/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 30 aprile 2009

Fiocco rosa in casa di un noto artista parmigiano

LO SCULTORE ZACCARDI
È DIVENTATO NONNO
Notizia freschissima: un'ora fa la famiglia dell'autore di celebri monumenti (Toscanini, Guareschi, Sicuri) è stata allietata dalla nascita di Arianna
Grande festa nella famiglia di Maurizio Zaccardi, il notissimo scultore parmigiano, che ha legato il suo nome non soltanto alle sue numerose mostre e alla fama che gode in città e provincia, ma anche a monumenti dei quali si è parlato e si parla molto: quello a Giovanni Guareschi, che si trova a Fontanelle, quello ad Arturo Toscanini, collocato nel giardino della Corale Verdi, quello a Enzo Sicuri, in piazzale della Macina. Un'ora fa, all'Ospedale Maggiore, è nata la nipotina Arianna, figlia del figlio di Zaccardi, Fabio e della nuora Angela Busani. Zaccardi è uno dei tanti veri amici di Pramzanblog, per il suo amore verso Parma e la parmigianità. È quindi con grande piacere che questo sito si stringe con affetto, in anteprima, accanto ad Arianna Zaccardi e ai suoi genitori. Viva nonno Zaccardi!

Stasera due importanti concerti, alla stessa ora

STECCATA E SAN VITALE: CHE MUSICA
Ore 21, alla Steccata: concerto per soprano, arpa e violino, con Tania Bussi, Carla They e Beatrice Marozza - Ore 21, a San Vitale, il "Requiem" di Fauré, con la Corale Verdi 
Grande musica. Peccato per la concomitanza. Basilica Magistrale della Steccata versus chiesa di San Vitale. Può sembrare un incontro di boxe, invece qui si tratta di note. E che note. In due monumenti della religiosità a me molto cari. Alla Steccata ci sono i resti dei duchi di Parma e alla Steccata è nato in parte anche il mio primo libro, tanti anni fa, sul cardinal Carlo Francesco Caselli, grazie alla collaborazione dell'indimenticato monsignor Arnaldo Marocchi. E San Vitale è stata la "mia" chiesa, la chiesa di "don" Orsi, per me sempre "don" anche dopo la promozione a monsignore. Steccata contro San Vitale. Ma il verdetto lo si sa già. Vinceranno tutte e due. Perché la musica, la grande musica, mette tutti d'accordo. Unico rammarico: la concomitanza, che non consentirà ai parmigiani di seguire entrambi i concerti.
Il primo, come Pramzanblog ha già annunciato, si intitola "Salve Regina" perché è organizzato dall'ordine Costantiniano di San Giorgio per l'inaugurazione del mese Mariano. Concerto per soprano, arpa e violino, sicuramente di pregio, con tre artiste di valore, Tania Bussi, Carla They e Beatrice Marozza. Musiche sacre straordinarie: l'Ave Maria di Caccini, Domine Deus di Vivaldi, Laudate Dominum di Mozart, Ode per il giorno di Santa Cecilia di Händel, Prière di Guidi, Anima Christi di Frisina, Salve Regina di Puccini, Ave Maria di Saint-Säns, per concludere con la commovente Vergine degli angeli dalla Forza del destino di Giuseppe Verdi
Mentre in Steccata (ingresso libero) si svolgerà questo interessantissimo, e atteso, concerto, a San Vitale andrà in scena, si fa per dire, il Requiem in Re minore op. 48 di Gabriel Fauré, organizzato dalla Corale Verdi (presidente Andrea Rinaldi) in collaborazione con il Movimento Italiano per la gentilezza (presidente Giorgio Aiassa). A scopo benefico: ingresso libero, con offerte a favore delle popolazioni terremotate d'Abruzzo, tramite la Caritas Diocesana. L’esecuzione del Requiem di Fauré, opera dai colori così drammaticamente  tenui, è affidata al soprano Azusa Kinashi e al baritono Yun Eun Hyok accompagnati all’organo dal maestro Sara Dieci e dalla Corale Verdi diretta dal maestro Fabrizio Cassi. Sarà anche l’occasione per ricordare i soci e i collaboratori della Corale scomparsi, con un ricordo particolarmente affettuoso a Luca Ambanelli, presidente del sodalizio per oltre dodici anni. Presenterà la serata Paolo Zoppi.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE -: 1) Basilica magistrale della Steccata; 2) Chiesa di San Vitale; 3) Il soprano Tania Bussi e l'arpista Carla They; 4) La violinista Beatrice Marozza; 5) La Corale Verdi / by Eugenio Fornaciari © / 6) La clavicembalista Sara Dieci)

