha steccando clamorosamente la “lama” del terzo atto: un urlo che ha fatto tremare il lampadario del Regio.

Il pubblico ha mormorato, sul momento, ma alla fine ha perdonato e applaudito calorosamente anche la primadonna.

> per leggere il tutto...
A viverla da parmigiano non ci si crede mica, lo so: c'è molta sicurezza, in città, in merito alla bontà degli spettacoli inscenati al Regio e circa la competenza del pubblico in sala.

Io per primo, spettatore qualsiasi, mi beavo delle stesse certezze; perché mai dubitarne?

Televisione e Gazzetta non fanno che tessere lodi, giusto? Dicono che lo spettacolo è stato buono, allora lo è stato senz'altro; l'applauso è scattato caloroso, allora era senz'altro meritato.

Perché quando il Regio applaude...

io ho impiegato un paio di anni; ascoltato tantissima Opera e ingoiato inopinati bocconi amari, prima di convenire sul fatto che, oramai anche al Regio, son applausi facili.