/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 20 aprile 2009

65 anni dopo i bombardamenti -1-

DOPO SHAKESPEARE
ARRIVÒ L'APOCALISSE
Il 23 aprile 1944, alle 22,55 le bombe "amiche" anglo-americane cominciarono a devastare la città, subito dopo una grandiosa rappresentazione dell'Amleto al Teatro Regio, con Renzo Ricci - Le prime vittime furono 15 militari della Guardia nazionale repubblicana
- Prima puntata - 
Sessantacinque anni. Sono passati sessantacinque anni da quando anche Parma, come molte città italiane, cominciò a subire il suo martirio. Gli alleati anglo-americani, la sera di domenica 23 aprile 1944, sganciarono grappoli di bombe che ferirono a morte la città.
Fortunatamente, almeno quella sera, risparmiarono il Teatro Regio, che fino a pochi minuti prima era stracolmo di parmigiani che erano andati ad assistere all'Amleto di Shakespare, superbamente intepretato da uno dei più amati attori italiani, Renzo Ricci.
L'apocalisse arrivò alle 22,55, quasi in concomitanza con il coprifuoco. Fu colpita la Scuola di Applicazione di Fanteria, nel Palazzo del Giardino (qui i primi morti, 15 militari della Guardia nazional repubblicana) furono centrati il Parco Ducale, il Ponte di Mezzo, Via delle Fonderie, lo scalo ferroviario del Cornocchio, il torrente, il Lungoparma Toscanini, viale Fratti. Si concluse così in tragedia una domenica che sarebbe dovuta passare, a Parma, secondo le speranze di tutti, come una "tranquilla domenica di guerra". In un bel pomeriggio di sole molti parmigiani avevano assistito a una partita di calcio tra la Pesenti, una squadra cittadina e le Forze Armate Italiane. E tanti altri, la sera, si erano recati al Regio, appunto, per l'Amleto. Ma Parma era attesa dall'inferno.




Pochi minuti di bombe, pochi minuti di distruzione che hanno inferto il primo terribile colpo alla città. L'inferno. E non era che l'inizio.
(Prima puntata. Continua)
(Nelle foto, dall'alto: 1) Renzo Ricci; 2) Il Palazzo del Giardino con la Scuola di applicazione di fanteria; 3) Il Palazzo ducale ferito; 4) Piccoli crateri creati dalle bombe nel torrente; 5) Lo scalo ferroviario devastato)

1 commento:

e.piovani ha detto...

è vero... Purtroppo Parma è stata duramente bombardata.
Come avviene sempre, anche quando accadono le tragedie peggiori, però qualcuno ne approfitta. Basti pensare alle distruzioni totali di tante cose facilmente salvabili. Il monumento a Verdi, l'hotel Santa Croce, tutta via Mazzini etc etc etc. E il motivo della loro distruzione, è da ricercare spesso nella semplice speculazione edilizia. Mi fermo qui perchè immagino e spero che tutto questo faccia parte delle prossime puntate.
Nel palazzo del giardino, le bombe hanno distrutto praticamente tutta l'ala ovest. Anche oggi se si guarda al palazzo, l'ala verso la pilotta è sormontata da tanti piccoli comignoli. L'ala opposta al contrario vede un tetto praticamente deserto, segno tangibile della sua distruzione. Fortunatamente, almeno esternamente è stato poi tutto ricostruito così come era. Gli interni, che purtroppo hanno visto la scomparsa di alcune delle sale di maggiori dimensioni e bellezza del palazzo, nonchè il salone con i medaglioni del Bossi (anche essi salvabili) non hanno avuto la stessa sorte, e solo una piccola parte delle sale del palazzo è oggi visitabile (occasionalmente).
E pensare che i parmigiani erano convinti che Parma non sarebbe stata toccata dai bombardamenti, vuoi perchè si pensava che Toscanini ci proteggesse dall'America, vuoi perchè i parmigiani difficilmente avevano assorbito il fascismo e quindi teoricamente non meritavano un bombardamento.
Eppure, è toccato anche a noi, e varie volte, in più uno dei bombardamenti peggiori che Parma ha subito era in realtà destinato a Varese....
Io ovviamente non li ho vissuti per fortuna. Immaginare i luoghi, i monumenti, le strade, che si amano tanto, in balia delle bombe è veramente qualcosa di inaccettabile. Verrebbe voglia di spostare indietro gli orologi per andare a cambiare quello che è successo quei giorni, che ancora si riflettono su di noi.
A volte incontrando per strada qualche parmigiano in la con gli anni, viene da chiedersi se lui era la al momento della distruzione di Parma. Se l'ha conosciuta, prima e dopo quei grandi e tristi eventi.
Eppure, la cosa strana è che i nostri anziani non ne parlano praticamente mai, anche se sicuramente avrebbero tante cose da raccontare. O forse siamo noi giovani che non chiediamo abbastanza, o diamo sempre l'impressione di essere lontani da quegli avvenimenti. Ma non lo siamo affatto. Come il titolo del noto programma televisivo, la storia siamo noi....