Il concerto per "mamma Godi"

DIETRO LE QUINTE
DI UN SUCCESSO
Quello che il pubblico non vede durante uno spettacolo - Pramzanblog si è intrufolato tra gli artisti che aspettavano il loro turno durante lo spettacolo dedicato, all'Auditorium Paganini, alla popolare ostetrica scomparsa dieci anni fa
















Che cosa succede dietro le quinte di un palcoscenico, mentre il pubblico seduto in platea segue uno spettacolo? Pramzanblog ha approfittato di un'ottima occasione: il concerto benefico organizzato all'Auditorium Paganini dall'Associazione JB Boudard per ricordare il decennale della scomparsa di una grande e popolarissima ostetrica, Maria Godi, da tutti conosciuta come "mamma Godi", che in cinquant'anni di attività aiutò a vedere la luce ben cinquemila "parmigianini". Ottima occasione 















perché il cast raccolto da Anna Poletti Zanella, presidente dell'Associazione Boudard nonché figlia di "mamma Godi", era davvero d'eccezione: il basso Michele Pertusi, il soprano Paola Sanguinetti











il tenore Mauro Pagano, il pianista Matteo Andreini, la Corale Verdi diretta dal maestro Fabrizio Cassi,
il Coro di voci bianche della "Verdi" diretto dal maestro
Beniamina Carretta, regia di Egidio Tibaldi e conduzione di Ilaria Notari.
Così
Pramzanblog ha scoperto che dietro le quinte gli spunti di curiosità sono più d'uno. Per esempio 











Michele Pertusi, mattatore della serata, che tra un brano d'opera e l'altro fa esplodere la sua parmigianità doc facendo morir dal ridere chi gli sta vicino. Pertusi racconta di quando, con altri cantanti, si è messo a cantare "Siam tre piccoli porcellin", oppure "Nella vecchia fattoria" e di quando, in un teatro, forse a Palermo, venne ufficialmente redarguito dal direttore artistico per ... "eccessiva guasconeria"... e di quando, al telefono, fa scherzi alla "Amici miei", imitando la voce di altri colleghi...
Oppure il soprano,
Paola Sanguinetti, elegantissima con un abito verde da sogno, che per ingannare l'attesa improvvisa una specie di danza spagnola.
Oppure ancora uno dei coristi, il popolarissimo
Tonino Fereoli, 85 anni, quello che delizia il pubblico con "Stornellata parmigiana", la celebre "Rondané'na", che durante l'esibizione in palcoscenico del tenore Mauro Pagano canta anche lui, a piena voce, seguendo il tempo  con le braccia e le mani.
Così come il pubblico non può vedere l'anima di questo concerto, la signora
Anna Poletti Zanella, che, assieme al maestro Benianima Carretta, è incollata al monitor di servizio per vedere, da dietro le quinte, quello che succede in palcoscenico.
E le foto-ricordo: Pertusi con  Cassi e la figlia di mamma Godi, Pertusi che sprigiona la sua parmigianità con la Sanguinetti, con Cassi, con Pagano, con il maestro Andreini. La signora Zanella con
Andrea Rinaldi, presidente della "Verdi", la Sanguinetti con Pagano. E l'emozione delle coriste e dei coristi della Verdi prima di entrare in scena (però negli intervalli qualcuno esce anche all'aria aperta) e quella delle bambine del coro. E la professionalità di Ilaria Notari, una delle "colonne" di Teleducato, bella e brava.
E tutto ciò mentre, dal palcoscenico arriva la grande musica di Verdi. Gli straordinari e popolarissimi brani di un repertorio operistico che mai tramonterà.
La vergine degli angeli magistralmente interpretata da Paola Sanguinetti, e l'incredibile timbro di voce di Michele Pertusi, e la bravura di Mauro Pagano, e il memorabile Va pensiero, e l'applauditissimo Libiam nei lieti calici, nonché la commovente Rondanén'na di Fereoli...
E la fiaba di Giancarlo Malombra ed Elvezia Benini dedicata a Maria Godi. E la bella poesia Il sigillo sacro di Patrizia Fazzi. Dietro le quinte i capolavori musicali, e la fiaba e la poesia arrivavano "filtrati" dal caos dei presenti, che spesso spingeva "quelli della regia" ad uscire dal "gabbiotto" per perorare un ... psst... silenzio...  Dietro le quinte arrivavano i calorosi applausi del pubblico (tutto esaurito), moltiplicati alla fine, quando Anna Poletti Zanella ringraziava tutti e dispensava fiori e Pertusi guidava il gruppo fuori dal palcoscenico, colmo di fiori. Grande serata per il pubblico. E grande serata anche per Pramzanblog, intrufolato là, dietro le quinte, per vedere quello che il pubblico non vede e respirare un'aria magica. Di festa e di sorrisi. Che fosse ispirata (e comunque è bello crederlo) da mamma Godi?
Achille Mezzadri
(Nelle foto by aemme ©, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Anna Poletti Zanella tra Michele Pertusi e Fabrizio Cassi; 2) Paola Sanguinetti con Elvezia Benini, Patrizia Fazzi, Anna Poletti Zanella e il regista Egidio Tibaldi; 3) Beniamina Carretta con le sue piccole coriste; 4) La "danza" di Paola Sanguinetti; 5) Anna Poletti Zanella e Beniamina Carretta davanti al monitor di servizio; 6) Tonino Fereoli canta anche durante la pausa; 7) L'attesa delle coriste e dei coristi; 8) Paola Sanguinetti con Mauro Pagano; 9) Il presidente della Corale Verdi, Andrea Rinaldi, con Anna Poletti Zanella; 10) I solisti in relax; 11) Il palcoscenico visto dal "dietro le quinte"; 12) L'uscita trionfale di Michele Pertusi)
ALTRE FOTO IN FONDO ALLA PAGINA

