O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


lunedì 20 aprile 2009

Sipari: il Theatro del vicolo

DA STALLA A BOMBONIERA
Di fronte alla Corale Verdi c'è un delizioso teatrino con 100 posti, ricavato dalle vecchie stalle di Maria Luigia - È condotto da sei anni dal suo creatore, Egidio Tibaldi - In cartellone prosa, cabaret, fiabe, musica degli anni Sessanta - Interessante spettacolo, "Per non dimenticare...", il 25 aprile
Dicono gli storici maliziosi che qui la duchessa Maria Luigia si sia levata qualche capriccetto con gli stallieri più aitanti, ai quali poi avrebbe fatto tagliare la lingua affinché non potessero parlarne con nessuno. Voglio sperare che queste siano leggende metropolitane, tramandate di generazione in generazione. Ma, si sa, è sempre la verità che fa fatica a venire a galla. Le calunnie, i venticelli maliziosi, i pettegolezzi, fanno il giro del mondo in un baleno. E restano. Comunque è proprio qui, nelle ex stalle di Maria Luigia, che Egidio Tibaldi ha inventato il suo teatro - bomboniera, il Theatro del vicolo, 100 posti e un cartellone annuale da fare invidia ai teatri più grandi e più prestigiosi. 
Tibaldi, come le è venuta l'idea di inventare questo teatrino?
Sognavo una scatola magica, un piccolo contenitore d'arte dove poter infilarci attori, cantanti, burattini, un cocktail di emozioni. Ci sono riuscito.
Perché Theatro e non Teatro?
Be', un piccolo sfizio, una piccola originalità. Non ci sono retroscena.
Ha faticato molto per trasformare le antiche stalle di Maria Luigia in un piccolo teatro?
Be', non è stato semplicissimo. Qui dentro c'era di tutto. C'era perfino una piccionaia. Be', con un po' di pazienza, è partita la "bonifica" e ora eccoci qui.
Ma è vera la leggenda che Maria Luigia...
Ma non lo so. Ma è divertente immaginare che la sia... Quando si entra qua dentro non si può non pensare a quei tempi... Lo spirito della duchessa aleggia...
Qui lei riesce a mettere in piedi stagioni di prosa molto interessanti...
Be', non per vantarmi, ma sono cose di qualità. Questa è la casa di due compagnie. E una è quella del grande Francesco Sciacco, 84 anni, che ha messo in piedi un'ottima compagnia di giovani.
Qual è il suo fior all'occhiello?
Dei ragazzi portatori di handicap che si esibiscono qui con grande bravura, ottenendo sempre un meritatissimo successo.
Questo è anche diventato il regno della musica degli anni Sessanta...
È vero. Abbiamo messo in pidi anche quest'anno un bel programma. Sul nostro palcoscenico si sono già esibiti i TNT, La macchina del tempo, I Corvi, i Nuovi Pupi, i Parma City Blues, i Posto di blocco 19, gli Shout. Il 26 tornerà La macchina del tempo, poi il 2 maggio ci saranno gli LSD e il 10 maggio ci sarà il grande ritorno dei Moschettieri.
I Moschettieri che negli anni Sessanta erano guidati dal mio amico e collega Beppe Gualazzini?
Sì, i Moschettieri. Quelli che a quei tempi suonarono perfino a un concerto dei Rolling Stones...
Lei non sta mai fermo un attimo. Quando non pensa al suo Theatro del vicolo organizza e presenta eventi...
Sì, è vero. Questo è un mondo che mi piace. Ho organizzato, presentato, e curato la regia del Tributo a Jimmy e Billo, al Paganini, e adesso, il 28 aprile, curerò la regia dello spettacolo benefico in memoria dell'ostetrica Maria Godi, sempre al Paganini. Un grande concerto, con Michele Pertusi, Paola Sanguinetti, la Corale Verdi... Ma prima andrà in scena, nel mio teatro, uno spettacolo molto interessante.
Di che cosa si tratta?
Di una rappresentazione teatrale intitolata "Per non dimenticare... ma anche per non odiare mai più", che andrà in scena il 25 aprile, l'anniversario della Liberazione, alle 15,45. In scena tre attori, due uomini, uno che fa la parte di un fascista, l'altro nei panni di un partigiano, e una bambina. Ho scritto io il testo e curo anche la regia".
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Egidio Tibaldi, inventore e anima del Theatro del vicolo; 2) L'esterno del teatro; 3) Platea e palcoscenico)

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