O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 15 aprile 2009

I "giovedì della tradizione" alla Corale Verdi

STORIA E TRADIMENTI
AL CASTELLO DI FELINO

Nel terzo incontro alla Corale Verdi dedicato ai castelli, si parlerà domani sera di quelli di Felino, dei Rossi e di quello di Monti, dei Malaspina, in Lunigiana - Per il primo sarà ricordata la "tresca amorosa" tra il primo ministro della Casa ducale di Parma, Guillaume Du Tillot, e l'amante, la marchesa Anna Malaspina - Le storie di Ottobono Terzi, di Ludovico il Moro e
di Giovanni dalle Bande Nere






Profumo di storia, nel terzo "giovedì della tradizione" alla Corale Verdi di vicolo Asdente. Per la serie di interessanti incontri sui castelli dei Rossi, nel Parmense, e dei Malaspina, in Lunigiana, i relatori Italo Pizzati, Italo Comelli, Giorgio Pattera e Lorenzo Sartorio porranno la luce dei riflettori, questa volta, sul Castello di Felino e su quello di Monti.
Le prime notizie del Castello di Felino risalgono all'890 del primo Millennio, quando il nobile Marchese Luppone costruì una torre fortificata che nei secoli venne ampliata fino a raggiungere il massimo splendore alla fine del XIV secolo con Pier Maria Rossi. Nei periodi successivi il castello passò di volta in volta nelle mani di famiglie tra le più importanti in Europa, quali: gli Sforza, i Pallavicino, i Borbone. Alla fine del '700 la proprietà passò, per quasi due secoli, ai Vescovi di Parma che lo vendettero a famiglie private. Ho chiesto a Italo Pizzati, uno dei relatori, quali saranno gli episodi più succosi che verranno raccontati domani sera.
"Ce ne sono tanti", ha detto. "Forse uno dei più "appetitosi" riguarda Guillaume Du Tillot, che fu primo ministro dei Borboni alla Corte di Parma e che nel 1764 fu insignito del titolo di Marchese di Felino. Ebbene, Du Tillot ironizzava un po' su questo suo marchesato, al punto che avrebbe scritto ai suoi amici in Francia "Sono il marchese di un paese di sausissons (di salami). Contento o no, pare che il Du Tillot al castello di Felino non se la sia passata così male, perché qui incontrava la sua amante, la bellissima Anna Malaspina, moglie del marchese Giovanni Malaspina, che veniva a Felino da Bastia, in Lunigiana (proprio di fronte al castello d Monti, di cui si parlerà domani sera alla Corale Verdi) per incontrarlo. Ovviamente non si parlerà soltanto di questa tresca amorosa. Ricorderemo la figura di un celebre capitano di ventura, Ottobono Terzi, e di Ludovico il Moro che conquistò il castello, considerato inespugnabile, dopo aver corrotto alcuni capitani. E di Giovanni dalle Bande Nere, un Medici, che espugnò il castello di Monti, in Lunigiana, riconsegnandolo poi ai Malaspina dopo l'intervento delle truppe spagnole. Senza dimenticare ovviamente, di Felino, l'interessantissimo e unico museo del salame". Insomma, una seratina interessante. Da non perdere.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Il castello di Felino; 2) Un ritratto di Guillaume Du Tillot; 3) Un ritratto di Anna Malaspina)

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