lunedì 27 aprile 2009

Cór crozè: l'opinione di Alberto Michelotti

A GH'ÉRA UN RIGÓR MÄRS
PARMA - SALERNITANA 0-0 Purtroppo è finita in parità, contro le piccole continuiamo a soffrire. Però avremmo meritato anche di vincere. A gh'éra un rigór märs, mo l'àrbitro 'n l'à mìga dè. E po a èmma fat ànca dò travèrsi. Pasénsja. In fondo abbiamo conquistato un pun punto sul Livorno, che adesso è distanziato di otto lunghezze. 
Com'è andata, in generale, questa partita?
Sotto una pioggia torrenziale. Sono appena uscito dalla tribuna e a són zamò bagn mój. Il risultato della partita è stato falsato da quel rigore sacrosanto che l'arbitro non ha concesso. L'atterramento di Paloschi in area c'era. Eravamo nel primo tempo. La partìda la sarìss cambiäda bombén. Avremmo costretto la Salernitana ad uscire dal suo guscio.
Che cosa puoi dire del primo tempo?
Bene i primi venti minuti. Avevamo in mano il gioco. Poi i campani sono riusciti, senza fare grandi cose, a difendersi. Ma, ripeto, se fossimo andati in vantaggio con il rigore, la situazione sarebbe cambiata di molto.
E nel secondo?
Stessa solfa. Però a èmma fat dò travèrsi, ragàs... Questo pareggio ci sta stretto. Comunque giocare contro le pericolanti, sul finire del campionato, è sempre un'impresa ardua.
Pavarini?
Bene, anche se poco impegnato. Però a gh'è da dir che cuand a pióva a 'l ne vén mäi fóra 'dla pòrta. Gnan' s'a 'l vén zò Dio. 
Un giudizio sulla difesa?
Stasera bene. Mi è piaciuta. Lucaréli picén sempre il solito condottiero, ma è stato ammonito e salterà la prossima. Bene anche Paci.
E il centrocampo?
Si è molto sentita la mancanza di Morrone. Mariga bravissimo soprattutto nel primo tempo. Per quanto riguarda Budel... a èmma telefonè ala Rai, a Chi l'à vìsst. Parchè noiätor a 'n l'èmma pròprja mìga vìsst.
Un parere sull'attacco.
Svantaggiato, sì, con la esse, a 'l m'è mìga piazù. E infatti è stato sostituito. Leon l'à fàt la méza ponta... sì, äd grana padano... Contavo su "Filippo" Lucaréli. Adesso che hanno ripristinato il monumento di Filippo Corridoni, Guidolin l'à fat dvintär nóv ànca lu. Mo l'à Lucaréli l'à fat pé cmé 'na ciocaróla. Magistrale invece, come sempre, al putén, Paloschi. Gli voglio bene. L'è dapartùtt. Al pära un can rabì. Formidabile.
Il migliore del Parma?
Mi ripeto anche stasera: Paloschi.
E il peggiore?
Leon.
Un voto a Guidolin.
Un sei e mezzo.  Ha cercato di mettere la squadra con un assetto giusto. Non ha colpe per il pareggio. In fondo le occasioni da gol non sono mancate. 
Pramzan45
MICHELOTTI IN BIANCO E NERO
by FORNACIARI
Alberto Michelotti interpretato in bianco e nero dal grande fotografo parmigiano Edoardo Fornaciari /CLICCARE PER INGRANDIRE/ © Copyright / VIETATA LA RIPRODUZIONE SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORE)

