O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 20 marzo 2009

EDITORIALINO: parliamoci chiaro

D'AZZEGLIO, DA ZEGLIO E DINTORNI
Avevo intitolato il post precedente "Ogni commento è superfluo" con l'intenzione, appunto di non fare riflessioni sulla stupidità di chi ha scritto quel cartello. Sembrava evidente la grossolanità, la superficialità. Invece i commenti li fanno i lettori. Scrivono nello spazio apposito, oppure scrivono e-mail. Un mio amico, per esempio, mi ha scritto: "Achille, sono convinto che in Comune non sappiano chi sia stato Massimo D'Azeglio. Su Google trovi la pagina di Wikipedia. Perché non la diffondi, magari serve a qualcosa. Il cartello con lo svarione serve a poco. Credimi, le cose stanno molto peggio di come tu immagini. Sono ignoranti come bestie". Ecco, dico qui all'amico che secondo me lo sfogo è un tantino esagerato. Sì, probabilmente c'è troppa gente che non sa (e dovrebbe sapere per la posizione che ricopre) chi è stato Massimo D'Azeglio, grande personaggio della politica italiana ottocentesca, nonché scrittore, pittore e genero di Alessandro Manzoni. Ok. Quindi, secondo il consiglio dell'amico, aggiungo qui, molto volentieri, il collegamento alla scheda di Wikipedia su D'Azeglio. Ma, a mio parere, il punto non sta qui. Un ignorante (o un distratto), ha scritto D'Azzeglio con due zeta, ma avrebbe potuto scrivere Dazeglio senza apostrofo, oppure Da Zeglio, e la questione non sarebbe cambiata di una virgola. Uno, secondo me, in questi tempi di depressione culturale, può anche non sapere chi è stato Massimo D'Azeglio. Uno. In Comune ne accetto uno. Ma quante persone hanno letto quella scritta prima di metterla malauguratamente in strada? Nessuno controlla il risultato finale di un "prodotto" che è stato ordinato e pagato? E poi esistono le enciclopedie, esiste Internet. Basta un clic per controllare un nome, soprattutto quando non si sa chi è. Tutto qui. Un po' più di ordine, un po' più di attenzione. E di rispetto verso il contribuente. Che paga.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Il libro "I miei ricordi", di Massimo D'Azeglio; 2) Un ritratto di D'Azeglio eseguito da Francesco Hayez /CLICCARE SUL NOME PER SAPERE CHI È E COME SI SCRIVE)

4 commenti:

Maganuco ha detto...

Porcaccia miseria.....


"scrivere Dazeglio senza accento"

no, SENZA APOSTROFO!!! non accento

Pramzan45 ha detto...

Colpito

Pramzan45 ha detto...

Però qui, in questo blog, almeno qualcuno si accorge e qualcuno corregge...

Maganuco ha detto...

... 'cause we are the best!!!