Una novità assoluta per la nostra città

LIETO EVENTO IN PIAZZA DUOMO:
NASCE IL TEMPORARY-PALAZZO
Il marchese Vittorio dalla Rosa Prati inaugurerà giovedì 7 maggio il primo "spazio temporaneo" della città, una formula già di grande successo all'estero e in Italia








Lo diciamo subito, a scanso di equivoci. Il marchese Vittorio dalla Rosa Prati, 43 anni, non è un Temporary-man. Anzi, è un uomo che ha idee che non durano lo spazio di un mattino, ma nel tempo. Come quell'ala del palazzo di famiglia, che su iniziativa sua e dei suoi fratelli, è diventata un prestigioso resort, da lui gestito. Come la sua nuova "creatura", il Temporary-Palazzo, che vedrà la luce il prossimo 7 maggio alle 18,30 (anteprima per la stampa alle 18).
Che cos'è T-Palazzo? Una e tante cose: È T-shop, è T-café, è T-book-shop, è T-showroom. Il temporary-shop, lo dice la definizione, è un "negozio temporaneo": sta aperto qualche giorno e poi chiude i battenti. È  una strategia di marketing nata in Inghilterra e velocemente diffusasi in tutto il mondo, Italia compresa. E con grande successo. "Visto come è andata dalle altre parti e come sta andando, ho deciso di  aprire uno spazio "temporaneo" qui, a Palazzo Dalla Rosa Prati. È il primo di Parma", dice con soddisfazione il marchese Vittorio.
Espositore del primo Temporary-Showroom sarà Sama Abitare, azienda di Parma con sede in via Martinella, che proporrà il raffinato design, famoso in tutto il mondo, di Vitra, società tedesca leader nel campo dell'arredo d'interno. Dieci giorni. Dieci giorni di esposizione. Poi il T-Palazzo (160 metri quadri espositivi divisi in sei sale, contrassegnate dalla T -di "temporary"-, dalla T1 alla T6) si spoglierà dei prestigiosi arredi tedeschi, pronto ad ospitare nuovi espositori, nuovi negozi, nuove grandi firme.

Stasera al Tardini Parma - Salernitana

IL GRANDE CUORE
DEI TIFOSI DEL PARMA
Continua la gara di solidarietà, in sinergia con gli altri "ultras" italiani, per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo
Grande Parma (che questa sera giocherà nel posticipo al Tardini, ore 21, contro la Salernitana) ma anche grande cuore dei tifosi parmigiani. Come abbiamo visto nel post precedente, i Boys 1977, quelli della Curva Nord (ma non solo loro), si stanno dando molto da fare per non dimenticare il dramma dei terremotati d'Abruzzo. In occasione di Parma - Ascoli nella sola Curva Nord sono stati raccolti 5737, 79 euro. E stasera continuerà la raccolta di fondi. I Boys ci hanno inviato due comunicati, che saranno affissi come manifestini questa sera al Tardini e che pubblichiamo molto volentieri. Il primo, intitolato "Ultras d'Italia per l'Abruzzo" elenca (città per città), una parte delle tantissime iniziative dei Gruppi ultras italiani a favore della popolazione abruzzese. Il secondo ("Boys Parma per l'Abruzzo") presenta la nuova raccolta fondi, finalizzata ad un'iniziativa di solidarietà ultras per il popolo aquilano, promossa su tutto il territorio nazionale dai Red Blue Eagles L'Aquila 1978 Curva Sud. Questa nuova iniziativa, che si basa su una sinergia di Gruppi ultras a fini solidaristici, proseguirà per alcune settimane. Ancora una volta: bravi Boys.
Pramzanblog però approfitta anche dell'occasione per presentare ai suoi lettori un divertente filmato, preparato per lanciare la prossima trasferta del 2 maggio ad Avellino e scaricato su Youtube. È carino, vale la pena di darci un'occhiata.
(Nelle foto, dall'alto: 1) La pagina del sito dei Boys 1977 in cui sono illustrate le nuove iniziative; 2) I tifosi del Parma in marcia /dal filmato YouTube)

Quello striscione dei Boys al Casino Petitot

QUESTA È LA PARMIGIANITÀ
La foto è arrivata sul mio desk soltanto adesso, ma la pubblico egualmente, perchè è assolutamente nelle corde di Pramzanblog, contenitore di parmigianità. Qui vediamo lo striscione che i Boys 1977, tifosi ultras del Parma, hanno appeso davanti al Casino Petitot in occasione del recente match Parma - Ascoli, con la scritta Abruzzo: Sèmma pramzàn, dèmmogh 'na man! Gli ascolani, si sa, sono marchigiani, ma molto vicini alle zone terremotate e i Boys li hanno accolti con questo striscione di solidarietà. In dialetto. Questo è lo spirito parmigiano che Pramzanblog (vedi le cartolén'ni pramzàni) vuole sostenere e diffondere. Bravi Boys.
PARMIGIANI, PRENDETE L'ESEMPIO
RILANCIATE IL DIALETTO!

domenica 26 aprile 2009

Poche parole, molti fatti

SALVATE L'ORTO BOTANICO DI PARMA
Come in un film, è scattata un'operazione di emergenza per ridare vita al grande patrimonio naturalistico della città, esistente dai tempi dei Farnese, in stato di abbandono e a rischio di chiusura - L'appello su Facebook, il reclutamento dei volontari, la nascita dell'associazione "Amici dell'orto botanico di Parma", l'organizzazione di un evento musicale, il 17 maggio - La storia di questo "miracolo" raccontata dal suo primo promotore, Nicola Valenti
Sapete, vero, che cosa vuol dire pragmatismo? Ecco, se avete qualche dubbio in proposito mettetevi in contatto con Nicola Valenti, valtellinese, 42 anni, che si occupa di comunicazione aziendale all'Efsa. Chiedetegli come si fa, senza tante parole ma con tanto pragmatismo, a salvare l'Orto Botanico di Parma, che stava andando in rovina a causa dei tagli finanziari operati dal governo. Chiedetegli come può un cittadino indignato per la fine ingiusta di uno dei tesori della città mettere in piedi un movimento di indignati come lui, che si armano di passione, di stivali, palette e vanghe per far rivivere di vita normale il moribondo. Ok, vi faccio un piacere. Glielo chiedo io.
Signor Valenti, come le è venuto in mente di salvare l'Orto Botanico di Parma, erede dell'orto dei Farnese, quattro secoli di vita, 11mila metri quadrati, un bosco, piante secolari, tra le quali uno straordinario Ginkgo Biloba piantato nel 1791, rimasto senza giardinieri e condannato a un crudele destino?
"Tutto è nato da un articolo che ho letto su Parma.Repubblica.it domenica 22 marzo, intitolato "Chiude l'Orto Botanico dei Farnese, non ci sono più i soldi per i dipendenti" e firmato da Giacomo Talignani e Antonio Mascolo. L'ho letto con crescente indignazione e ho anche visto le foto e il contributo filmato, con l'intervista al direttore dell'Orto, il dottor Andrea Fabbri. Mi sono detto: "Ma come? Non può morire un tesoro così? Non è possibile lasciarlo andare in rovina! Il direttore dice che l'Università, da cui dipende l'orto, avrà a disposizione un nuovo botanico dal prossimo gennaio: ok. Ma intanto le piante muoiono. E chi le cura? Insomma, ho deciso di darmi da fare subito".
E allora che cosa ha fatto?
Mi sono rivolto a Santo Facebook. Ho creato quella che nel meccanismo di Facebook si chiama "cause": una spese di movimento di opinione. L'ho intitolata "Salviamo l'Orto Botanico di Parma". Ho dato la notizia che l'orto richiava di chiudere dopo 400 anni, ho invitato a scrivere un messaggio di solidarietà al direttore Fabbri, ho invitato alla lettura dell'articolo su Parma.Repubblica, ho messo il link alla storia dell'Orto, ho messo il link al sito.
Che cosa è successo?
È successo che già dopo quasi una settimana i simpatizzanti erano un migliaio. E adesso sono duemila.
Ma basta avere simpatizzanti per far rinascere l'Orto?
Certo che no. Ma non siamo stati con le mani in mano. Assieme a Francesca, Laura, Olivia, Stefano, Paolo del coro polifonico Quod Libet, di cui faccio parte e all'amico Eugen, leader del Green Attitudes Working Group dell'EFSA, dove lavoro, mi sono messo in contatto con il professor Fabbri, che ha subito apprezzato la nostra iniziativa, così come il dottor Corrado Zanni, seconda anima e memoria storica dell'orto. Obiettivo primario: rilanciare concretamente l'Orto, con iniziative pratiche. La nascita dell'Associazione Amici dell'Orto Botanico di Parma, il reclutamento di volontari per andare "subito" a rivitalizzare il moribondo, l'organizzazione di un evento , all'interno dell'Orto per sensibilizzare la cittadinanza.
Visionari o concreti?
La seconda che ha detto. È già pronto il logo, preparato dal grande Fogliazza. Ed è già quasi pronto, anche grazie alla consulenza dell'Associazione Donne Ambientaliste e di Forum Solidarietà, lo statuto dell'Associazione, che nascerà ufficialmente il 17 maggio, il giorno di "Giardini aperti" e di "Mercato dei fiori, dei profumi e brocantage" che si svolge in via Farini. Ecco, quest'anno, con l'Orto Botanico in stato di abbandono, non sarebbe stato possibile. 
Ce cosa accadrà in pratica il 17 maggio?
Sarà una giornata di arte e scienza, intitolata "Musica per l'orto". Dalle 10 alle 19, senza interruzioni e con ingresso libero. Le visite guidate all'Orto Botanico a cura della dottoressa Anna Maria Cristina Antoniotti per "Giardini aperti" saranno arricchite da un cartellone di poesia, fotografia, belle arti, teatro e soprattutto musica. Olivia e Francesca stanno preparando il programma . Hanno già aderito, tra gli altri, Alessandro Nidi, Francesco Camattini, Alessandro Sgobbio, Teatro Necessario. E ovviamente noi del Quod Libet.
Però adesso state già lavorando...
Sì, a noi piacciono più i fatti delle parole. Reclutiamo volontari, chi vuole dare una mano basta che si iscriva ai turni di lavoro. Diamo priorità alla pulizia dei vialetti e dello stagno, al ripristino, alla pulizia e all'arredo della terrazza, dove si svolgeranno i concerti il 17 maggio.
Come deve essere equipaggiato un volontario?
Basta che abbia una paletta e un paio di guanti da giardinaggio. E in più, se vuol dare una mano a pulire lo stagno, stivali di gomma. Da notare che durante il lavoro saranno coperti da assicurazione.
Insomma, una task force per salvare l'Orto...
Sì, ha detto bene, una task force di uomini e donne che vogliono bene alle piante. Un gruppo di persone straordinarie.
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Il giardino all'italiana dell'Orto Botanico di Parma; 2) Il bozzetto di Fogliazza dell'Associazione Amici dell'Orto Botanico di Parma; 3) Nicola Valenti, 4) La facciata esterna dell'Orto Botanico; 5) Andrea Fabbri, direttore dell'orto Botanico; 6) Il Ginkgo Biloba del 1791)

Rugby Parma: oggi è andata così

FUTURA PARK 17
OVERMACH 3










Un disastro. L'Overmach Rugby Parma ha perso nettamente al Tre Fontane di Roma contro il Futura Park per 17 a 3. Dopo un primo tempo finito in parità i romani, che sono impegnati nella lotta per non retrocedere, hanno segnato due mete.  L'Overmach Rugby Parma ha giocato con questa formazione: Malneek; Mariani, Riccardo Pavan (Gilberto Pavan dal 54'), Emerick, Rubini; Irving (Mazzariol dal 41'), Bricoli; Vosawai, Ainley, Minto; Taele, Taylor (Vallejos dal 58'), Winter (De marchi dal 43'), Masetti (Giazzon dal 51'), Fontana. Sabato prossimo il derby Overmach - Gran Parma. Questa la classifica dopo la settima di ritorno: Benetton 55, Viadana 52, Overmach 47, Calvisano 45, Rovigo 43, Petrarca 39, Casinò Venezia 25, Futura Park 24, Gran Parma 21, Almaviva Capitolina 21.
Marcatori: Pt: al 15' cp Freschi (3-0), al 18' cp. Irving (3-3); St: al 9' m. Francesio tr. Van Schalkwyk (10-3); al 27' m. Rota tr. Van Schalwyk (17-3)
Oggi non pubblichiamo il consueto commento del presidente Bersellini, in viaggio all'estero. Ci scusiamo con i lettori.
GRAN PARMA - CAPITOLINA 5-6

Riaperta a Roccabianca l'Arena del Sole

GRANDI EMOZIONI
NEL NOME DI VERDI
Commozione da tagliare a fette per la riapertura di un "monumento storico" di Roccabianca: la restaurata Arena del Sole, che ospita alcune delle statue del monumento a Verdi bombardato a Parma nel 1944 - Presenti onorevoli, politici locali e un grande pubblico - Straordinario concerto della Corale Verdi: celebri brani verdiani e bis finale con la parmigianissima "Rondanén'na" - L'eccezionale fotocronaca, in esclusiva per Pramzanblog, di Edoardo Fornaciari
Ieri era il 25 aprile. Era il giorno della Festa della Liberazione. Giorno della memoria, del ricordo della fine di un incubo. Ne abbiamo già parlato diffusamente su Pramzanblog. Un giorno speciale. Ma per Roccabianca ancor di più. Perché nel popoloso comune di cui è sindaco Giorgio Quarantelli si è celebrato un evento straordinario, che non ha legami con la Liberazione. La riapertura, dopo lunghi restauri, propiziati dalla Fondazione CariParma, della storica Arena del Sole, il cinema - teatro che ospita alcune delle statue del Monumento a Verdi bombardato a Parma nel 1944. Grande evento per Roccabianca, per la provincia di Parma, nel nome di Giuseppe Verdi. Pubblico delle grandi occasioni, teatro gremito. Taglio del nastro del sindaco Giorgio Quarantelli, emozionato accanto al presidente della provincia Vincenzo Bernazzoli, sequela di discorsi ufficiali, emozione da tagliare a fette. Il sindaco ha ricordato la storia delle statue, che dopo il bombardamento (che pure le aveva risparmiate, a parte un Falstaff decapitato) erano state abbandonate al loro destino. Nove erano state prese in consegna da un imprenditore illuminato che le aveva trasportate a sue spese a Roccabianca. Le altre, ricordiamo noi, ahimé, forse furono fatte a pezzi e abbandonate sul greto della Parma. Che disastro. Ma su questo torneremo in un'altra occasione. Quello che conta, ora, è che le nove statue (Oberto conte di San Bonifacio, Ernani, Alzira, Macbeth, I masnadieri, La battaglia di Legnano, Aida, I lombardi alla prima crociata e Don Carlos) sono ancora lì e l'Arena del Sole, acquistato anni fa dai vecchi proprietari dal comune di Roccabianca, ha riaperto i battenti.
Andrea Rinaldi, il presidente della Corale Verdi, ha giustamente fatto notare, nel suo breve intervento, che mentre in Italia, complice la crisi, i teatri chiudono, la provincia di Parma è in contro tendenza. Prima ha riaperto il Teatro Nuovo, a Salsomaggiore, adesso l'Arena del Sole, a Roccabianca. Avanti così. Che giornata di emozioni, di grande musica verdiana. Con la casa editrice di Antonio Battei che ha regalato a tutti i presenti un'edizione straordinaria del suo "
Corriere di Parma" dedicato proprio all'Arena del sole. Con il pubblico in lacrime di commozione per il grande spettacolo, che ha avuto come mirabile conduttore Mauro Biondini.
Con il grande fotografo parmigiano Edoardo Fornaciari, già autore di mirabili immagini delle statue al tempo del loro "esilio forzato", che regala a
Pramzanblog un'eccezionale fotocronaca esclusiva. Con la Corale Verdi (diretta dal maestro Fabrizio Cassi) che ha emozionato con il suo repertorio consolidato e magico.
Apertura con
Gli arredi festivi, dal Nabucco, poi Oh Signor che dal tetto natìo, dai Lombardi alla prima Crociata, "Per te d'immenso giubilo", dalla Lucia di Lammermoor
(unico brano non verdiano) il finale del secondo atto della Forza del destino, Jerusalem dai Lombardi alla prima Crociata, Inno di vittoria da Macbeth, Va pensiero da Nabucco, Libiam nei lieti calici da Traviata.
E un bis finale non verdiano, ma molto caro a tutti i parmigiani:
Stornellata pramzàna, universalmente nota come La rondanén'na
e interpretata come sempre "alla grande" dal grande Tonino Fereoli. E giù lacrimoni. Che festa! (a.m.)
(Nel servizio fotografico esclusivo di Edoardo Fornaciari © / VIETATA LA RIPRODUZIONE SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORE/, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) L'Arena del Sole di Roccabianca gremita di pubblico durante il concerto di riapertura. Lungo una parete sei delle nove statue del Monumento a Verdi; 2) La Corale Verdi diretta dal maestro Fabrizio Cassidurante l'applauditissimo concerto; 3) L'esterno dell'Arena del Sole pochi minuti prima della riapertura; 4) Il taglio del nastro del sindaco di Roccabianca Giorgio Quarantelli, affiancato dal presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli; 5) La sala vista dall'alto; 5) Il sindaco Giorgio Quarantelli durante il suo discorso; 7) Spettatori accanto alla statua de "I masnadieri"; 8) Spettatori accanto alla statua del "Don Carlos"; 9) La sala in penombra durante l'esibizione della Corale Verdi; 10) Alcuni dei coristi della "Verdi" durante il concerto)

Due giorni al concerto per Maria Godi

GUARDATE CHE CAST
Il basso Michele Pertusi, il soprano Paola Sanguinetti, il tenore Mauro Pagano, il pianista Matteo Andreini, la Corale Verdi diretta dal maestro Fabrizio Cassi, il Coro di voci bianche della "Verdi" diretto dal maestro Beniamina Carretta: sono i grandi protagonisti del concerto per il decennale della scomparsa della "mamma di Parma", Maria Godi - Conduce Ilaria Notari - Regia di Egidio Tibaldi - Tutto l'incasso in beneficenza
È già stato spiegato su Pramzanblog perché il concerto di dopodomani all'Auditorium Paganini in ricordo di Maria Godi, organizzato dall'Associazione J.B. Boudard,  è molto, molto importante. E perché merita il "tutto esaurito" (ma ci siamo molto vicini). Primo: perché l'indimenticata ostetrica, che pure abbiamo avuto l'onore di conoscere ed apprezzare, in cinquant'anni di attività (dal 1935 al 1985) ha aiutato a vedere la luce cinquemila parmigiani e per questo è stata anche chiamata "la mamma di Parma". Secondo: perché il cast è davvero di prim'ordine: il basso Michele Pertusi, il soprano Paola Sanguinetti, il tenore Mauro Pagano, il pianista Matteo Andreini, la Corale Verdi diretta dal maestro Fabrizio Cassi, il Coro di voci bianche della "Verdi" diretto dal maestro Beniamina Carretta. Conduttrice Ilaria Notari, uno dei volti più popolari di Teleducato. Regista Egidio Tibaldi, "patron" del Theatro del Vicolo e già regista del recente "Tributo a Gimmi & Billo", sempre al Paganini. Terzo: perché l'intero incasso andrà a favore della sezione pediatrica della Neuroradiologia dell'Azienda Ospedaliera di Parma. Insomma, 20 euro (questo il prezzo del biglietto) spesi bene (Ultimi biglietti in vendita presso Azzali Editori, via Carducci 22). Nel corso della serata (inizio ore 20,45), verranno eseguiti brani del grande repertorio lirico operistico, ma saranno anche lette una fiaba di Giancarlo Malombra ed Elvezia Benini dedicata a "mamma Godi" e la poesia "Il sigillo sacro", di Patrizia Fazzi. Dei principali protagonisti della serata sarebbe perfino inutile parlare, considerata la fama. Michele Pertusi è uno dei più grandi bassi del panorama lirico mondiale, di casa al Metropolitan, famoso in tutto il mondo. Paola Sanguinetti è un soprano di grande valore e pure gira il mondo, accompagnando in concerto il tenore Andrea Bocelli. Mauro Pagano è uno dei più noti tenori italiani, con numerose affermazioni all'estero. Matteo Andreini è uno dei più affermati pianisti italiani. E che dire della Corale Verdi diretta dal maestro Fabrizio Cassi, vera e propria "istituzione" musicale parmigiana? E del Coro di voci bianche della "Verdi", diretto dal maestro Beniamina Carretta, altro caposaldo della realtà musicale di casa nostra? Insomma, grande serata, che nel nome di "mamma Godi" servirà per aiutare la sezione pediatrica della Neuroradiologia. Meglio di così... (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Maria Godi con uno dei "suoi" bambini; 2) Il soprano Paola Sanguinetti /by Edoardo Fornaciari © /; 3) Il basso Michele Pertusi; 4) Il tenore Mauro Pagano; 5) Il pianista Matteo Andreini; 6) La Corale Verdi; 7) Il direttore della Corale Verdi, maestro Fabrizio Cassi; 8) La conduttrice della serata, Ilaria Notari, di TeleDucato; 9) Il regista, Egidio Tibaldi)